venerdì 1 maggio 2020

Seido Kenpo Ryu










Il Seido Kenpo Ryu è un sistema di autodifesa. Nasce dagli studi approfonditi delle arti marziali tradizionali cinesi ed indiane con metodo di preparazione psicofisica scientifica e moderna. Vuole essere un ponte di unione tra oriente ed occidente.

Il metodo si compone di tre parti fondamentali:

1. il metodo Duro – calci, pugni, colpi a martello, colpi di taglio, schivate, deviazioni, parate, etc.

2. il metodo Morbido -svincoli, torsioni articolari, proiezioni, immobilizzazioni.

3. lo Studio dei punti vitali – provenienti dalla medicina orientale, sono dislocati lungo i meridiani del corpo umano. Essi hanno un doppio impiego all’interno della disciplina, nell’autodifesa e nel miglioramento della salute.



Fonte: QUI

giovedì 30 aprile 2020

Lo stile del serpente






Il serpente è temuto come  uno degli animali più insidiosi del pianeta, considerando quanto possono essere mortali rispetto alla loro dimensione. È un animale dalla natura terricola, tuttavia in qualche modo spirituale, a ciò si deve il relativo carattere misterioso. Il serpente è stato definito come il guardiano dei draghi.

Dentro di loro la natura ha bilanciato caratteristiche di velocità e mimetica tanto da far sembrare i suoi attacchi arrivare dal nulla. Lo "stile del serpente" di Shaolin ha cercato di cogliere queste caratteristiche particolari e applicarle sulle tecniche da portare all'avversario, infatti i colpi sono sempre orientati verso obbiettivi vulnerabili tipo occhi, gola e inguine.

Lo stile del serpente pone un particolare accento sul fluire del Ch’i, l’energia interiore che tutti possediamo ma che spesso non riusciamo a far fluire nel modo corretto attraverso il nostro corpo e la nostra mente. Questo stile incrementa la concentrazione e la capacità di “ascoltare” la proprio energia interiore con il conseguente benefico effetto di accrescere il proprio Ch’i.

Le movenze del Serpente sono infatti studiate per sviluppare il temperamento e la resistenza. La respirazione è lenta, profonda, morbida e armoniosa. I movimenti sono fluidi e flessuosi con enfasi sulle dita che rappresentano la lingua del rettile.

I movimenti del serpente non sono mai limitati alle sole braccia, ma coinvolgono tutto il corpo. Non ci sono interruzioni o “punti spenti” lungo la catena di movimento dai piedi alle mani. Per portare a termine questa tecnica il praticante dovrà essere estremamente flessibile nelle articolazioni, specialmente nelle anche, nei polsi, nella spina dorsale e nelle spalle.









Questo sistema ha movimenti circolari ed in linea, alzandosi ed abbassandosi sinuosamente durante gli attacchi e le parate. Non sono rari movimenti quasi radenti al suolo, ed è previsto il combattimento a terra. Il serpente si comporta come una molla che si carica e poi scatta. Le braccia sono spesso allungate e lavorano su linee strette. I colpi sono portati sia a mano aperta, di punta, sia con le sole dita stese o serrate, cercando parti molli o temporaneamente vulnerabili in cui poter sfondare e penetrare.

Le tecniche di attacco del Serpente sono caratterizzate da una grande velocità e da repentini cambi di direzione, le parate fluide si trasformano spesso in attacchi decisivi sui punti vitali, mentre poi con la fluidità dei suoi movimenti,  il corpo riesce a sviluppare delle rotazioni incredibili sia negli attacchi che nelle difese. Le movenze del serpente alle quali il praticante si avvicina si manifestano nel: vibrare, l’avvitarsi, l’allungarsi e ritirarsi, mentre le tecniche con le mani assumono le tre principali caratteristiche: mulinare, forare e morsicare. Per impadronirsi del serpente bisogna far coincidere perfettamente le gambe con il busto, la forza usata sarà quella elastica mentre particolare attenzione si dovrà avere nel bilanciare l’esercizio interno con quello esterno, ecco perché l’arte del serpente ai più risulta una delle più complesse e raffinate tecniche di difesa personale.

Le tecniche del serpente essendo molto pericolose vengono usate solamente in caso di vera minaccia. , la regola base del serpente è neutralizzare un avversario col minimo sforzo e il minimo rischio per se stessi.

Lo stile del serpente in ultima analisi stimola il praticante ad esercitare l’abilità e la resistenza ritmica. Arrotolandosi sull’avversario o strisciando al suolo, alternando rapidi attacchi a sinuose schivate, si comprende l’importanza di un tipo di movimento compatto ma elastico, laddove il lavoro dei muscoli in un punto del corpo si ripercuote su tutto il resto senza soluzione di continuità. Questo tipo di lavoro non può che accrescere la concentrazione rilassata e un buon ascolto del fluire della propria energia interiore.


Fonte: QUI

mercoledì 29 aprile 2020

Kenpo Atemijutsu










Atemi Jutsu è uno stile di Kenpo nato nato nel V secolo d.C.
La tecnica insegna a colpire in aree vitali chiave del corpo, comprese le terminazioni nervose, le arterie che corrono vicino alle ossa, gli organi, le articolazioni vulnerabili come gomiti e ginocchia, dita, polsi e regioni sensibili come occhi, orecchie e gola. Usando ogni sorta di colpo a mani aperte, vengono impiegate braccia, gomiti, piedi o ginocchia, anche usando oggetti quotidiani come chiavi, penne e giornali.
Si basa su reazioni naturali del corpo in caso di pericolo.
Kenpo Atemi Jutsu fu sviluppato in Asia migliaia di anni fa e fu sviluppato per combattere gli avversari in armatura; gli attacchi dovevano penetrare i punti deboli di un'armatura, che rispecchiava la muscolatura umana.













Il Kenpo Atemi Jutsu insegna come manipolare un avversario affinché i punti deboli del corpo siano raggiungibili dagli attacchi, in modo che i colpi possano essere devastanti.
Va notato che nella sua forma più pura 'Atemi' si basa sull'attaccare con precisione e profondità di tocco le aree bersaglio più piccole del corpo (punti di pressione). Rendendolo un'abilità altamente raffinata e complessa da imparare, che richiede ai professionisti di perfezionarsi per molti anni.









In generale, l'uso di Atemi da parte del Kenpo Atemi Jutsu non è così raffinato, poiché la maggior parte delle persone che si allenano in questa arte usano principalmente colpi mirati a obiettivi più grandi e ovvi, rendendo così più facile raggiungere uno di questi nella concitazione della battaglia "piuttosto che colpire o utilizzare con precisione un" punto di pressione ", non necessariamente migliore, ma un'alternativa più semplice. 

Fanziquan










Il Fanziquan (翻子拳) è uno stile di arti marziali cinesi diffuso nel nord. Il Fanziquan è menzionato nel Jixiao Xinshu, però con il nome Bashanfan (八闪翻), nome originale dello stile. Esso è anche chiamato Fanquan (翻拳). La mescolanza con altri stili che ha fortemente caratterizzato questa scuola, ne rende difficile una descrizione univoca e spesso porta confusione sulle sue origini storiche.

Yang Xiaojun riporta che secondo una tradizione orale questo stile sarebbe stato creato da Yue Fei, ma Wu Bin, Li Xingdong e Yu Gongbao, ricordano che non ci sono documenti storici che supportano questa idea.


Secondo l'enciclopedia telematica dell'Istituto Confucio esso sarebbe stato trasmesso nel clan Duan (段氏) nell'area amministrativa di Gaoyang (高阳) in Hebei da un certo Han Luma (韩禄马). In seguito i maestri Hu Fengsan (胡奉三), Hao Hexiang (郝鹤翔) e Cheng Qingchun lo arricchirono di tecniche provenienti da altri stili, in particolare Chuojiao. Carmona afferma che lo stile attuale è stato tramandato dai famosi fratelli Ma Fengtu (马风图, 1888-1973) e Ma Yingtu, esperti anche di Tongbeiquan.

Il Fanziquan è uno stile "esterno", ossia predilige gli attacchi impetuosi, in contrapposizione agli stili detti "interni" basati essenzialmente sull'aspetto difensivo e attendista del combattimento.

I Taolu (tecniche) più famosi di questo stile sono: Zhan zhuang fan (站桩翻); Cuiba fan (萃八翻); Jianzong fan (健中翻).

Questo ristretto numero di forme, rispetto ad altre arti marziali tradizionali le quali sono composte da centinaia di Taolu, rende il Fanziquan uno stile di rapido apprendimento.
Occorre altresì esercizio costante in tali tecniche e movimenti al fine di riuscire a padroneggiarli al meglio e renderli parte integrante delle proprie azioni naturali.

lunedì 27 aprile 2020

Kyusho: l'arte dei punti di pressione











Il Kyusho (più propriamente detta kyūsho jutsu) è un'arte marziale che focalizza l'attenzione sui punti di pressione del corpo umano. Il maestro George Dillman - dato l'approccio della disciplina incentrato su tali punti di pressione - la ritiene "vicina" al karate e al Dim Mak, stile ormai andato perduto nei sistemi moderni.

I punti di pressione, anticamente studiati dall'agopuntura cinese, possono recare grandi benefici all'intero organismo umano se stimolati secondo tempi e modalità molto precise. Parimenti, altri punti di pressione, possono veicolare effetti negativi anche molto significativi sul corpo di chi subisce l'attacco.

I professionisti di Kyusho-jitsu sostengono che occorra tempo e disciplina per acquisire un'adeguata padronanza dei fattori quali l'angolatura, la direzione e la forza con cui i punti di pressione vanno attaccati. L'azione sinergica di questi fattori può sortire effetti sorprendenti anche con l'impiego di forza di modesta entità.

Il Kyusho concentra la propria azione sui medesimi meridiani e punti di pressione utilizzati nella lunga tradizione dell'agopuntura cinese. Il primo livello di addestramento di kyusho è dedicato alla cura e a far rinvenire colpendo i punti di pressione correlati ai nervi e agli organi del corpo. Per molti secoli è stato considerato uno di più alti segreti nelle arti marziali.

Molti dei punti insegnati coincidono con i punti strutturalmente deboli del corpo umano.




Il Kyusho oggi non è insegnato unicamente come disciplina a se stante, ma è tramandato anche nei gradi più avanzati di diverse discipline marziali.
Esso può "dare il turbo" per così dire a qualunque tecnica di autodifesa indipendentemente dalla disciplina da cui essa deriva e anzi, spesse volte la sola conoscenza dei punti di pressione senza una buona tecnica di parate, schivate o di attacco, risulta nulla.



Fonte: Qui

venerdì 24 aprile 2020

Il saluto Shaolin: origine e significato








Il pugno del sole e della luna sono simbolici per la dinastia Ming; scritto in questo modo 明 [significato brillante / chiarezza]. Il pugno chiuso a destra rappresenta il sole / 日 e il palmo aperto a sinistra rappresenta la luna / 月. Quando messi insieme simboleggiano "Ming;" cioè un'età di cultura e civiltà. Nel tentativo di rovesciare la dinastia Qing [1644-1911] e ripristinare il potere del Grande Ming cinese [1368-1644], i lealisti formarono una società segreta [di combattenti della resistenza] presso il monastero di Shaolin [presumibilmente composto da soldati Ming e monaci guerrieri]. Il saluto "segreto" divenne il simbolo della "ribellione";
Due grandi forze che si uniscono in un'unione per vincere il Qing.
Il gesto della mano è stato a lungo riconosciuto come il saluto di Shaolin.

sabato 18 aprile 2020

CINTURA NERA: l'essenza di un colore






L’essenza del KRAV MAGA, è la SEMPLICITA PRATICA. In quanto tale, non consiste in quante tecniche si sanno fare, ma in come esse, siano ben eseguite e applicate.
In una situazione di vita reale, non è il numero ti tecniche che importa, ma la confidenza che si ha con la tecnica, quindi la rapidità, la precisione e l’aggressività con la quale viene eseguita.
Questi, appunto, sono anche i criteri che distinguono una Cintura Marrone da una Cintura Nera. Non fa la differenza il numero di tecniche, quindi, ma la competenza con la quale una tecnica viene eseguita.

- dal sito: Israeli Krav International


Rammentate sempre che possedere una cintura nera è un onore riservato a pochi. Divieni il rappresentante di una disciplina, di un metodo, di un pezzo di storia e di una filosofia di vita. Divieni portavoce del suo fondatore, e devi essere capace di trasmetterne il messaggio non solo quando ti ritrovi a pugni stretti e in posizione di guardia, ma tutti i giorni con il tuo modo di vivere la vita. 

giovedì 16 aprile 2020

KRAV MAGA TRADIZIONALE











Si definisce "tradizionale" quel particolare stile di Krav Maga incentrato sull'apprendimento di un ristretto numero di tecniche (quelle originali elaborate da Imi Lichtenfeld) e basato sui principi da egli promulgati e nell'articolo qui sotto esposti.
Inoltre lo stile "tradizionale" è realmente adatto a chiunque, indipendentemente da corporatura, sesso, età o preparazione atletica. Esso non è basato unicamente sul fattore di forza contro forza, ma deve mettere nelle condizioni di potersi difendere efficacemente da un aggressore più forte anche una ragazzina vittima di un tentativo di violenza sessuale o un soggetto diversamente abile. Perché l'autodifesa è un diritto inalienabile di tutti.
Naturalmente una persona allenata, laddove non vi siano impedimenti fisici all'allenamento se non la propria forza di volontà, avrà sempre maggiori possibilità di sopravvivenza in un contesto estremo.
Ulteriore fattore del Krav Maga Tradizionale è la sua rapidità di apprendimento, focalizzandosi, più che sulle tecniche replicate quasi meccanicamente, sui principi su cui esse si basano così che l'individuo sia in grado di elaborare la propria strategia laddove lo scenario presentatosi sia a lui nuovo o inadatto all'esecuzione di una data tecnica così come la si è appresa. 

lunedì 13 aprile 2020

Principi di base del Krav Maga




Principi di base del Krav Maga di Imi Lichtenfeld:



● Non fatevi male

Significa arrivare ad un alto livello di competenza nell’autodifesa. Comunque, se vi fate male, dovete sapere come sostenere l’attacco e come agire correttamente nelle nuove condizioni che si sono create.


● Siate modesti

Non vantatevi delle vostre capacità ed evitate i conflitti non necessari.
Dominate il vostro ego e controllate il vostro stato mentale, in modo che non vi tradiscano durante un confronto. Siate pronti ad accettare le critiche e gli insegnamenti delle altre persone.


● Agite correttamente

Fate la cosa giusta, nel posto giusto, al momento giusto, per gestire un confronto fisico.

Utilizzate appieno le vostre capacità, approfittate al massimo degli elementi e delle condizioni che prevalgono nel luogo dove vi trovate, in modo da affrontare la situazione efficacemente.


● Diventate esperti, così non dovrete uccidere

Il praticante esperto di Krav Maga non ha bisogno di infliggere danni fisici non necessari ai propri avversari ed è capace di terminare il confronto fisico in breve tempo ed in maniera efficace. Abbiate rispetto delle altre persone, anche durante un incontro pericoloso. D’altro canto, date retta al vecchio adagio: “Se qualcuno viene ad uccidervi, uccidetelo per primi”, con riferimento alla situazione in cui non avete altra scelta, perché si tratta della scelta tra “voi o lui”. E’ anche essenziale affinare la propria abilità nel riconoscere il livello di gravità di un possibile attacco. Ciò è particolarmente importante per i giovani, ai quali debbono essere insegnati i valori dell’autocontrollo e della necessità di evitare la violenza, ma che, allo stesso tempo, debbono acquisire la capacità di difendersi efficacemente. Questo atteggiamento significa: per prima cosa, cercate di evitare il confronto, ma, se siete aggrediti, rispondete con un livello appropriato di forza sufficiente a neutralizzare la minaccia ed a togliervi dalla situazione di pericolo.


● Evitate i danni fisici

Calcolate attentamente i rischi di ogni specifica azione ed evitate il pericolo, se possibile. Le vostre azioni dovrebbero essere principalmente basate sull’autodifesa; il Krav Maga pone fortemente l’accento sull’uso delle tecniche di difesa.
Le tecniche del Krav Maga sono state sviluppate come ampliamento dei riflessi naturali del corpo. Queste risposte naturali sono state successivamente perfezionate, affinate ed indirizzate ad andare incontro alle esigenze di chi si deve difendere in una data situazione.


● Difendetevi e contrattaccate nel modo più veloce e diretto possibile da qualsiasi posizione di partenza, prendendo in considerazione la sicurezza e l’opportunità della vostra azione. Rispondete correttamente, secondo e come richiesto dalle circostanze, valutando attentamente la natura della vostra risposta e la forza dell’attacco (allo scopo di evitare danni fisici non necessari).


● Colpite correttamente in qualsiasi punto vulnerabile, nel modo necessario per prevalere sull’aggressore.


● Utilizzate qualsiasi attrezzo od oggetto disponibile nelle vicinanze per la difesa ed il contrattacco.

giovedì 9 aprile 2020

Bushido: la via del samurai





義, Gi: Onestà e Giustizia

Sii scrupolosamente onesto nei rapporti con gli altri, credi nella giustizia che proviene non dalle altre persone ma da te stesso. Il vero Samurai non ha incertezze sulla questione dell'onestà e della giustizia. Vi è solo ciò che è giusto e ciò che è sbagliato.



勇, Yu: Eroico Coraggio

Elevati al di sopra delle masse che hanno paura di agire, nascondersi come una tartaruga nel guscio non è vivere. Un Samurai deve possedere un eroico coraggio, ciò è assolutamente rischioso e pericoloso, ciò significa vivere in modo completo, pieno, meraviglioso. L'eroico coraggio non è cieco ma intelligente e forte.



仁, Jin: Compassione

L'intenso addestramento rende il samurai svelto e forte. È diverso dagli altri, egli acquisisce un potere che deve essere utilizzato per il bene comune. Possiede compassione, coglie ogni opportunità di essere d'aiuto ai propri simili e se l'opportunità non si presenta egli fa di tutto per trovarne una. La compassione di un samurai va dimostrata soprattutto nei riguardi delle donne e dei fanciulli.



礼, Rei: Gentile Cortesia

I Samurai non hanno motivi per comportarsi in maniera crudele, non hanno bisogno di mostrare la propria forza. Un Samurai è gentile anche con i nemici. Senza tale dimostrazione di rispetto esteriore un uomo è poco più di un animale. Il Samurai è rispettato non solo per la sua forza in battaglia ma anche per come interagisce con gli altri uomini. Il miglior combattimento è quello evitato.



誠, Makoto: Completa Sincerità

Quando un Samurai esprime l'intenzione di compiere un'azione, questa è praticamente già compiuta, nulla gli impedirà di portare a termine l'intenzione espressa. Egli non ha bisogno né di "dare la parola" né di promettere. Parlare e agire sono la medesima cosa.



名誉, Meiyo: Onore

Vi è un solo giudice dell'onore del Samurai: lui stesso. Le decisioni che prendi e le azioni che ne conseguono sono un riflesso di ciò che sei in realtà. Non puoi nasconderti da te stesso.



忠義, Chugi: Dovere e Lealtà

Per il Samurai compiere un'azione o esprimere qualcosa equivale a diventarne proprietario. Egli ne assume la piena responsabilità, anche per ciò che ne consegue. Il Samurai è immensamente leale verso coloro di cui si prende cura. Egli resta fieramente fedele a coloro di cui è responsabile.

sabato 4 aprile 2020

DIFESA PERSONALE EFFICACE






DIFESA PERSONALE: 15 accorgimenti che vi salveranno la vita


1) evitare il confronto fisico. Cercare SEMPRE di risolvere verbalmente le situazioni, tentando di calmare le acque.

2) in caso rissa, cercare di sottrarsi al contesto o colpire (solo se non se ne può fare a meno) e allontanarsi.

3) in caso di minaccia armata, assecondare la richiesta del malvivente (es. dargli borsa, portafogli o telefono).

4) in caso di aggressione in atto, armata o disarmata, tentato omicidio o stupro, colpire duramente e ripetutamente nelle zone vulnerabili fino a crearsi la via di fuga e allontanarsi il più possibile dalla zona di pericolo.
In caso di aggressione armata con arma bianca è inoltre essenziale, quando è possibile, mantenere la distanza di sicurezza dall'arma impugnata, a meno che l'attacco non stia avvenendo a distanza ravvicinata, in tal caso occorre fare appello a tutta la propria resistenza e forza e bloccare il braccio con cui questa è brandita, per poi colpire e fuggire. NON tentare disarmi da armi bianche.
Nb. In caso di difesa da arma da taglio, tenere presente che nel 90% dei casi ci si taglia a nostra volta, ma sul momento non si ha tempo per "leccarsi" le ferite.
Abbiate consapevolezza del fatto che la "difesa da coltello" non esiste perché gli attacchi non avvengono in modo statico come in palestra. Chiunque abbia un minimo di familiarità con la "vita da strada" sa bene che esistono vere e proprie sottoculture sull'uso del coltello e sulla sua maneggevolezza, velocità, capacità di cambiare repentinamente angolo di attacco ecc...
Un malvivente che sceglie di usare un coltello lo sa usare molto meglio di noi.
Ciò che invece esiste è la SOPRAVVIVENZA da attacco con coltello. Bisogna, laddove non è possibile fuggire preventivamente, lottare con tutte le proprie forze per riuscire a crearci la via di fuga e mettere in salvo la nostra vita, anche se questo vuol dire invalidare l'aggressore. 






5) mai intrattenersi a combattere con l'aggressore, salvo il caso in cui stiate guadagnando tempo per permettere a una terza persona di fuggire e mettersi al sicuro.

6) mai combattere a terra, anche in caso di vantaggio. Mentre voi siete sopra al vostro avversario che lo colpite, un complice può assalirvi alle spalle con bastone, bottiglia, coltello ecc.
La strada non è un ring con regole e arbitro di gara.

7) evitare di percorrere strade isolate da soli. Se costretti, prestare attenzione all'ambiente circostante. Se incrociate qualcuno che vi passa accanto diretto nella direzione opposta alla vostra, tenetegli d'occhio le mani. Esse devono essere ben visibili. Tenersi pronti a scattare per fuggire o a colpire e fuggire come nel punto 4 nel caso egli porti una mano a una tasca.





8) tenere sempre il cellulare a portata di mano pronti a chiamare le forze dell'ordine.

9) in caso di intrusione in casa, chiamare le autorità. Solo se impossibilitati a farlo, cercare di parlare con l'intruso per comprendere cosa voglia. In caso di assalto, reagire come nel punto 4 per preservare la vostra incolumità o quella dei vostri cari. Cercare laddove possibile di digitare sempre il numero delle forze dell'ordine e lasciare la chiamata aperta.

10) in caso di reazione a un assalto, le zone vulnerabili primarie da colpire per mettersi in salvo saranno le seguenti: occhi, naso, gola, testicoli, come le circostanze, la tensione emotiva o il contesto ambientale vi permettono (nessuna tecnica, per i suddetti fattori, vi riuscirà pulita come in una spaziosa palestra con un avversario collaborativo). Non esitare ad aiutarsi con oggetti di fortuna ma SEMPRE al fine di crearsi il lasso di tempo per fuggire, mai per accanimento contro un aggressore già inerme.








11) la difesa personale NON è combattimento da strada, ma strategia per preservare la vostra incolumità da pericoli letali e tornare a casa vivi.

12) l'aggressore, a meno che non abbia ragioni di rancore verso di voi, è essenzialmente un vigliacco. Egli seleziona la propria vittima scegliendo sempre quella che gli trasmette debolezza o che suscita in lui la certezza di poterne uscire vincitore. Dunque quando camminate per strada, fatelo a passo deciso, mento alto, con sicurezza ed evitando inutili provocazioni di sguardi, ma nemmeno tenendo gli occhi bassi. Guardate sempre davanti a voi, ma allenate i sensi a percepire cosa avviene attorno.
Prevenire è sempre meglio che curare.

13) quando vi trovate in un locale, al ristorante, seduti dal parrucchiere o al bar, fate sempre in modo di dare le spalle a una parete. Abbiate sempre le spalle coperte e la percezione di ciò che vi accade intorno.

14) distanza di sicurezza. In caso di collutazione cercate di mantenere almeno un metro e mezzo di distanza tra voi e l'altra persona. Fate in modo che egli stesso non invada il vostro spazio.

15) dedicate almeno 4 o 6 ore a settimana a una qualunque forma di allenamento anche in casa. Un corpo pronto a scattare avrà sempre più probabilità di uscire vivo da una situazione di pericolo rispetto a chi pratica uno stile di vita sedentario. 






giovedì 2 aprile 2020

Autocontrollo: il fondamento della vittoria








Come già espresso, il Krav Maga, come qualunque disciplina di difesa personale, è un arma e come tale va trattata.
La pistola va pulita o rischia di incepparsi, la tecnica va affinata.
La pistola non va usata inutilmente, il Krav Maga non va usato per uscire vittoriosi da litigi da bar o altri contrasti che possono trovare in un'approccio verbale le loro soluzione.
Il Krav Maga va utilizzato come ultima risorsa unicamente in contesti in cui è a repentaglio l'incolumità nostra o di qualcuno a noi vicino.
Si rivela pertanto fondamentale iniziare un profondo percorso dedito all'autocontrollo, ossia la versione più pratica di quella filosofia che nelle arti marziali orientali trova nella meditazione e nell'etica spirituale la propria ragione.
Questo lavoro su noi stessi può essere effettuato a cominciare dalla vita di tutti i giorni, dai problemi o dalle diatribe che possono bussare alla porta della nostra coscienza.
Tutti noi siamo abituati a ritmi di vita frenetici e serrati, e spesso basta molto poco per creare in noi malumori o reazioni istintive talvolta anche controproducenti.
Possiamo ritrovarci a discutere con un collega di lavoro così come a litigare con il partner, o ad inalberarci per qualcosa andato storto, un progetto di lavoro non andato a buon fine, una gomma dell'auto forata che ci fa arrivare tardi a un appuntamento o altro ancora.
È esattamente da qui che dobbiamo partire. È questa la prova quotidiana di autocontrollo che siamo chiamati a sostenere, il terreno di allenamento migliore per limare quegli aspetti più impulsivi e irascibili della nostra indole.
Una mente controllata è in grado, anche in un contesto di autodifesa, di saper gestire meglio la propria emotività ed evitare azioni inutili, controproducenti, in favore di quelle necessarie alla propria salvaguardia.
Qualunque disciplina è basata, oltre che sui muscoli, anche e soprattutto sulla mente.
Usate la testa, non la rabbia, e sarete vittoriosi anche nelle sconfitte della vita. Sarete in equilibrio e realmente capaci, in caso di pericolo, di prendere decisioni immediate atte alla risoluzione della minaccia. 

mercoledì 1 aprile 2020

Salvare la vita, NON la reputazione







Scopo del Krav Maga è salvare vite in situazioni di pericolo estremo, aggressioni, tentativi di stupro, violenza domestica, tentato omicidio, tentativo di linciaggio e simili, in cui non si può far altro che reagire fisicamente ed energicamente per mettersi in salvo.
Il Krav Maga NON insegna a combattere. Chi vuole diventare un lottatore intraprenda un percorso nelle arti marziali miste o altre discipline sportive.
Il Krav Maga NON insegna a risolvere con la violenza liti o ad accettare risse. Per situazioni simili vi deve essere SEMPRE l'approccio e la risoluzione verbale (ragione per cui è fondamentale eseguire un corretto lavoro di gestione della rabbia e di autocontrollo di se stessi).
Il Krav Maga NON insegna a combattere contro avversari armati, ma a sopravvivere in caso di attacco di questi. Laddove vi è minaccia per beni materiali è sempre preferibile evitare reazioni, ma se sussiste invece un attacco in corso e si è obbligati a una reazione per sopravvivere, si deve reagire e colpire duramente per crearsi la via di fuga e allontanarsi, nessuno resterebbe immobile a farsi accoltellare.
Il Krav Maga è sopravvivenza, fornisce un arma e al pari di una pistola, usarla in maniera inappropriata comporta dei gravi rischi al suo possessore.
Usate la testa, non la rabbia! 

venerdì 18 ottobre 2019

Krav Maga: rapidità e decisione




VALUTAZIONE, VELOCITÀ, ESECUZIONE, FUGA


Il successo in un azione di difesa personale ancora la sua radice nella rapidità, nella brutalità e nella messa in sicurezza propria o altrui, che può voler dire fuggire dopo aver invalidato l'aggressore nel primo caso, o restare tangente a lui nel secondo caso fino a che la persona che dobbiamo proteggere non avrà lasciato la zona di pericolo, così da lasciare l'area a nostra volta al fine di evitare il sopraggiungere di complici o altro.
L'importante è la rapidità di azione e la decisione. Dovete esplodere sull'aggressore in due secondi, come un fulmine. Una reazione che egli non si aspetta e lo coglie impreparato.
Dovete essere inarrestabili per creare la via della fuga a voi o ai vostri cari, senza badare troppo alla corretta esecuzione delle tecniche o degli attacchi poiché in una situazione di aggressione REALE, dove vi sono in gioco fattori ambientali ed  emotivi non presenti con un partner di allenamento collaborativo, le azioni non vi verranno MAI pulite come in palestra.
Chi se ne frega della pulizia della tecnica, dovete sopravvivere e soprattutto NON dovete fermarvi al primo colpo andato a vuoto.
L'importante è rammentare i principi base (zone vulnerabili da colpire, rapidità, fuga). Dovete abbattervi sull'aggressore come una pioggia inarrestabile di attacchi.
Se decidete di reagire avrete due secondi per esplodere come una furia, colpire anche in maniera confusionaria e grezza e mettervi in salvo il prima possibile.
Nessuna esitazione, nessun decimo di secondo sprecato a vuoto soprattutto se l'aggressore ha un arma che intende usare per nuocervi fatalmente.
Resta valido il principio di valutazione del contesto e della minaccia e scegliere se è opportuna una reazione o meno, poiché reagire è SEMPRE rischioso (prima dell'istinto e dell'orgoglio controproducente usate la testa). Ma se vengono per uccidervi, allora tanto vale reagire e tentare di sopravvivere anziché restare inermi a farsi accoltellare perché "tanto lui è armato e non ho possibilità". NO! È vero, le possibilità se è armato sono di 1 su 100, ma se mi vuole uccidere lotto come una bestia per cercare di guadagnarmi quell'unica possibilità di riabbracciare i miei cari, senza se e senza ma.
Nei video di difesa personale su internet vedete tecniche eseguite in staticità e lentezza a fine didattico, ma la realtà è ben diversa. In strada si hanno 1/2 secondi di tempo, sprecare un solo decimo perché si vuole eseguire la tecnica in modo pulito, o perché un colpo finisce a vuoto e si resta imbambolati, può essere fatale.
Eseguite le vostre azioni come meglio la situazione ve lo consente e se un colpo va a vuoto NON fermatevi. Non è un incontro di MMA, la minima perdita di tempo può segnare la vostra fine.
Quanto sopra vale per i tentativi di omicidio, di stupro, di linciaggio, non certo per un furto di portafogli o cellulare, poiché la vita è cosa ben più importante di un pezzo di plastica o qualche foglio di carta. Il cellulare può essere ricomprato, il denaro riottenuto lavorando, ma per fare questo dovete essere vivi. È un po difficile andare al lavoro il giorno dopo del proprio funerale.

martedì 15 ottobre 2019

Principio base del Kenpo







Come già detto in passato in altri articoli, in 2000 anni di storia della disciplina sono nati innumerevoli stili di Kenpo.
Tuttavia, ad eccezione di quelli prettamente sportivi, l'essenza del Kenpo risiede nelle tecniche di braccia.
Esso è basato sull'utilizzo delle mani come armi (da qui il significato della parola 'Kenpo').
I calci sono presenti ma quasi esclusivamente come metodo per colpire le articolazioni inferiori dell'avversario e destabilizzarlo. I calci bassi vengono dunque adoperati come elemento di disturbo al fine di aprirsi la via per una tecnica di braccia.
Il Kenpo è quindi principalmente l'arte da combattimento delle articolazioni superiori. Questo perché la facoltà di sferrare calci alti tende a perdersi con l'avanzare dell'età, e una delle filosofie portanti del Kenpo è che tale disciplina non deve avere età.

domenica 13 ottobre 2019

HANDSHAKE: il calcio frontale






"No groin, no Krav Maga" recita il detto. Ovviamente la disciplina non è basata unicamente su un colpo, vi sono una serie di principi base da tenere a mente durante la costruzione e l'esecuzione di una tecnica. Tuttavia tale motto esprime abbastanza bene ciò che rende il Krav Maga un metodo di difesa personale tanto efficace e il perché non possa trovare sbocchi sportivi, ossia la mancanza di regole, peculiarità necessaria se si vuole realmente contrastare un aggressione in strada.
Chiamato anche "Handshake", il calcio frontale indirizzato all'area genitale è un metodo efficace per neutralizzare anche un soggetto più prestante e forte di noi, nonché un metodo abbastanza valido anche nel caso dovessimo tenere a distanza un aggressore armato di coltello, invalidandolo quanto basta per guadagnarsi il tempo necessario a mettersi in salvo e fuggire.
Esso è sferrato solitamente con la gamba che in posizione di combattimento rimane più arretrata, ruotando il bacino e puntando sulla velocità e sull'effetto sorpresa.
Importante è non far comprendere all'avversario le nostre intenzioni poiché, proprio a causa del suo raggio d'azione, il colpo potrebbe essere intercettato. In questo caso è preferibile eseguirlo dopo una serie di attacchi alti, diretti o colpi con le dita indirizzati agli occhi, i quali anche qualora non dovessero andare a segno assolvono comunque allo scopo di far alzare la guardia al nostro avversario, così da crearci lo spazio per mettere a segno l'Handshake.
Nel caso di un aggressione di gruppo questo attacco può da subito inabilitare uno degli aggressori, fermo restando che dovrete poi sfruttare un altro repertorio per contrastare gli altri ed uscire dalla situazione di pericolo poiché si tratta di un colpo il quale, anche in una situazione di 1 contro 1, non va usato due volte (si torna al discorso d'apertura circa il fatto che il Krav Maga non è focalizzato su un unica tecnica).


ALLENAMENTO NELLA TECNICA

Il calcio frontale all'area genitale è uno di quegli attacchi che necessita di un costante esercizio al fine di non perdere in rapidità di esecuzione e precisione.
Per prima cosa occorre mettersi in posizione di combattimento, con i palmi delle mani rivolti verso l'aggressore immaginario e una gamba leggermente più arretrata.
Successivamente si sceglie un punto preciso davanti ai nostri occhi, che sarà il nostro bersaglio. Può essere la maniglia di una porta che dista tre metri da noi, un disegno sulla parete alla medesima distanza, una macchia, qualunque cosa. Non dobbiamo colpire realmente il bersaglio, ragion per cui ci terremo ad una distanza da esso di circa tre metri, dobbiamo solo esercitarci a indirizzare i colpi in un punto preciso e ad una determinata altezza. Il "bersaglio" serve solo da punto di riferimento.
Questo è un esercizio a cui chiunque può dedicarsi in casa propria anche da soli.
In alternativa qualora si abbia la possibilità di seguire un corso in palestra, con attrezzatura idonea e un allenatore munito di colpitore apposito, è ovviamente meglio.
L'allenamento costante nell'Handshake vi permetterà di mantenervi in esercizio e farà si che siate sempre pronti ad eseguire questo semplice ma efficace attacco qualora dovesse rivelarsi necessario, senza che siate arrugginiti nei movimenti.


NOTA

In alcune scuole il calcio frontale non è sferrato con la gamba arretrata, ma con quella avanzata, specialmente qualora la distanza dal bersaglio sia ridotta.

venerdì 11 ottobre 2019

Krav Maga: difendersi come un soldato





Krav = combattimento
Maga = contatto

Il KRAV MAGA fu creato da IMI LICHTENFELD, ungherese di Budapest, alla fine degli anni ’40 come necessità di difesa per le truppe israeliane.
Ebbe la sua ufficializzazione nel 1948 con l’indipendenza di Israele ed in seguito si diffuse in America presso l’F.B.I..


Principio fondamentale del KRAV MAGA è la semplicità. Lo scopo infatti è quello di addestrare un operatore in breve tempo, con tecniche semplici, bersagli facili e spostamenti naturali che permetteranno al praticante di essere sempre pronto e soprattutto efficace. Inoltre la ripetitività delle tecniche eseguite permette di applicare il KRAV MAGA anche in condizioni di stress.


È stato provato scientificamente che un adeguato e costante addestramento consente all’operatore di agire in piena lucidità e con l’esatta consapevolezza delle proprie azioni.
Pur esistendo diverse metodologie di KRAV MAGA, createsi nel corso degli anni per le più svariate esigenze, è stato provato in tutto il mondo che l’addestramento con il metodo: - ISRAELI SYSTEM OF MILITARY SELF DEFENCE KRAV MAGA – è il più efficace.


La sua validità è confermata dal fatto che viene utilizzato dalle forze difensive israeliane, dalla polizia nazionale e militare, come da unità di sicurezza che intervengono in operazioni speciali.

Caratteristiche principali sono:

1) efficacia: gli operatori raggiungono un buon grado di preparazione in un periodo relativamente breve;


2) mantenimento della pratica: il sistema si basa su principi comuni e movimenti istintivi che consentono agli operatori di mantenere il livello di preparazione raggiunto con ripetizioni minime;


3) particolarità delle tecniche: la peculiarità del sistema è data dall’estrema efficacia che deriva da tecniche, come detto, di semplice apprendimento. Semplicità ed efficacia costituiscono quindi l’estrema sintesi del sistema proposto che consente nella realtà operativa un’ efficace azione di contrasto ad una variegata gamma di situazioni non sempre prevedibili, provenienti da individui anche armati;


4) performance in condizioni di stress: il sistema trae spunto dall’esperienza e da situazioni reali e quindi i suoi metodi di addestramento sono diretti a migliorare in primo luogo le reazioni emotive e psicologiche a differenti pericoli sviluppando nell’operatore la capacità dell’immediata percezione del pericolo, della sua esatta valutazione nonché della giusta reazione ad esso ottenendo così un risultato finale soddisfacente.


Il sistema è stato sviluppato dagli esperti delle forze di difesa israeliane.
Si è capito già dai primi anni che l’allenamento della difesa personale doveva essere parte integrante del curriculum di allenamento in tutte le forze di sicurezza.
KRAV MAGA è un semplice termine ebreo per “ combattimento con contatto”.


La ragione è principalmente pratica, ma anche il controllo e lo sviluppo dell’aggressività trovano qui motivazioni, beneficio e potenziamento.
Il sistema è una collezione di specifici, sistematici principi,di comportamento mentale e fisico in condizioni di stress e violenza fisica.


Tutte le azioni, sono state espressamente designate per rispondere alle speciali necessità delle forze di sicurezza, normali cittadini con limitati periodi di tempo per imparare ed esercitare la difesa personale.
Tutte le speciali tecniche del sistema sono costruite e sviluppate sulla solida base della ricerca e dello studio delle naturali, intuitive reazioni umane ad azioni fisiche di violenza.


Il KRAV MAGA non è un’arte marziale. È un sistema di principi di auto difesa semplificati, che dà al praticante i migliori strumenti: utilizzare se stesso come la più pratica delle armi, tenendo sempre a mente che basta poco tempo per raggiungere il minimo indispensabile per sentirsi sicuri.
Questo è il motivo per cui il KRAV MAGA non può essere considerato come un’arte marziale.
Le arti marziali necessitano di una vita di esercizio ed allenamento ed il risultato è differente e non uguale ai limitati obiettivi del KRAV MAGA.





Articolo estratto dal sito FUJICLUB

giovedì 10 ottobre 2019

Le 7 caratteristiche universali del Krav Maga









1. Efficace.

Qualsiasi tecnica deve funzionare in un contesto non collaborativo e sotto stress.

L’ideale assoluto è che sia efficiente, ovvero coniughi anche la massima resa con il minimo sforzo.
Ma l’ideale assoluto è qualcosa a cui si deve tendere senza ostacolarsi nella ricerca di ciò che funziona.

Anche perchè simulare esattamente una situazione reale è impossibile.

Per questo occorre muoversi con protocolli di allenamento logici e sensati che garantiscano un margine ragionevole di successo. Altrimenti che lo fai a fare?


2. Per tutti.

Qualsiasi tecnica deve potere essere appresa da un numero ragionevolmente alto di persone standard. Quando parliamo di Krav Maga, parliamo per il 90% (e mi tengo basso) di difesa personale per civili. Occhio a non giocare a fare i Rambo da palestra 3 volte a settimana.
Se per attuare una tecnica di base hai bisogno di avere determinate capacità fisiche o essere in piena forma ti stanno vendendo qualcosa che non è Krav Maga.
Oh, se poi ti piace, compralo eh! Io non giudico.


3. Veloce.

Adelante con prudencia.
Il Krav Maga deve poter essere appreso in un arco di tempo ragionevolmente breve.
Parliamo, ovviamente, del corpus di tecniche che servono per poter affrontare una situazione probabile di aggressione , non per combattere i terroristi dell’ISIS a mani nude.


4. Affidabile.

Collegato ai punti precedenti.
Ogni tecnica deve essere applicabile ed offrire risultati validi anche se non padroneggiata a pieno.
Padroneggiare alla perfezione i movimenti del proprio corpo, in particolare sotto stress, è qualcosa che richiede tempo e grande dedizione. Se l’obiettivo è qualcosa di pratico e funzionale in tempi ragionevoli la scelta delle tecniche deve ricadere su qualcosa di più semplice anche se non il meglio in termini assoluti.

Magari un fuoristrada Land Rover è meglio, ma una Panda 4×4 sa il fatto suo e costa molto meno sotto tanti aspetti.


5. Versatile.

La realtà è mutevole.
Inoltre, maggiore è il livello di stress, maggiore è la difficoltà nel prevedere l’evolversi di una situazione. Per questo le tecniche di Krav Maga devono poter coprire di per se stesse o negli schemi motori che attivano, un’ampio ventaglio di applicabilità.
Una cassetta degli attrezzi essenziale e di alta qualità vince su una cassetta degli attrezzi in cui c’è tutto ma passi il tempo a cercare e a cambiare strumento ogni volta.


6. Sicura.

Non mi sto ripetendo.
Per sicura intendo che, nella pratica dell’allenamento, non porti l’allievo a morte precoce.
Morte precoce intesa come infortunio che poi conduce alla lenta china dell’abbandono.
Tranquillo, avvicinati e continua a leggere, non hai nulla da temere.

Alcune tecniche, meravigliosamente efficaci e maledettamente semplici sono, troppo efficaci e troppo semplici per una classe di persone standard.
Ancora una volta, non stiamo addestrando corpi speciali ma persone normalissime che vogliono semplicemente aumentare il loro livello di sicurezza.
Ecco, cerchiamo di aumentarlo, magari.


7. Indipendente.

Una tecnica valida, dopo un sufficiente livello di pratica, non deve richiedere più l’ausilio di un istruttore per poter essere allenata.
A dirla tutta richiede anche pochissima “manutenzione ordinaria”. Difendersi è uno skill come guidare, nuotare, andare in bicicletta o giocare a scacchi.
Puoi arrugginirti se non li pratichi, ma mai perderli del tutto. 


Articolo estratto dal sito dell'ottima federazione KRAV MAGA GLOBAL ITALIA

martedì 8 ottobre 2019

COMBAT 56 e KRAV MAGA







L'obiettivo generale del sistema COMBAT 56 è la semplicità e l'efficienza. È basato su un ridotto numero di azioni che consentono un rapido processo di insegnamento.

Impugnature e semplici strette con le mani o le dita che operano sui bulbi oculari, sulla carotide, sulla trachea o sui testicoli consentono a tutti di uscire da una situazione di pericolo.

L'eccellenza del sistema si basa sull'abituale padronanza di 2 o 3 tecniche, che garantisce l'efficacia in varie varianti dell'attacco dell'avversario. Il sistema non comprende al suo interno proiezioni, atteggiamenti complicati o evoluzioni spettacolari.
In caso di aggressione occorre sapere come uscire dalla situazione nel modo più rapido ed efficace possibile.

Tra le tecniche le più efficaci sono senza dubbio la stretta portata con la mano ai testicoli dell'aggressore, che consente stringendo con forza di porre fine a qualunque azione egli stesse portando contro di noi, l'affondo delle dita nei bulbi oculari, generalmente i pollici tenendo saldamente il suo volto tra le mani, e la stretta alla carotide o al setto nasale effettuata con le dita.

Imparare a eseguire tali grip in diverse circostanze di pericolo consente a chiunque di riuscire a disimpegnarsi dall'avversario e mettersi in salvo o, nel caso degli operatori della sicurezza, riuscire a immobilizzare un soggetto.
Un metodo di difesa personale quindi molto semplice e che non necessita di lunghi corsi o sessioni di allenamento estenuanti, sebbene svolgere un attività fisica sia senza dubbio di grande vantaggio da un punto di vista della preparazione atletica, della reattività e prontezza di riflessi.
Soprattutto, un metodo REALMENTE adatto a tutti, adottato anche dai reparti militari polacchi.


ASSIMILAZIONE CON IL KRAV MAGA


Mentre il Krav Maga è basato sul 'colpire' determinate aree del corpo, il COMBAT 56 si basa invece sulle strette ad esse.
Tuttavia in virtù della sua natura di sistema aperto, tali metodologie di reazione possono essere assimilate perfettamente dal Krav esattamente come già avviene con tecniche provenienti da altre discipline, al fine di ottenerne un incremento in numero di tecniche e reazioni possibili.

《 Ciò che è vecchio ed inutile può uscire dal sistema, ciò che è buono può entrarvi 》 - Imi Lichtenfeld (fondatore del Krav Maga)


martedì 17 settembre 2019

I detrattori del Krav Maga




Vi è una tendenza recente da parte degli istruttori di diverse discipline SPORTIVE nello sminuire l'efficacia e l'affidabilità delle tecniche e delle metodologie di difesa personale del Krav Maga. Ciò è triste non tanto per l'immagine che di tale disciplina ne deriva, quanto per questi istruttori che invece di dedicarsi con passione nel trasmettere la loro arte si accaniscono con tanta veemenza contro un sistema che non ha NULLA a che vedere con gli sport, uscendone veramente miseri a livello di immagine pubblica. Perché lo sappiamo, è inutile fingere di ignorare il fatto che tanto accanimento non è che un puerile tentativo di convincere la gente che non è nel settore che la loro disciplina è migliore di altre, e dunque tentare di fare iscritti ai loro corsi (e incassi). Spesso tali istruttori non si limitano ad attaccare il Krav, ma rivolgono la loro insofferenza verso molte altre discipline. Insomma per loro l'unico metodo valido è appunto, guarda caso, quello che loro stessi insegnano.
Anzitutto la premessa da cui ognuno dovrebbe partire al fine di fare una valutazione obiettiva è comprendere che il Krav Maga NON è uno sport.

È certamente indubbio che un pugile o un fighter di MMA sappia anche difendersi, poiché allenato nel combattimento a contatto pieno. Ma queste arti NON insegnano ad esempio, nel loro bagaglio, a sostenere situazioni di aggressioni armate. Perché parliamoci chiaro, se vengo assalito da un malvivente armato è normale che cerco di evitare lo scontro e preservare me stesso, ma se l'intento di questi è nuocermi, QUALCOSA DEVO PUR FARE per restare vivo, o mi lascio accoltellare restando inerme come un pupazzo?
Perché probabilmente è proprio questo che tali istruttori vogliono (e sperano), altrimenti non si spiega.
Il metodo Krav Maga è insegnato alla Israel Defence Force, a reparti speciali di ogni parte del mondo e agli operatori della sicurezza.
Secondo il vostro ragionamento, verrebbe mai insegnato a un soldato che parte per il fronte un metodo di difesa inefficace nei principi?

Altro dato di fatto indubbio è che vi siano alcuni sedicenti istruttori che, in virtù della natura aperta del sistema in questione, lo hanno trasformato in una pagliacciata per fare due soldi in più sfruttandone il noto nome. Ma questo è un discorso (e una piaga) che meriterebbe un articolo a parte.
Coloro che insegnano Krav Maga seriamente lo fanno curandone anche e soprattutto l'aspetto psicologico. I civili non sono soldati e addestrarli come tali non avrebbe alcun senso.
Il fine stesso del Krav cambia a seconda del settore civile o militare. Se in quest'ultimo l'obbiettivo è la neutralizzazione del nemico, nel primo caso è invece l'adottare tale metodo al fine di crearsi la via di fuga e sopravvivere a un aggressione in strada.
Quello che questi istruttori arraffa iscritti si dimenticano di dire il più delle volte è che a un allievo non viene insegnata una tecnica di difesa (ad esempio da coltello) e poi viene buttato per le strade con la convinzione di essere Rambo.
Bensì gli viene insegnata la tecnica e gli viene fatta ripetere per mesi, anni, in diversi contesti (anche al di fuori della palestra come in auto, in un parcheggio, in un ambiente stretto e chiuso ecc...) finché tale tecnica diventa parte integrante del suo istinto di sopravvivenza.
La stessa condizione psicologica di allerta tipica dei militari si sviluppa nell'allievo, dopo ANNI di pratica, in scala differente ma utile a far sì che egli si mantenga sempre vigile. Perché è inutile prendersi in giro, se un malvivente vuole aggredire qualcuno non lo avvisa con mezz'ora di anticipo così che egli si possa preparare ma lo farà in modo improvviso e quando meno il malcapitato se l'aspetta.
Ribadisco il concetto: il Krav Maga NON è uno sport, ma sopravvivenza a un aggressione per strada. È il settore del Krav di cui boxe, MMA, lotta libera e qualunque altra disciplina NON si occupa ne lo farà mai, perché mai capiterà che un contendente salga sul ring con un coltello o un bastone. Mai capiterà che un fighter tenterà di eliminare fisicamente un altro fighter.
Sul ring si combatte per un trofeo, non per la vita, e vi sono regole ben precise che in strada non esistono.
Dunque a tali istruttori vorrei porgere un invito. Smettete di sprecare le vostre energie al fine di demolire qualcosa che non ha nulla a che vedere con una qualunque competizione sportiva, non ne uscite bene in immagine agli occhi di una persona attenta. Piuttosto sfruttate tali energie, tale ardore, per promuovere, diffondere e valorizzare le vostre bellissime arti, perché sono bellissime. Alcune discipline, e ne ho praticate io stesso alcune, possiedono storie affascinanti, alcune volte direi persino mistiche, che il Krav Maga non potrà mai eguagliare, e insegnano una scala di valori che se venissero trasmessi nelle scuole fin dalla più tenera età, la società sarebbe realmente migliore a livello umano e probabilmente del Krav Maga nemmeno vi sarebbe necessità.

E NESSUNO mette in dubbio che ci si possa difendere anche con le vostre tecniche, tuttavia esse sono sport, fate lo sport, non sconfinate in un settore tanto crudo da annullare i valori e i principi morali a cui mi riferisco. Non fate che cose come fratellanza, autocontrollo, rispetto per l'amico tanto quanto per il nemico, dovere, onestà, scompaiano divorate da una società sempre più violenta e priva di valori, ma DIVULGATE tutto questo. Diffondete la vostra arte nelle vostre strutture, all'aperto sotto lo sguardo di astanti affascinati, nelle scuole.
Il mondo è abbastanza grande per marzialisti, sportivi e kravers, ognuno deve occuparsi del proprio campo di competenza.

Il rispetto per le discipline altrui è un aspetto essenziale delle vostre stesse arti, usatelo.