giovedì 17 maggio 2018

Kenpo Karasu: il diritto all'autodifesa





Quando ho creato la tecnica Kenpo Karasu ( Pugno del Corvo ) l'ho fatto cercando di sviluppare un azione di autodifesa che fosse realmente alla portata di tutti. Uomini, donne, anziani, invalidi, forti e deboli.
Nella forma base esso è un azione mirata a frenare qualunque aggressore senza neppure l'impiego di eccessiva forza fisica. Con la tecnica Kenpo Karasu il fattore di divario di forza si annulla, non esiste più debolezza che possa essere adottata come scusa per non difendersi da un malintenzionato.
Come ampiamente spiegato in questo stesso sito nell'apposita sezione, tale tecnica ha origine dallo Shaolin Kenpo e viene sfruttata in chiave di difesa personale unendovi peculiarità del Krav Maga.
La tecnica ha ottenuto i suoi riconoscimenti, soprattutto per la sua efficacia e semplicità nell'essere appresa. Trattandosi infatti di un azione/reazione bastano poche lezioni ( reali o virtuali ) e un minimo di esercizio per acquisirne subito dimestichezza.
Il danno che può causare varia a discrezione di chi la utilizza, il quale è tenuto a porre particolare attenzione all'entità della risposta.
È inutile pubblicizzare metodi di autodifesa definendoli "adatti a tutti", se poi un invalido non può farne uso perché su una sedia a rotelle, o un anziano per via del male alle ossa o una donna per il divario di forza fisica rispetto a un uomo, o ancora necessita di tante ore di allenamento in palestra.
L'allenamento, se si è nella condizione di salute di praticarlo, è oserei dire d'obbligo per tenersi in forma, veloci e in esercizio.
Ma difendersi da chi mina alla nostra sicurezza È UN DIRITTO inalienabile di tutti che non deve avere alcuna barriera.

Nessun commento:

Posta un commento