Chi sono





CHI SONO

Mi chiamo Yvan, scrittore, operatore della sicurezza, praticante e prima d'ogni altra cosa appassionato di arti marziali fin da bambino e istruttore della federazione KRAV MMA EXTREME. Le mie esperienze potete rintracciarle in questo sito.


PERCHÉ MMA?

MMA (Mixed Martials Arts) non è un riferimento all'omonima disciplina né alla suddetta competizione. Esso rappresenta più che altro la mia propensione ad apprendere stili differenti estrapolando da ognuno gli elementi che ritengo più congeniali a me stesso e utili alla difesa personale.
MMA dunque perché mi approccio a diverse discipline anche non sportive, adattando le tecniche alla difesa personale.
Provenendo dall'arte marziale Kenpo faccio mio il suo principio del "specializzati in un arte, ma apprendile tutte". 

COSA INSEGNO?

Ciò che insegno è essenzialmente l'autodifesa, il Krav Maga, il sistema da me sviluppato chiamato Kenpo Karasu e il Krav mma. Sono inoltre l'unico in Italia a conoscere il metodo COMBAT 56 grazie al suo diretto fondatore.


PERCHÉ LA DIFESA PERSONALE?

Sono trascorsi ormai diversi anni da quel giorno, quando l'uomo che dovrei chiamare padre tentò di assalirmi con un accetta in mano. In quel momento compresi tre cose: 1) il legame di sangue non conta nulla in termini di affetto. 2) Ero del tutto impreparato a una situazione reale  nonostante le mie esperienze nel Judo e nel Kenpo. 3) Avrei fatto in modo che nessuno si sarebbe mai ritrovato ad affrontare in maniera inerme simili situazioni.
Da quel giorno il mio obiettivo divenne uno solamente, imparare a combattere e insegnare ad altri a farlo.
Perché se venite aggrediti da qualcuno che ha l'intento di uccidervi, chiunque egli sia, voi DOVETE difendervi. Stop debolezze e velleità d'animo, la vita richiede forza.
È per questa ragione che sebbene avessi potuto scegliere un altro grado di istruttore ho voluto mantenermi sul primo livello, ovvero colui che insegna la difesa personale  di base a gente del tutto inesperta ad affrontare realmente simili situazioni. Non puoi dire di saper realmente affrontare certe minacce finché non capita davvero a te.
Ho insegnato difesa personale al titolare di un agenzia immobiliare che temeva tentativi di rapina, ai figli di due ristoratori di alto livello, a un banchiere e non in ultimo alla mia compagna la quale per lavoro era costretta ad attraversare il quartiere più malfamato della città.
Tendo quindi a essere piuttosto selettivo nella scelta dei miei allievi, non insegno a chiunque ma soltanto a chi, per lavoro o altri motivi, è realmente esposto ai pericoli derivati da un contesto di rischio.












SOGNO NEL CASSETTO

Recarmi in estremo oriente per apprendere dai maestri di quei luoghi basi e principi delle loro discipline. Questo esula dal mio insegnamento dal momento che ciò che insegno è privo di filosofia, ma serve piuttosto ad arricchire me stesso come persona. Insomma faccio una netta distinzione tra ciò che insegno (unicamente la tecnica trattandosi di autodifesa) da ciò che tengo per me (tecnica e filosofia).


STILI PREFERITI

Senza alcun dubbio Kenpo e Panantukan. Il primo per l'affascinante tradizione ultra millenaria che ne avvolge le devastanti tecniche. Il secondo perché è perfettamente adattabile a qualsiasi stile di combattimento. Non è un caso se nel mio programma adotto le difese deĺla Panantukan. Pertanto, trattandosi di difesa personale, trovo la "difesa passiva" della Panantukan congeniale a "calmare le acque" in situazioni che potrebbero sfociare in una contesa fisica, ma non pericolose in partenza per l'incolumità dell'individuo e dunque recuperabili prima di arrivare ad eventuali colpi (es. una lite molto accesa al bar ecc...).
Infine il Krav Maga per la sua semplicità ed efficacia in contesti "sporchi" in cui si deve sopravvivere con ogni mezzo necessario, e per l'impronta militaresca che fornisce all'aspetto psicologico del self defence oltre che per l'approccio a situazioni reali in cui ci si deve difendere. 
Occorre possedere discernimento e capire QUANDO una situazione è di reale pericolo (aggressione vera e propria, tentativo di scippo, minaccia armata ecc) e quando invece tutto può risolversi calmandosi a vicenda e offrendosi da bere la sera dopo.
In assenza di tale razionalità ogni pretesto diverrebbe buono per arrivare alle mani anche laddove non è necessario, con tutte le conseguenze del caso.
Se una situazione si può recuperare, impegnatevi a farlo con tutte le vostre forze. Non lasciate MAI che sia la rabbia a dominarvi.
Nel caso di un pericolo REALE invece, in cui è in gioco la vostra stessa vita, allora siate crudeli e decisi nel portare i vostri attacchi.
Ma cercate SEMPRE di porvi come obiettivo quello di mettervi al sicuro. Le strade sono una giungla in cui spesso la posta in palio è la vita, non una cintura colorata o un trofeo. 
Là fuori siete l'arbitro di voi stessi.






CONTATTI 

TEL. 3286103753
EMAIL: yvanargeadi@gmail.com 





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