venerdì 12 gennaio 2018

Kenpo: quando la tradizione abbraccia l'innovazione

Più di duemila anni hanno decretato la supremazia di una disciplina su tutte le altre. Il nome di quest'arte marziale è Kenpo ( o Kempo ).
Sorto in Cina in tempi remoti quale evoluzione dello stile Chung kuo chuan, il Kenpo è l'unica arte marziale tradizionale che NON è rimasta ferma nel tempo ma ha saputo evolversi e adattarsi di epoca in epoca.
Il nome deriva dal termine cinese che sta per "pugno" o "legge del pugno" a evidenziare la particolare importanza che tale disciplina offre alle tecniche di mano ( pugno chiuso o mano aperta ).
L'essenza del Kenpo è la facoltà di imparare ad usare le mani come armi.
Tuttavia il periodo di massimo splendore di quest'arte ha luogo col suo approdo in Giappone e la moltitudine di stili che da lì ne sono derivati.

Nippon Kenpo: una versione agonistica simile al full contact, in cui è previsto il contatto pieno con l'avversario e anche tecniche di calcio. Per tale ragione le aree da colpire sono state spostate a zone non vitali, e i praticanti indossano una particolare tuta protettiva.




Kenpo Jujitsu: fusione tra le due discipline da cui mutua il nome, finalizzato alla difesa personale non eccessivamente invasiva. Esso fa delle leve articolari, delle proiezioni e della lotta a terra i suoi principali punti di forza.




Shaolin Kenpo: stile cinese che mutua dal Kung Fu le tecniche di attacco emulative degli animali, adattandole ai principi del Kenpo.



American Kenpo Karate ( o semplicemente Kenpo Karate ): fondato molto più recentemente dal Maestro Ed Parker, è l'unione del Kenpo da lui appreso con il Karate di cui già era cintura nera. Finalizzato all'autodifesa, rappresenta lo stile più esplosivo e diffuso in occidente. Esso pone principale attenzione all'uso delle mani come armi in combinazioni di colpi tanto rapidi e diretti ai punti vitali da fermare qualunque azione di aggressione. Si pone quindi come continuatore, in chiave moderna, della più antica tradizione Kenpo. Fiore all'occhiello di questo stile è l'insegnamento della difesa da più avversari.



Kenpo Karasu: il Kenpo del corvo, sintetizzato da Yvan L. Borlera come tecnica di autodifesa estrema ma originata dallo Shaolin Kenpo. A differenza degli altri stili,  concentra i suoi attacchi su un unico punto vitale. Il suo punto di forza è la flessibilità con cui si adatta a qualunque contesto o minaccia, e l'efficacia che gli consente la neutralizzazione di un avversario mediante un unico colpo.




Oltre ai suddetti stili particolare menzione meritano anche i seguenti: Ryuto kenpo, Hara ho kenpo, Aitai Kenpo, Kenpo iga ryu ( detto Kenpo Leggendario di Hokuto - fonte Kenpo.it ), Kenpo kure ryu ( di derivazione dal Kenpo iga ryu ), Kenpo kosho ryu e Shorinji Kenpo.

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