Kenpo Karasu

















Il Kenpo Karasu, ossia "Pugno del Corvo", è il sistema ( su modello degli stili imitativi cinesi ) da me elaborato partendo dal Kenpo Shaolin.
Il Pugno del Corvo non è nato per essere praticato a livello sportivo, per via della pericolosità dei suoi colpi capaci di procurare danni permanenti, esso è da apprendere unicamente a scopo di difesa personale e da applicare solamente in situazioni di pericolo estremo per la propria vita. Si tratta di una tecnica nata per difendersi, non per nuocere gratuitamente al prossimo.
Grazie a esso è possibile bloccare qualunque attacco avversario e infliggere il massimo del danno con un solo, unico colpo sferrato.
Il panorama delle arti marziali è oggi giorno strapieno di stili creati a tavolino dal maestro di turno. Pertanto non è mia intenzione buttarne un altro nella mischia, quanto piuttosto elaborare un diverso utilizzo di una disciplina tradizionale, facendola tornare alla sua genesi di semplicità e pericolosità.
Le arti marziali tradizionali non possono e non devono eclissarsi, fagocitate dall'efficacia delle neonate tecniche moderne, ma devono soltanto sapersi adattare ai tempi odierni. Riuscendo a fare tale adattamento, le arti marziali tradizionali dell'estremo oriente saprebbero riconquistare l'antica foggia e superiorità sopra qualunque altro metodo di difesa personale.
Per tale scopo ho scelto il Kenpo come base di evoluzione, in quanto esso rappresenta il più primordiale e ancora ineguagliato stile di combattimento sulla faccia della Terra.

Ecco presentata la mia tecnica di difesa personale denominata Kenpo Karasu. La espongo in ogni dettaglio così che da qui possiate apprenderla, sapervi difendere in una situazione estrema e tramandarla se in possesso di un certificato istruttore.
Essa è stata sviluppata attingendo ai principi delle arti marziali tradizionali e adattati al più crudo self defence odierno.
Il Kenpo Karasu porta la millenaria tradizione Kenpo verso nuove vette di efficacia e pericolosità, il tutto orientato non ad aspetti scenici o coreografici ma alla più dura e oggigiorno necessaria ( purtroppo ) difesa personale.







Il Kenpo Karasu è un sistema di difesa personale dall'elevata pericolosità ma che tuttavia risulta tanto semplice da poter essere appreso semplicemente vedendolo all'opera, dal vivo o in video lezioni ( come le qui di seguito presenti ).

Che il vostro apprendimento abbia inizio!!


Nel Kenpo Karasu il fondamento è uno soltanto: mirare sempre agli occhi.
Con la mano in posizione ad artiglio di corvo, così che afferrando il volto dell'aggressore da qualunque angolazione non vi resta che affondare le dita.
Privare un aggressore del campo visivo vi mette già in una posizione di sicurezza.
Questa è DIFESA PERSONALE, ovvero sopravvivere in condizioni critiche, non è sport, non è filosofia, è pura e semplice sopravvivenza. 



         
              TECNICA STANDARD DI BASE























I TRE TIPI DI DANNI DELLA TECNICA OFFENSIVA


- EFFETTO IMPATTO

Col suddetto termine ci si riferisce all'atto di accecare l'aggressore con il colpo sferrato con la mano in posizione di artiglio. Qualora il colpo non sia andato  a segno al primo tentativo, l'afferrare il volto del nemico garantisce che anche in caso di movimento della nuca egli sia soggetto all'accecamento. Sarà sufficiente infatti andare a cercare l'occhio con le dita per riparare al mancato bersaglio.
Inoltre, qualora il colpo sia eseguito frontalmente invece che lateralmente, l'impatto del palmo provoca la rottura del setto nasale in un danno combinato naso - occhi.
Entità del danno: media
Effetto: aggressore stordito


- EFFETTO PERFORAZIONE

Definizione con cui si indica l'affondo delle dita ad una profondità e con una forza tali da provocare la rottura del bulbo oculare.
Entità del danno: permanente
Effetto: aggressore stordito


- EFFETTO RIMOZIONE

Ossia dopo l'effetto perforazione, richiudere le dita a uncino ed estrarre.
Entità del danno: permanente con possibile shock e perdita di sensi dopo un solo colpo
Effetto: aggressore neutralizzato



Lo stile Kenpo Karasu possiede una tecnica offensiva che mira a emulare l'attacco di un corvo su una "preda" più grossa di lui. In ambito di difesa personale questo si traduce nell'individuo medio che si difende efficacemente da un aggressore più pericoloso, vuoi perché armato, perché maggiormente prestante o allenato.
Tale tecnica è stata sviluppata sui principi dello stile cinese del Kenpo assimilando elementi di Krav Maga.
Tra tutti gli stili Kenpo sorti dalla lontana fondazione di questa disciplina ad oggi, il Karasu si ritaglia uno spazio come lo stile maggiormente pericoloso e risolutivo.
Esso adatta i principi del Kenpo all'attacco dei corvi e fa di questo sistema un metodo di difesa personale da adottare unicamente in contesti estremi.


Il corvo simboleggia la vostra mano in posizione ad artiglio che in picchiata attacca il bersaglio agli occhi. La vostra mano dev'essere ferma come una zampa salda su un tronco e rapida come un rapace che scende in picchiata. Nessun movimento superfluo, niente coreografie o azioni degli arti che non siano finalizzati a sferrare il colpo con o senza rincorsa.
Il Kenpo Karasu è efficacia concreta e non ipotizzata.


RIASSUMENDO






USO LEGGERO DELLA TECNICA

Il Kenpo Karasu può essere impiegato in qualunque circostanza di pericolo.
Tuttavia la tecnica nella sua forma più pura, come già ampiamente scritto sopra, ha ragione d'essere soltanto in un contesto estremo.
Qualora non sia possibile assumere la posizione di guardia, magari perché sotto minaccia di un arma o bloccati, si passa all'esecuzione diretta del colpo dopo essersi liberati e/o aver allontanato la minaccia dell'arma da noi stessi con una rapida mossa atta ad afferrare il polso con cui l'aggressore la impugna e averlo portato in una direzione esterna a noi e a terzi.
Esistono tuttavia anche utilizzi più "leggeri" di questo Kenpo.
Grazie alla sua capacità di adattamento, esso potrebbe essere sfruttato come tecnica di autodifesa SENZA l'esecuzione del colpo offensivo.
Ad esempio, dopo aver sfruttato la posizione di guardia per effettuare il bloccaggio di un colpo ricevuto, tenendo gli "artigli" saldi sull'arto del nostro avversario, possiamo strattonarlo e allontanarlo, colpirlo all'inguine con un calcio, al volto con il gomito, oppure effettuare qualunque presa, leva articolare, torsione, proiezione ecc tipica di discipline come Judo o Jujitsu.
In questo caso avremo adoperato il Kenpo Karasu in una circostanza di pericolo più lieve, eseguendo unicamente la difesa e non l'offesa, adattandola ad altre mosse al fine di neutralizzare la minaccia in maniera meno invasiva.
Il Pugno del Corvo si adatta perfettamente a qualunque tecnica marziale o di autodifesa, pertanto una volta appresi i suoi principi sono innumerevoli le tecniche che il maestro può sviluppare in base alle proprie conoscenze delle altre discipline. Il Kenpo Karasu non ha limiti di alcun tipo, ed esattamente come il Kenpo di 2000 anni fa, la sua essenza è mirata all'efficacia in un conflitto in cui spesso può essere in gioco la vita.

Esempi di tecniche leggere:










TECNICHE DI KENPO KARASU

Come già spiegato sopra, al Kenpo Karasu è possibile assimilare elementi di provenienza esterna rendendolo di fatto un arte marziale. A differenza della prima tecnica quindi, il Karasu risulta altamente personalizzabile.
Il Kenpo del Corvo è dunque un sistema aperto.
TUTTAVIA eventuali terze tecniche NON devono MAI essere eccessivamente complesse, di lunga esecuzione o funzionali solo con un partner collaborativo. L'essenza del Kenpo Karasu è la facoltà di sferrare il colpo risolutivo dopo il primo bloccaggio dell'aggressore al fine di non prolungare l'azione oltre i 2 secondi e renderla potenzialmente pericolosa per noi stessi. Ogni nuova tecnica quindi, deve poter permettere la neutralizzazione dell'aggressore entro questo limite di tempo, mediante il colpo mirato a privarlo del campo visivo.
Una nuova tecnica deve servire da aiuto nello sferrare il colpo risolutivo.
Niente azioni superflue o poco efficienti. Il Kenpo Karasu è efficacia immediata.


In foto: attacchi ripetuti al volto. 

GLI ATTACCHI RIPETUTI ( FORMA AVANZATA DELLA TECNICA )

Ci si riferisce con il termine "attacchi ripetuti" a una sequenza di colpi in linea retta sferrati con le dita di entrambe le mani. Nell'esecuzione di questi attacchi fulminei, il cui punto di forza è la velocità, non si bada a far aderire il palmo della mano al volto dell'aggressore poiché si ha la certezza che almeno uno dei colpi sferrati colpisca il bersaglio. L'obiettivo qui non consiste nel cavare quanto piuttosto nel semplice accecamento ( anche se qualora la forza impiegata dovesse essere sufficientemente elevata si può arrivare alla rottura del bulbo oculare ). 
Gli attacchi ripetuti rappresentano la forma più avanzata di Kenpo Karasu e contiene elementi di Kenpo Karate e Boxe. 







La tradizione dello Shaolin Kenpo, la velocità del Kenpo Karate, la semplicità e pericolosità del Krav Maga. Il Kenpo Karasu è l'ultima evoluzione della millenaria tradizione Kenpo, il sistema di difesa personale definitivo. 




NATURA KENPO

Il Kenpo è caratterizzato dalla velocità di attacco. Una scarica di colpi perfetti, in linea retta o circolare, diretti ai punti vitali.
Al fine di rendere tali attacchi meno dispersivi, il Kenpo Karasu mantiene unicamente i colpi sferrati in linea retta e mira a un unico punto vulnerabile: gli occhi.
È il caso degli "attacchi ripetuti" o di una sequenza di colpi con la mano ad artiglio, prerogative della forma avanzata.
Come già spiegato tale forma richiede allenamento, a differenza della tecnica base, e rivela la reale genesi Kenpo di tale sistema.
Nella forma avanzata non si mira a invalidare l'aggressore con un singolo attacco, bensì con una raffica di rapidi colpi mirati all'accecamento e alla sua messa in fuga.



COME È NATO IL KENPO KARASU

Come già ampiamente spiegato, esso ha origine dal Kenpo cinese di stampo imitativo ( Shaolin Kenpo ), a cui vengono unite caratteristiche di altri stili come la rapidità di esecuzione del Kenpo Karate.
È doveroso precisare che col termine "imitativo" mi riferisco ad un semplice fattore di emulazione della posizione delle dita e di obiettivo che si cerca di colpire, il tutto ispirato al corvo, in alcun modo faccio riferimento a concezioni più recenti atte a scimmiottare gli animali in atteggiamenti ridicoli e poco funzionali alla difesa personale.
La sua genesi, e il perché di essa, sono però da ricercare nel Krav Maga.
Questo sistema di difesa personale originario di Israele è ad oggi il più completo ed efficace anche grazie alla sua adattabilità a ogni situazione.
Tuttavia l'attacco agli occhi difetta in sede di esecuzione. Laddove si cerca di centrare un occhio con le dita in linea retta, qualora l'aggressore veda sopraggiungere il colpo può spostare il viso di un solo centimetro che il colpo si infrange sulla sua guancia vanificando così l'attacco ed esponendoci a rischi elevatissimi per la nostra incolumità, soprattutto in caso di aggressione di pericolosità estrema.
Diverso sarebbe il discorso nel caso di più attacchi portati a gran velocità ( come gli attacchi ripetuti qui descritti ), ma in caso di colpo singolo la percentuale di riuscita risulta essere molto bassa.
È stato così che partendo dalle posizioni imitative del Kenpo cinese ho sviluppato la posizione della mano ad artiglio di corvo, e perfezionando il suddetto attacco del Krav Maga è nato il Kenpo Karasu.
Colpire un aggressore a un occhio in modo corretto, che si tratti di semplice accecamento, rottura del bulbo oculare o un azione di "estrazione" di esso, blocca istantaneamente qualunque aggressione noi stiamo subendo offrendoci quello spazio di tempo necessario a metterci in salvo.
Al fine di rendere la tecnica adatta a ogni circostanza, anche senza posizione di guardia iniziale, ancora una volta sono venuti in aiuto gli elementi di Krav Maga da me appresi nella maniera come precedentemente descritta.
L'unione di due stili Kenpo con elementi del Krav Maga ha dato origine al Kenpo del Corvo.


IL FATTORE GUARDIA

Senza alcun ombra di dubbio, assumere la posizione di guardia durante un combattimento garantisce un controllo maggiore della situazione.
Tuttavia, nel caso della difesa personale e di aggressioni inaspettate o armate, è necessario saper reagire anche da una posizione di svantaggio.
L'esecuzione di reazioni senza posizione di guardia iniziale è ciò che fin'ora ha sancito la superiorità di metodi come il Krav Maga sulle arti marziali tradizionali ( i cui praticanti stessi sono spesso vittime di aggressioni senza aver avuto facoltà di reazione in quanto impossibilitati dal contesto ad assumere la posizione necessaria per far partire gli attacchi ).
L'attacco offensivo del Kenpo Karasu può essere eseguito anche senza tale posizione, qualora ci si ritrovi nella situazione critica di non poterne far uso ( es. bloccati al suolo, sotto minaccia di un arma o aggrediti all'improvviso ).


Link di approfondimento: l'evoluzione del Kenpo



IL FATTORE PREVENZIONE 


Importanza non indifferente nella difesa personale è rappresentata dalla prevenzione.
Chiunque conosce il detto "prevenire è meglio che curare", e questo motto è una realtà.
L'aggressore, come già spiegato, è un vigliacco. In quanto tale non attaccherebbe mai un individuo che gli trasmette forza e sicurezza in se stesso.
Al contrario, egli aggredisce coloro i quali emanano debolezza, che appaiono indifesi o vulnerabili.
Pertanto mostrare forza e sicurezza in sé stessi quando si cammina per strada è il primo passo verso la prevenzione.
Una forza silente, che non viene da gesti, parole o azioni ma dal modo di camminare, dallo sguardo ( sempre alto e fisso in un punto lontano ), dal modo di salutare un conoscente o di guardarsi intorno ( e dovete guardarvi intorno, la base della difesa personale è essere costantemente vigili e diffidare da chiunque, tenendosi sempre pronti ad un eventuale azione ).
Se tornate a casa sani e salvi senza aver subito tentativi di aggressione allora siate orgogliosi di voi stessi, perché avete combattuto e vi siete difesi senza neppure ricorrere alle mani.
Ricordate, il forte non è l'individuo che ricorre alla violenza, ma bensì colui che scoraggia il prossimo a essere violento verso di lui e che qualora fosse costretto a usare le proprie tecniche fisicamente oltre che empaticamente, vince in quanto lotta per difendere qualcosa che ama, sia esso un proprio caro o la propria stessa vita, ed è dunque maggiormente motivato.





CONCLUSIONI

Una tecnica di difesa personale è efficace quando è di rapido apprendimento ( una manciata di lezioni ) ed eseguibile da chiunque in qualunque contesto di pericolo. Il Kenpo Karasu, di derivazione tecnica  dall'antico Shaolin Kenpo e dal Krav Maga, punta a ottenere tale risultato. 
Una tecnica di difesa personale inoltre è realmente efficace quando è in grado di consentire a chiunque, indipendentemente dalle condizioni fisiche o dal sesso, di neutralizzare definitivamente un aggressore con il minimo sforzo impiegato e se necessario un azione soltanto.
In questo il Kenpo Karasu si pone come prima tecnica in assoluto, grazie alla sua semplicità, adattabilità e pericolosità che può consentire la neutralizzazione della minaccia mediante un unico colpo sferrato.
Il Kenpo Karasu è la soluzione estrema adottabile in una situazione di pericolosità estrema. 
Spesso si vedono lezioni di difesa personale in cui l'istruttore esegue una serie di azioni su di un partner collaborativo come un aggressore non lo sarebbe mai nella realtà, giocando con lui come fosse un manichino e prolungando lo scontro anche di parecchi minuti. L'essenza del Kenpo Karasu consiste nel far partire il colpo immediatamente dopo il primo bloccaggio, concludendo il conflitto con un azione sola e dopo soli 2/3 secondi, invece che dopo 3 o 4 minuti. In una situazione di aggressione in strada arrivare al minuto può rivelarsi fatale. 

Il Kenpo Karasu può essere ampliato in fase di esecuzione di tecniche leggere, come sopra descritto, A PATTO che non diventi una disciplina formata da tecniche eccessivamente complesse o troppo articolate che messe in atto con un partner collaborativo possono risultare funzionali, ma in caso di reale difesa personale porterebbero solo a un autosuicidio. L'essenza del Kenpo Karasu è la facoltà di sferrare il colpo risolutivo dopo il primo ( o secondo se il primo non riesce ) bloccaggio del colpo del nemico o, in fase di esecuzione di attacchi ripetuti, dopo una manciata di secondi.
Il Kenpo del Corvo è difesa concreta, non immaginaria. Non perde tempo, arriva dritto al risultato voluto: la neutralizzazione della minaccia.
Per essere efficace in questo senso è necessario che siate sempre vigili e pronti all'azione in qualunque momento.

COME INSEGNARE IL KENPO KARASU COME TECNICA DI DIFESA PERSONALE ( quattro lezioni )

Una volta che avrete appreso il Pugno del Corvo, ne sarete a vostra volta Maestri per mio mandato ( purché in possesso delle certificazioni necessarie a insegnare difesa personale ). Sarà vostro il compito di tramandarne la forma in modo corretto. Se insegnato come difesa personale e non arte marziale esso è apprendibile in sole quattro lezioni.


Lezione 1: insegnamento dei principi filosofici ( le sei leggi ) e della posizione di guardia

Lezione 2: insegnamento della tecnica offensiva singola e degli attacchi ripetuti.

Lezione 3: insegnamento della tecnica senza posizione di guardia ( es. reazioni ad aggressioni inaspettate o armate ).

Lezione 4: insegnamento della forma leggera della tecnica ( unita a tecniche base di Judo e Krav Maga ).


ALLENAMENTO

Come in ogni pratica di combattimento, anche il Kenpo Karasu nel suo aspetto avanzato richiede allenamento. Anzi direi che una volta appresa la tecnica, continuare a tenersi attivi e in esercizio col tempo sia ESSENZIALE.
Tale allenamento può essere effettuato, dopo il dovuto riscaldamento, al sacco da boxe con i pugni ( esso serve per allenarvi nella tecnica boxistica mostrata in video e nella velocità circa gli attacchi ripetuti, azione che quando andrete a eseguire nella realtà contro un aggressore effettuerete invece a mano aperta scagliando colpi in linea retta in direzione degli occhi ), da soli contro un obiettivo immaginario o con un partner di allenamento ( evitando di infliggergli il colpo naturalmente ).
Potete anche allenarvi al sacco portando i colpi con le dita della mano in posizione ad artiglio del corvo, così da allenare la robustezza di queste e la precisione nello sferrare sequenze di attacchi.
È importante che l'allenamento sia costante e diventi parte integrante delle vostre giornate ( almeno mezz'ora al giorno ).




Il logo ufficiale del Kenpo Karasu 


SIGNIFICATO DEL LOGO UFFICIALE

Il cerchio chiuso attorno al corvo in posizione di attacco non sta a indicare che il Kenpo Karasu sia un "sistema chiuso", al contrario rappresenta la moltitudine di tecniche ( derivate da Judo, Jujitsu, Krav Maga ) che ruotano attorno alla tecnica principale ( posizione di guardia ) e che un maestro può sviluppare al fine di creare un sistema di insegnamento completo a 360° e insegnare in sede di quarta e ultima lezione circa la forma leggera della tecnica.














Il sistema Kenpo Karasu è ufficialmente riconosciuto dall'associazione Krav MMA Extreme. 



Sistema riconosciuto da Combat Fights







INTERVISTA A YVAN L.B.: vi insegno il Kenpo del corvo


Esperienze passate nelle arti marziali?

Ho iniziato da giovanissimo con il Judo, disciplina praticata nella scuola elementare che frequentavo. Da quel momento fu subito passione.
Negli anni seguenti presi lezioni private di Aikido e Full Contact, riuscendo da subito a comprendere le differenze che vi sono tra arte marziale, autodifesa e semplice sport dove vi è sì competitività e colpi andati a segno, ma nessuno di essi è diretto a punti vitali del corpo.
Dopo quattordici anni di Kenpo Karate iniziai lo studio delle discipline orientali e infine mi diplomai nel 2017 come istruttore di Krav Maga.
Il più grande riconoscimento tuttavia lo devo all'associazione Krav MMA Extreme e al suo corso di Istruttore di Difesa Personale.


Come è nata la tecnica Kenpo Karasu?

Come già ampiamente divulgato, essa ha origine da elementi del Krav Maga confluiti nel Kenpo di stampo imitativo proprio della Cina. Così è stato sviluppato il Karasu, metodo imitativo dell'attacco del corvo, una tecnica di difesa personale che spesso definisco "estrema".
Per via della sua pericolosità è fatto obbligo a chi la apprende l'attenersi alle "sei leggi" che ne regolamentano l'utilizzo.
Una delle caratteristiche riguardo la genesi del Kenpo Karasu risiede nel fatto che io, suo fondatore, ho realmente avuto modo di sperimentare la tecnica durante un aggressione. Il Kenpo Karasu non è nato quindi in situazioni simulate, ma ha origine da un episodio REALE in cui il colpo è stato usato, seppur in modo lieve poiché la minaccia non era tale da giustificare un procurato danno permanente nell'aggressore che quel giorno tentò di rapinarmi.
Il Kenpo Karasu è dunque davvero funzionale nella realtà oltre che in scenari simulati e pre calcolati, e quel giorno l'esecuzione del colpo non fu neppure accompagnata dalla posizione di guardia, trattandosi di un assalto improvviso da me subito.


Perché creare una nuova tecnica? Non bastava la moltitudine di tecniche già esistenti nel panorama delle arti marziali e della difesa personale?

Sì e no. Mi spiego meglio.
Senza ombra di dubbio esse sono fondamentali, anche e soprattutto in contesti dove l'entità del pericolo non richiede l'utilizzo di una tecnica tanto invasiva quanto la Karasu. Non è un caso se una delle "sei leggi" recita espressamente l'apprendimento anche di altri sistemi, oltre che essere parte della filosofia Kenpo "specializzati nella tua disciplina, ma apprendile tutte".
Tuttavia ciò che cercavo io era una tecnica adatta a chiunque indipendentemente dalle condizioni fisiche, dal sesso, dall'età, di rapido e semplice apprendimento e in grado, se usata nella sua forma più pura, di neutralizzare una minaccia dimostratasi estremamente pericolosa con un unico colpo ( eccezion fatta nel caso dell'esecuzione degli "attacchi ripetuti" ).
Quella tecnica è il Kenpo Karasu.


Un consiglio per quanti si affacciano al panorama della difesa personale?

Imparare, imparare per tutta la vita e in special modo da quanti nel passato hanno scritto con il loro esempio una pagina di storia delle arti marziali. È vero che tra queste ultime e l'autodifesa c'è la filosofia a fare la differenza, ma è altresì vero che un uomo che sa solo combattere e non conosce se stesso, non saprà nemmeno PER COSA combatte.


Qualcos'altro da aggiungere?

Sì. C'è una cosa che da sempre mi nausea, la debolezza.
Individui troppo svogliati per mettersi sotto e imparare come ci si difende o, peggio ancora, bamboccioni che a 30 anni ancora vivono attaccati alla gonna della mamma. A costoro io dico DATEVI UNA SVEGLIATA!
Il mondo la fuori è una giungla, uscite da quelle quattro mura e imparate a viverci. Siate lupi, non pecore.
La tecnica Kenpo Karasu è stata creata anche per questi soggetti, grazie alla semplicità di apprendimento della sua forma base, così che da deboli possano divenire forti.
Per forti non intendo che una volta appresa la tecnica debbano andare in giro a bullizzare chiunque, intendo semplicemente che esserne detentori fa bene alla sicurezza in sé stessi, e nel qual caso dovessero ritrovarsi in una situazione di pericolo saprebbero reagire invece di piangersi addosso.
Il Pugno del Corvo è dunque adatto tanto ai forti e prestanti che possono allenarsi nella sua forma più avanzata, quanto agli inetti che apprendendola nella forma base non sarebbero più tali e anzi, forse sarebbero spronati a mettersi sotto e allenarsi per essere in grado di  padroneggiarne anche la forma avanzata.
La debolezza non dev'essere una scusa per vivere da agnellini, ma motivo per diventare leoni.

























NON APPRENDETE IL KENPO KARASU PER FUTILI RAGIONI COMPETITIVE IN TERMINI DI CAPACITÀ ED ESPERIENZE, RICORDATEVI CHE L'APPRENDIMENTO DURA TUTTA LA VITA, L'UOMO FINCHÉ È UOMO AVRÀ SEMPRE BISOGNO DI IMPARARE. APPRENDETE IL KENPO KARASU PER SAPER ESSERE SCUDO DI CIÒ CHE AMATE. 
IL KENPO KARASU È NATO PER PROTEGGERE, NON PER DISTRUGGERE. QUESTO DEV'ESSERE IL VOSTRO UNICO MANTRA AD OGNI ALBA. 










L'essenza del Kenpo Karasu consiste nel difendersi mediante rapidi attacchi diretti alla zona vulnerabile degli occhi dell'aggressore. 
Secondariamente sono contemplati attacchi diretti ad altre zone, ma solo al fine di agevolarci nel colpire con successo l'obbiettivo primario. 
Invalidare un malvivente nella vista vi mette già in una posizione favorevole alla fuga, o alla sua neutralizzazione. 
Infine, elemento non trascurabile della tecnica è la facoltà di poterla eseguire in qualunque condizione voi vi troviate e con qualunque abbigliamento siate vestiti. Perché un criminale non vi accorderà il permesso di andare a casa a indossare abiti sportivi. 














PER LEZIONI PRIVATE O SEMINARI: 
Per eventuali lezioni o concordare seminari in palestra contattare yvanargeadi@gmail.com 







Nessun commento:

Posta un commento