mercoledì 9 gennaio 2019

Krav Maga civile VS Krav Maga militare



KRAV MAGA CIVILE 

Evitare la minaccia -----> colpire le zone vulnerabili dell'avversario ( occhi, genitali ecc ) -----> mettersi in salvo.






KRAV MAGA MILITARE/POLIZIA 

Evitare la minaccia -----> colpire le zone vulnerabili dell'avversario ( occhi, genitali ecc ) -----> disarmare e immobilizzare il soggetto.

Krav Maga military training

Clicca -----> QUI <----- per visualizzare il video.

martedì 8 gennaio 2019

Femme fatale: quando vuoi rapinare la donna sbagliata



L'apparenza inganna: lo ha imparato, a sue spese, un uomo che ha tentato di rapinare una ragazza di 26 anni, senza sapere che si trattava di una lottatrice UFC, esperta di arti marziali miste, e che è stato messo letteralmente ko. Polyana Viana, atleta professionista brasiliana, era stata avvicinata con una scusa e racconta così l'episodio: «Si è seduto accanto a me e mi ha chiesto l'ora, ma poi è rimasto lì e non si è allontanato. Mi ha detto che era armato e mi ha intimato di consegnargli il telefono: era così vicino che potevo anticiparlo e impedirgli di tirare fuori la pistola».

Detto, fatto: Polyana Viana, apprezzata lottatrice soprannominata anche 'Dama di ferro', in pochi istanti ha colpito ripetutamente il ladro e lo ha messo al tappeto, bloccandolo in attesa della polizia. Le forze dell'ordine, giunte per arrestare l'uomo, lo hanno trovato decisamente malridotto e con diverse ferite.





L'episodio è avvenuto a Rio de Janeiro, mentre Polyana Viana stava aspettando una vettura di Uber per far ritorno a casa. La polizia, subito dopo l'arresto, ha scoperto che il ladro era in possesso di una pistola finta. La 26enne atleta, da quando è professionista, ha vinto già dieci incontri su 12 ed è apprezzata soprattutto per la rapidità delle sue mosse sul ring. Quella stessa prontezza le ha permesso di mettere ko il suo aggressore.


Fonte: il Messaggero











lunedì 26 novembre 2018

lunedì 19 novembre 2018

Krav Maga e sequenze da KO

Passo 1: con la mano sinistra, dita unite e rigide, mirare e sferrare rapidamente verso l'occhio destro.
La mano destra deve essere all'altezza del proprio viso per difendersi da eventuali contrattacchi, ma al contempo deve essere pronta per il passo successivo.









Passo 2: sfruttare l'inerzia del movimento del suo capo per colpire con diretto destro. Con le nocche si colpisce all'attaccatura della mandibola, mandando l'avversario in KO.

Aspetto fondamentale di questa sequenza sono i riflessi e la rapidità con cui si sfrutta l'apertura creatasi per mettere a segno il diretto.

Tecnica divulgata da: KRAV MAGA TRAINING al cui video fanno riferimento le immagini.

Impegno = risultati. E una sequenza vincente.












Immaginate di ritrovarvi faccia a faccia con un aggressore. Ricordando la vostra ultima lezione di Krav Maga, gli sferrate un calcio dritto ai genitali ma...
Ma qualcosa va storto.
Lui afferra la vostra gamba prima che il colpo possa andare a segno, la solleva, voi cadete sbattendo la testa e rischiando seriamente la vostra incolumità.
Il giorno dopo, se sarete ancora vivi, sarete sui social a sventolare la bandiera di quelli che affermano "il Krav non funziona è tutta sceneggiata" e bla bla bla.
No amico mio, non è il Krav Maga a non aver funzionato, sei tu che non lo hai applicato in modo corretto.
Tornando all'azione di cui sopra, probabilmente se prima di sferrare un attacco basso facilmente intercettabile tu avessi provveduto a far alzare la guardia al tuo aggressore, forse le cose sarebbero andate diversamente.
Il principio è esattamente quello.
Attacco alto -------> attacco basso.
In questa precisa sequenza.
L'attacco alto, diretto quindi al volto, può essere un diretto, un colpo con le dita mirato agli occhi o un colpo con il palmo della mano verso il naso.
Ma è esattamente qui che avviene la magia.
Che il colpo vada a segno o meno, avrete alzato la sua guardia e vi sarete creati un varco della durata di mezzo secondo da sfruttare per portare a segno il vostro calcio.
Un azione divisa in due step.
È questo il segreto di un buon combattente, saper come trarre in inganno l'avversario e sfruttare istanti anche molto brevi in cui egli crea delle "aperture" in cui poter colpire.
Per questo è fondamentale allenarsi, a cominciare dalla sequenza qui descritta ( attacchi alti ---> attacco basso ).
Nulla si ottiene con semplicità, i risultati più grandi dipendono dalla quantità di impegno che ci mettete.
Nel combattimento come in ogni cosa della vita.

mercoledì 31 ottobre 2018

Stile duro e stile morbido






Le arti marziali possono essere differenziate in due grandi scuole: gli stili duri e gli stili morbidi.


STILE DURO

Si fa riferimento con tale nomenclatura a tutte quelle tecniche orientate a rispondere alla forza con la forza ( calci, pugni, gomitate, ginocchiate ecc ), ossia dove l'efficacia dell'azione è dovuta all'impatto violento. Generalmente tale metodo comprende tutte le tecniche di offesa.
In questa scuola rientrano di diritto discipline come la Muay Thai, il Nippon Kenpo, il Karate, le classiche MMA e differenti stili di Kung Fu.


STILE MORBIDO

Judo, Jujitsu, Aikido, sono solo alcuni esempi di discipline che rientrano nella scuola dello stile morbido.
Le tecniche morbide sono caratterizzate da una filosofia atta a neutralizzare la durezza mediante la morbidezza, ovvero sfruttando a proprio favore l'impeto avversario al fine di eseguire tecniche di proiezione al suolo, leve articolari o mandare a vuoto attacchi.
Si sfrutta la forza dell'avversario contro lui stesso, "accompagnando" il suo attacco nella direzione a noi più congeniale.
Questo porta a un notevole risparmio di energie durante un combattimento.


STILE IBRIDO

Vi sono infine discipline le quali annoverano tra le proprie azioni tecniche appartenenti a entrambe le scuole.
Un esempio di stili ibridi possono essere la Panantukan filippina o il Silat indonesiano.
Immaginate di ricevere un attacco frontale ma di non trovarvi nella condizione adatta a un contrattacco efficace. Ricorrendo alla morbidezza potete vanificare l'assalto ricevuto e spostarvi di angolazione, per poi passare a tecniche dure una volta che siate in una posizione favorevole.
Oppure fare uso della morbidezza per eseguire una proiezione a terra, e "finire" il vostro avversario con un colpo in durezza.

venerdì 19 ottobre 2018

Posizione statica di combattimento: ecco perché può essere controproducente




Durante un aggressione che avviene per strada, o sarebbe più opportuno dire, nella fase che precede un aggressione, la vittima non è avvertita dell'imminente attacco.
Difficilmente un malvivente vi avvisa: "Hey guarda che sto per assalirti, mettiti in guardia". Anzi egli gioca proprio sull'effetto sorpresa per cogliere la vittima impreparata.
Come già detto più volte, un atteggiamento da parte vostra che emani forza e sicurezza può ridurre il rischio di aggressioni, poiché questi "predatori" sono tendenzialmente alla ricerca della vittima che gli trasmette debolezza o comunque accresce in loro la sicurezza di poter mettere a segno un fatto delittuoso con successo.
Tuttavia un attacco può ugualmente sopraggiungere, in ogni momento e senza preavviso.
Partendo dal presupposto che PRIMA di reagire la vittima deve valutare con attenzione due importanti fattori: 1) se vale la pena reagire o si rischia di compromettere ulteriormente la propria incolumità, 2) l'effettiva pericolosità della minaccia così da rispondere con una difesa che risulti proporzionata all'offesa senza rischiare di incorrere in ripercussioni di natura legale.
Al di là di quanto appena detto, e proprio in virtù di esso, risulta chiaro che tecniche vincolate a una posizione statica di combattimento possano risultare inappropriate.
Una tecnica di difesa personale efficace deve poter iniziare anche da una posizione di svantaggio in cui siamo impossibilitati o non abbiamo fatto in tempo a metterci in guardia.
Per tale ragione, il consiglio personale che suggerisco sempre è di allenarsi a lungo nell'esecuzione di reazioni da posizioni di svantaggio. La posizione di guardia certamente offre un aiuto concreto nell'affrontare un assalto, ma in altri casi rischia di essere l'anello vincolante a una impossibilità di difesa concreta.
Per strada non siete su un ring, imparate a difendervi da qualunque posizione.

sabato 29 settembre 2018

Il Krav Maga e gli sport da combattimento a confronto



Gli sport da combattimento come la Kickboxing, il Pugilato, il Karate Sportivo, le Arti Marziali Miste (MMA), ecc. sono perfetti per la loro finalità, ovvero, quella di fare sport.

Il problema principale è che la difesa personale non è uno sport!

Di regola, il tempo che i praticanti di sport da combattimento dedicano allo studio di tecniche di autodifesa reale è molto scarso, se non addirittura nullo. Queste persone sono solite investire tutto il loro tempo e le loro energie nell'allenamento di tecniche adatte a vincere incontri e a portare a casa medaglie.

Infatti, non sono pochi i campioni di sport da combattimento che se la sono vista veramente brutta durante risse e scontri reali, nell'ambito dei quali non esistono le regole alle quali sono abituati sul ring.

Ad esempio, negli sport da combattimento non è consentito colpire i punti vitali del corpo umano poiché si produrrebbero gravi incidenti. Di conseguenza, i combattenti sportivi non allenano tali tecniche.

Tuttavia, in una situazione reale nella quale la vita è in pericolo e non è possibile fuggire (come quando si rischia di ricevere una coltellata)... è necessario difendersi con le tecniche più efficaci per neutralizzare l'aggressore. Ecco quindi che i punti vitali del suo corpo diventano i primi bersagli da colpire.

Era solo un piccolo esempio, ma del tutto sufficiente per capire che, mentre gli sport da combattimento si focalizzano esclusivamente sull'incontro sportivo, il Krav Maga si focalizza sulla realtà.


Fonte: KRAV MAGA EFFICACE


AGGIUNTA PERSONALE

Tenendo in considerazione quanto sopra, è altresì vero che non puoi affermare realmente di saperti difendere se non hai mai combattuto sul serio.
Mi spiego meglio.
Come puoi affermare di saperti difendere da un pugno, se tutta l'esperienza che hai pregresso è stata con attacchi simulati? Come puoi dire di saperti difendere se non hai mai ricevuto un pugno vero? Riusciresti a incassarlo senza finire al suolo e continuando nella tua difesa? E se il tuo aggressore fosse un picchiatore esperto ( i cui attacchi risultano quindi imprevedibili )?
Da questi interrogativi emerge come anche un esperienza pratica in una disciplina a contatto pieno sia FONDAMENTALE per riuscire effettivamente a sostenere un aggressione per strada.
Si può dunque affermare che, ai fini della difesa personale vera ed efficace, sia un Krav Maga che un MMA rivestono egual importanza in fase di allenamento civile o addestramento militare.

mercoledì 19 settembre 2018

Krav Maga in pillole parte 39: istinto contro meccanica






Spesso è possibile assistere, in palestra o sul web, a tecniche di difesa da coltello coreografiche, spettacolari e micidiali visivamente, ma che nella realtà risulterebbero, anziché tecniche di difesa personale, tecniche di suicidio personale.
Partiamo col sottolineare che essendo il Krav un sistema "aperto", ogni istruttore è libero di buttarci dentro ciò che vuole.
Tuttavia in virtù di questo, voi avete la facoltà di scegliere come colpire in base al vostro istinto, alle vostre capacità e al vostro sentire di quel particolare momento di pericolo.
Non sforzatevi di apprendere una tecnica, per quanto possa apparirvi efficace, se non la sentite vostra.
Il Krav Maga è anzitutto istinto, non movimenti pre programmati e cosa più importante, un aggressore armato di coltello non resterà inerme come un manichino a subire una lunga serie di mosse e contromosse ma cercherà di portare a segno le coltellate come una furia al vostro primo accenno di reazione.
In caso di aggressione all'arma bianca il principio fondamentale che è obbligo apprendere ( sempre dopo valutazione se vale la pena reagire o meno ) è UNO solamente: bloccare il braccio armato.
È la prima azione che dovete OBBLIGATORIAMENTE svolgere.
Lui non resterà immobile, ma si dimenerà, sarà una furia. Voi dovete tenere quel braccio bloccato con tutte le forze che avete in corpo. È questa la costante.
Contestualmente all'azione di bloccaggio, colpire furiosamente le sue zone vulnerabili  ( occhi, gola, naso, genitali ) come la circostanza lo consente, senza cercare di eseguire forzatamente una tecnica complessa perché "il mio istruttore ha detto di fare così".
Sbagliato, seguite l'istinto.
Bloccare il braccio armato senza fermarsi anche in caso di ferita e contestualmente colpire. È essenziale che gli attacchi avvengano simultaneamente al bloccaggio poiché l'aggressore potrebbe essere più forte di noi e un azione prolungata di forza contro forza potrebbe rivelarsi controproducente per noi stessi.
Apprendete tutte le tecniche di Krav Maga che il vostro istruttore vi insegna, ma scartate tutto ciò che non è parte del vostro istinto di sopravvivenza ed elaborate la vostra reazione sulla base delle costanti di ogni tecnica, come la sopra menzionata azione di bloccaggio del braccio armato.

mercoledì 12 settembre 2018

SHREDDER: ossia distruzione facciale



Il "metodo Shredder" è stato ideato da Richard Dimitri ed è un insieme di grappling con le mani al volto di un aggressore al fine di creargli il maggior danno possibile e renderlo inoffensivo.
Tale tecnica può permettere di provocare danni anche permanenti. Afferrando a distanza ravvicinata il volto dell'aggressore con entrambe le mani è possibile effettuare azioni brutali di distruzione oculare, distruzione auricolare, distruzione nasale e così via.
Si afferra, si stringe, si strappa e si mutila le parti molli del volto con le mani.
Per questo lo Shredder è da utilizzarsi SOLO in casi estremi, come tentativi di omicidio o di stupro.

Krav MMA Extreme: i traguardi






Il Krav MMA Extreme è un metodo di combattimento che unisce in sé tecniche del Krav Maga e delle MMA adatte alla persona media al fine di assemblare una disciplina adatta anche a persone che non possiedono una particolare prestanza fisica ma che risulti realmente devastante.
In questa arte marziale i gradi e le cinture vengono assegnati al merito e come ultimo traguardo sono previste due cinture nere: 1° e 2° Dan.
L'ottenimento della cintura nera 1° Dan ( istruttore ) offre la possibilità di insegnare il Krav MMA e divulgarlo, la cintura nera 2° Dan ( maestro ) consente invece di rilasciare gradi e cinture.

martedì 11 settembre 2018

DIFESA PERSONALE: posizione di guardia



La posizione di guardia nella difesa personale, quando si ha l'aggressore frontale, è un fattore fondamentale.
Essa è comune a molti sistemi, primo su tutti il Krav Maga.
Mani aperte e protese in avanti, gomiti chiusi verso il busto, una gamba leggermente più avanti. Da tale posizione potete cercare in origine di calmare il vostro nemico. Laddove questo non sia possibile, potete intercettare gli attacchi che vi arrivano e procedere con una raffica combinata di colpi ( di palmo, dita, calcio ecc ) diretti alle zone vulnerabili del suo corpo ( occhi, naso, timpani, genitali ecc ). Non dovete fermarvi finché la minaccia non sarà finita al suolo, dovrete essere una furia inarrestabile perché avete davanti qualcuno che vuole FARVI DEL MALE.
Atterrato il nemico, scansionate l'area per scorgere il sopraggiungere di eventuali complici ed essere pronti ad affrontarli, e lasciate la zona di pericolo da soli o insieme alla persona che stavate proteggendo se era con voi.
Apprendere come funziona la guardia è il primo passo, la base di qualunque sistema di difesa personale.
Elemento importante è la mobilità. Non siate ancorati al suolo con i piedi ma abbiate la flessibilità di sapervi spostare rapidamente per deviare attacchi o non finire al suolo se lui vi spinge. 

domenica 9 settembre 2018

Kenpo Karasu: un arte in evoluzione





Il Kenpo Karasu è nato inizialmente come semplice tecnica multiuso di difesa personale, assimilabile anche tramite videocorso o manuale ebook.
Per necessità col tempo, e in virtù dei riconoscimenti ottenuti dalla federazione Krav MMA Extreme e dal canale COMBATFIGHTS, si è evoluta con nuove tipologie di attacco e tecniche. Attualmente è un arte marziale ( inteso nel suo significato etimologico di arte bellica e non di sport ) a tutti gli effetti.
Chiunque può apprendere questo brutale ed efficace quanto semplice metodo di difesa personale cliccando QUI.

venerdì 7 settembre 2018

Tecniche base di COMBAT 56: grip genitale




Ci risiamo, ancora una volta siamo qui a parlare degli attacchi ai genitali di un aggressore. D'altronde non l'ho deciso io che il 90% degli aggressori debbano essere uomini. 
Questa volta però non parlerò di un colpo diretto nell'area in questione, bensì di una tecnica di grip ( stretta ) propria del sistema COMBAT 56. 






Partiamo col dire che tale tecnica può essere eseguita da qualunque posizione, anche svantaggiosa come nel caso stessimo subendo uno strangolamento da dietro le spalle o fossimo con le spalle al suolo.
È sufficiente afferrare con la mano i testicoli del nostro aggressore, da una qualunque posizione, stritolarli nella mano per almeno 10/15 secondi con forza, che lui si piegherà dal dolore.
Mancanza del respiro, vertigini, nausea, perdita di forze sono solo alcuni degli effetti provocati da tale tecnica.
Tenendolo "per le palle" come verrebbe spontaneo dire, è possibile atterrarlo, sempre tenendo la stretta, con una proiezione. È possibile eseguire un attacco, come un colpo diretto a frantumare il naso con il palmo della mano libera, o provvedere a un disarmo.
Così come possiamo semplicemente limitarci a farlo soffrire con la sola stretta il tempo che basta a metterlo Ko.
Le possibilità che tale tecnica possiede sono innumerevoli e non provocando la morte o danni permanenti vi tutela maggiormente da un punto di vista di eventuali ritorsioni legali.
Il grip ai genitali è una tecnica base adatta a chiunque e che tutti gli onesti cittadini dovrebbero apprendere, non necessitando neppure di un allenamento particolare.
Nel caso di aggressione da più avversari, anche lasciando la stretta per concentrarci sul complice del malvivente che attacca, il nostro primo bersaglio sarà impegnato a soffrire gli effetti della morsa a cui è stato sottoposto per qualche minuto, dandoci il tempo di neutralizzare il suo complice e metterci in salvo.
Nel qual caso vi fosse una terza persona che vogliamo proteggere con noi, o siete operatori di sicurezza o forze di polizia, mantenere una simile stretta consente l'immobilizzazione prolungata del soggetto.

VIDEOCORSO: metodo COMBAT 56







Il COMBAT 56, di cui già spiegai in QUESTO  articolo, è il miglior sistema di difesa personale attualmente esistente.
Propongo qui uno dei video formativi del sistema in cui potete apprenderne basi e principi.

CLICCA QUI  per visualizzare il videocorso.

domenica 2 settembre 2018

Krav Maga in pillole parte 38: le cinture





Pur non essendo un arte marziale, il Krav Maga eredita da queste ultime alcune tecniche semplificandole e scartando i Kata, i movimenti superflui ed estetici e tutto quanto in una situazione di difesa da strada o militare risulta essere superfluo.
Tra gli ingredienti marziali che adotta, per quanti scelgono il Krav Maga come forma di "carriera", vi sono le cinture.
Imi Lichtenfeld utilizza per la prima volta il sistema di graduazione delle cinture nel 1964 al fine di avere costantemente sotto controllo la progressione dei propri allievi.
A quanti affermano che "le cinture servono solo a reggere i pantaloni" rispondo, è vero in parte.
Se è vero che non bisogna focalizzarsi troppo sul grado, poiché un cintura nera che trascura l'allenamento costante può essere facilmente superato in abilità da un cintura blu, è altresì vero che avere dei traguardi, che vogliate chiamarli cinture o gradi, sprona maggiormente il praticante a cercare di superare i propri limiti e, almeno in via teorica, mantenere il proprio livello sempre alto che si tratti di allenamento in palestra o nel garage di casa propria.
Aver raggiunto un determinato livello di abilità, e lavorare per mantenerlo, aiuta inoltre in modo considerevole l'autostima.
Questo vale ancor più del raggiungimento del grado istruttore, che in molte associazioni è raggiungibile già dalla cintura blu, poiché questo altro non è che un livello professionale, mentre il conseguimento di un dato livello di abilità è anzitutto una conquista a livello personale nell'eterna sfida contro noi stessi.

lunedì 27 agosto 2018

Krav Maga in pillole parte 37: regole base di un azione di autodifesa





1) Causa quanto più danno nel minor tempo possibile.

2) Attacca immediatamente le zone vulnerabili del tuo avversario ( occhi, gola, genitali ).

3) Il passaggio dalla difesa all’attacco deve essere il più rapido possibile.

4) Sfrutta ogni oggetto a tua disposizione.

5) Sii sempre consapevole di ogni cosa che si svolge intorno a te per prevenire attacchi da parte di complici dell'aggressore.

6) Ridotto all'impotenza l'assalitore, allontanati dalla zona di pericolo il più rapidamente possibile.