lunedì 12 agosto 2019

Il vero obbiettivo del Krav Maga






Vi sono situazioni e situazioni in base alle quali un azione di difesa personale varia nell'obbiettivo ultimo.
In una situazione in cui devo difendere la mia famiglia, combatto fino all'ultimo fino a quando i miei cari non sono al sicuro.
In un contesto lavorativo in cui sono un operatore della sicurezza, l'obbiettivo sarà la neutralizzazione e il bloccaggio del malvivente.
Ma in uno scenario comune di difesa in strada, in cui siamo soli e veniamo aggrediti, l'obbiettivo sarà solo e sempre UNO SOLAMENTE: uscire dalla situazione di pericolo (ricorrendo a ogni tipo di attacco ai punti sensibili del corpo dell'aggressore) e prendere la via della fuga.
Nessun combattimento prolungato, non siamo su un ring e la situazione può volgere a nostro sfavore in qualunque momento per una moltitudine di fattori.
In gioco c'è la vita.
Ricordare sempre quale DEVE essere il vostro fine ultimo: uscire con ogni mezzo dalla situazione pericolosa (anche usando oggetti di fortuna) e FUGGIRE.
SEMPRE.

lunedì 29 luglio 2019

Disarmo: quando eseguirlo?






Una delle peculiarità principali del Krav Maga è rappresentata dalle tecniche di disarmo. Ma quando è necessario metterle in atto e quando invece è consigliabile non correre inutili rischi?

La risposta a tale domanda passa attraverso la risposta a un altro interrogativo fondamentale: cosa c'è in gioco?
Conoscere una tecnica NON garantisce la riuscita della stessa in un contesto reale, questo per diversi fattori:

1) la situazione emotiva del momento. È chiaro che ricevere una reale minaccia armata non è come simulare la stessa in palestra con un istruttore e in sicurezza.
Adrenalina, paura e agitazione prendono il sopravvento, inficiando talvolta la buona riuscita di una tecnica.

2) l'aggressore non collabora. Esattamente come per il primo punto sopra, a differenza delle simulazioni in palestra non ci troveremo davanti un nemico collaborativo. Al contrario, egli non resterà immobile a subire la tecnica come il nostro partner di allenamento, ma diventerà una belva e reagirà a sua volta con tutte le sue forze per resistere ai vostri attacchi.

3) in ultimo è da sottolineare che ogni situazione è differente da un altra, pur assomigliandosi. Sarò più chiaro.
Possiamo essere riusciti a disarmare un aggressore armato di pistola una volta, ma prenderci una pallottola qualora la cosa si ripetesse nuovamente in futuro. Magari la dinamica era la medesima, ad esempio minaccia frontale ravvicinata, ma è diverso l'ambiente e soprattutto è diverso l'aggressore, il quale reagirà diversamente dal "collega" che vi ha minacciato in precedenza e su cui siete riusciti ad avere la meglio.

Queste sono soltanto alcuni degli aspetti che possono, come non possono, minare la riuscita di un azione.

Detto ciò, è sempre consigliabile valutare quale sia la posta in gioco.
Rischiereste la vita per un portafoglio con 20 euro dentro? Io, personalmente, nemmeno per 200.
Ma se a essere in gioco è la vostra vita, o quella di un vostro famigliare, o vi ritrovate un intruso armato in casa e siete impossibilitati a chiamare le autorità ( vi sono innumerevoli episodi di rapine in abitazioni i cui inquilini sono stati mutilati o pestati a sangue ), o ancora siete una ragazza che sta per subire uno stupro ( anche se in questo ultimo caso vi sono stati episodi di magistrati BESTIE che hanno condannato le stesse vittime di violenza sessuale, ma è questo un discorso da affrontare in altra sede ), allora rischiate il tutto per tutto, in special modo se si tratta di una situazione di sopravvivenza o di morte.
Una volta che scegliete di reagire però, non avete più margine di ripensamento e dovete portare a termine la vostra azione con decisione e voglia di uscire vivi da quella drammatica situazione.
Valutate sempre cosa avete da perdere, se vale la pena rischiare il tutto per tutto e se un precedente tentativo di assecondare il malintenzionato al fine di  ridurre i danni è fallito o meno.

Reagire non sempre è la cosa migliore se volete sopravvivere, ma in alcune circostanze può essere necessario.
Usate la testa, non l'istinto!

domenica 28 luglio 2019

Krav Maga: il pugno al volto







Premesso che per poter sferrare un pugno nel modo corretto, evitando quindi di rompersi le dita o il polso e riuscendo a scaricare sul bersaglio una potenza esplosiva che non va a perdersi durante la traiettoria, è ESSENZIALE conoscere i principi della Boxe ed essere allenati in essi ( posizione, movimenti dei piedi, rotazione del bacino ecc...). Ciò vale anche e soprattutto per il Krav Maga.







Detto questo, un diretto sferrato correttamente alla base della mascella può provocare la rottura di questa, o anche solamente stordire l'aggressore quanto basta per crearsi la via di fuga e lasciare la zona di pericolo.
Un pugno sotto al mento invece, sferrato dal basso verso l'alto ( il classico montante ) può essere ancor più pericoloso e provocare contusione della massa cerebrale, shock, perdita dei sensi o in talune circostanze essere letale.
Da evitare invece, nonostante molte scuole lo consiglino, il diretto ai denti poiché potrebbe essere dannoso per la nostra stessa mano.
Altro tipo di pugno, poco diffuso ma egualmente pericoloso, consiste nel cosiddetto "pugno a martello" sferrato al naso, frontalmente o lateralmente, anche se tale punto vulnerabile è consigliabile colpirlo con un attacco sferrato con il palmo della mano.

martedì 23 luglio 2019

L'importanza delle "zone vulnerabili" in una situazione di sopravvivenza







In una situazione di pericolo estremo, in cui è a rischio la vostra vita come quella di un vostro famigliare, o siete una ragazza che sta resistendo a un tentativo di stupro, conoscere le zone vulnerabili del corpo umano può fare la differenza e permettervi di neutralizzare la minaccia nel minor tempo possibile, anche qualora fosse un individuo più prestante e forte di voi.
Colpire senza pietà alcuna ( perché se siete una ragazzina che sta per essere violentata o un padre che deve proteggere il figlio la pietà è controproducente ) ogni zona vulnerabile che riuscite a raggiungere con i vostri attacchi, dagli occhi al naso alla gola fino ai testicoli.
Nessun freno, nessun ripensamento una volta che si è iniziato con l'azione. Il vostro aggressore può essere il doppio di voi ed essere campione del mondo di MMA, è assolutamente indifferente se riuscite a mettere a segno un colpo ben piazzato ai testicoli, o una combinazione occhi/genitali, senza dover necessariamente cercare di rammentare tecniche complesse ed elaborate. In una situazione come quelle sopra descritte non avete il tempo di pensare, colpite come vi riesce ma colpite forte e senza premura nei confronti di quel mostro che sta tentando di violarvi o uccidervi.
Questa è una situazione di sopravvivenza,  e di DIGNITÀ nel caso di uno stupro, pertanto non me ne frega niente se gli procuro dei danni che possono risultare permanenti o finisco a mia volta in un aula di tribunale.
In casi estremi è sempre preferibile un brutto processo, anziché un bel funerale.
Non fermate la vostra azione finché non siete assolutamente certi di esservi creati la via di fuga, tentennare può essere fatale.
Guardatevi inoltre intorno e usate a vostro vantaggio qualunque cosa vi capiti a tiro, si tratti di un bastone, un ombrello, una bottiglia, un sasso o lo stesso ambiente circostante.
Non sentitevi MAI in colpa per aver lottato per la vostra vita, nemmeno se dopo dovesse essere la legge stessa a tentare di addossarvi colpe che non avete. La vostra unica colpa è stata il voler riabbracciare i vostri cari, non dimenticatelo mai.

lunedì 22 luglio 2019

DIFESA PERSONALE: la regola prima della sopravvivenza







Una regola molto importante, anzi a mio avviso la più importante, della difesa personale che spesso viene dimenticata consiste nel tenere sempre d'occhio le mani del soggetto.

Esempio 1: vi ritrovate a camminare per strada la sera in una zona che sapete essere poco sicura ma che per necessità siete obbligati a percorrere. Un soggetto viene nella direzione opposta. Tenetegli d'occhio le mani, DEVONO essere ben visibili. Qualora non lo siano, vuoi perché le tiene in tasca o per altri fattori, state in guardia e pronti a scattare poiché potrebbe spuntare in qualunque momento un arma da taglio.

Esempio 2: colluttazione. Anche durante una disputa verbale con qualcuno che non conoscete, e non sapete dunque di cosa possa essere capace, non distogliete mai l'attenzione dalle sue mani. Qualora dovesse portarle alle tasche tenetevi pronti a reagire non appena vedete comparire un oggetto.
Cosa si intende per "reagire"?
A meno che non siate operatori della sicurezza o delle forze dell'ordine, la vostra priorità NON è fermare il soggetto ma SALVARE VOI STESSI.
Dunque per reazione si intende un tipo di azione capace di darvi la possibilità di salvarvi.


AZIONE CONTRO COLTELLO

Molto spesso si possono vedere, anche in giro per il web, diverse tecniche di difesa da coltello. Esse però sono manchevoli, nella stragrande maggioranza dei casi, del passaggio iniziale.
Qualora, a seguito dei due esempi sopra menzionati, dovesse comparire un arma da taglio, la vostra reazione NON sarà quella di andare a eseguire una delle tante tecniche viste su YouTube, bensì ( se avete seguito le indicazioni sopra ) quella di sferrare un calcio basso in direzione dei genitali per mettere maggiore distanza tra voi e l'aggressore e darvi alla fuga. Questo può salvarvi la vita. Soltanto se il malvivente vi rincorre e vi carica come una furia, passerete alla difesa poiché si tratta di sopravvivenza, o voi o lui. Difesa che consiste sempre nel cercare di bloccare il braccio armato allontanando l'arma dalla vostra portata ( tenendo presente che vi taglierete ), colpire le zone vulnerabili e a seconda della situazione tentare un disarmo o ritentare la fuga.
Può esistere tuttavia una circostanza estrema in cui tale principio non può essere messo in atto.
Esempio: a seguito di una colluttazione spunta un arma da taglio, sul posto oltre a me sono presenti mia moglie e mia figlia. Eseguo l'azione per mettere al sicuro solo me stesso? Fuggo lasciando la mia famiglia indietro?
No.
Passo immediatamente alla difesa da coltello, mentre i miei famigliari si mettono in salvo.
È bene che ognuno di voi parli con la propria famiglia spiegando loro come, in un eventualità simile, devono fuggire senza pensare a voi.
Perché questo? Per il semplice fatto che prima loro si dileguano, prima potete cercare di divincolarvi dalla situazione e mettervi in salvo a vostra volta. Più restano sul posto, più voi sarete tangenti al malvivente.

In ogni caso tuttavia il fattore iniziale e più importante, quello che può fare la differenza tra la vita e la morte, resta sempre il medesimo. È la base su cui dovrebbe fondarsi qualunque sistema di difesa personale: MAI DISTOGLIERE L'ATTENZIONE DALLE MANI DELL'ALTRA PERSONA. È su questo principio di partenza che si fonda la vostra sopravvivenza.

domenica 21 luglio 2019

Urban Krav Maga






L'Urban Krav Maga è un sistema di autodifesa sviluppato nel 2008 da Stewart McGill e Leo Negao, la cui base di partenza sono i principi del Krav Maga ma le cui tecniche risultano provenire anche da discipline quali le MMA, il Brasilian Ju-Jitsu e la lotta.
Esso si focalizza, come è intuibile dal nome stesso, sulle più comuni situazioni di aggressione urbana ( per strada, nei locali, sull'autobus ecc... ) e fonda la propria azione sui seguenti principi:

- Evitare lo scontro prima di tutto parlando con l'attaccante / disinnescando la situazione nel modo più semplice possibile.

- Se è chiaro che la situazione è destinata ad aggravarsi, sferrare un attacco preventivo che mette Ko l'avversario ( evitando così anche un eventuale azione di estrazione di un arma qualora non sia ancora avvenuta ).

- Tenere presente che la maggior parte dei combattimenti da strada dura un minuto o meno.

- Gli attacchi devono quindi essere brevi e intensi, facendo uso di punti di pressione come occhi, testicoli, gola ecc.

- Uscire dalla situazione di pericolo non appena la minaccia viene neutralizzata.

domenica 14 luglio 2019

Prevenire un aggressione







È difficile riuscire a prevedere in anticipo un tentativo di aggressione. Tuttavia possiamo fare del nostro meglio al fine di ridurre le probabilità di essere attaccati, con degli accorgimenti che potrebbero realmente salvarci la vita:

- Se camminate da soli la sera, evitate le strade che sapete essere poco sicure.

- Qualora non possiate fare a meno di attraversare una zona di pericolo, magari perché abitate nel quartiere o per altri fattori, tenete il telefono cellulare ( in tasca, mostrarlo potrebbe spingere a un tentativo di furto del medesimo con conseguenti danni annessi es. pestaggio, coltellata ecc.. ) senza il blocco schermo e con il numero delle forze dell'ordine già impostato.

- Abbiate un andatura decisa e sicura, spesso un aggressore attacca chi gli trasmette debolezza e paura e su cui sente di poter primeggiare.

- Prestate la MASSIMA attenzione ai rumori e ai movimenti alle vostre spalle. In caso avvertiate di essere pedinati accelerate il passo. Se qualcuno scatta nella vostra direzione tenetevi pronti a correre e contestualmente chiamare le autorità, pronti a fornire le indicazioni di base ( es. mi stanno seguendo in Via ....... sto fuggendo verso Via ...... ).

- Se siete in un luogo pubblico o un locale,  fate in modo di avere le spalle coperte e di avere un muro dietro di voi.

- Tenete SEMPRE sotto controllo le MANI di chi si avvicina a voi. Se non sono ben visibili state in guardia.

- In caso di intrusione abitativa contattare le autorità se l'intruso non vi ha scorto fornendo le indicazioni di base ( es. ho un intruso in casa in Via ...... ) premurandovi di tenere la comunicazione aperta.
Reagite a un aggressione in casa SOLAMENTE qualora non abbiate altra scelta, es. il malvivente vi ha visto e siete impossibilitati a contattare le forze dell'ordine, vivete in un monolocale e vi sarebbe impossibile telefonare senza essere scoperti ( fermo restando che a meno che non vi attacchi dovrete cercare di assecondarlo e potete inoltre digitare il numero della polizia e lasciare la comunicazione aperta ) o siete già stati attaccati.

martedì 9 luglio 2019

Difesa personale: la situazione estrema

( considerazioni personali )




"Se qualcuno viene da voi per uccidervi, uccidetelo per primi."


Spesso nei miei articoli parlo della VOSTRA incolumità e non di quella dell'aggressore.
Ho visto alcuni video in rete, riprese di telecamere di sorveglianza, di reali aggressioni da coltello. Lasciate subito che vi dica che le dinamiche di un attacco da coltello non sono lineari come molti istruttori di difesa personale vogliono farvi credere. Se vi ritrovate ad affrontare un avversario armato di coltello vi taglierete SEMPRE. La difesa da coltello non esiste, esiste piuttosto la sopravvivenza da coltello.

Spesso chi è armato di coltello e parte all'attacco è una belva fuori di senno, che NON riuscirete a controllare semplicemente portandogli in leva un braccio come molti sedicenti istruttori mostrano in rete. Egli si dimena e affonda la lama nella vostra testa, nella gola, dietro al collo, nello stomaco e ovunque riesca ad arrivare. Una, due, dieci, cento volte.
NON credete alle tecniche che mostrano un aggressore immobile alla prima parata che riuscite a mettere a segno.

Inoltre se vi ritrovate a dover lottare per la vostra vita contro una bestia simile, dovete anche essere disposti a togliere la vita.
Non vi sto dicendo che dovete risolvere ogni disputa o attacco con un omicidio, sto dicendo che in alcune, per fortuna rare, circostanze non si ha altra scelta.
La scelta è tra voi o lui, in un contesto simile.
Sento istruttori affermare che "non bisogna fare troppo male all'aggressore", PURA FOLLIA. Dal momento che uno vi carica come una furia armato di coltello, è disposto a uccidervi. Davvero devo stare attento a non farè troppo male a quel maledetto che non mi farà più riabbracciare mia moglie o mia figlia? Un aggressore che mi attacca in quel modo certamente non ha premure verso di me, davvero devo averle io verso di lui, soltanto per mantenere pulito un pezzo di carta chiamato fedina penale? Perché la fedina resterà anche bianca, ma il necrologio viene invece riempito col mio nome.
Sempre VALUTARE la situazione, e scegliere la risposta adatta, ma provare pietà per un aggressore che vi carica in quel modo, pietà che lui NON intende avere verso di voi, vi costerà soltanto la vita.
Invito tutti a cercare in rete video di reali attacchi da coltello per avere chiaro di cosa io stia parlando.

In alcuni casi l'approccio anticipatorio del Krav Maga, sempre valutando contesto e avversario, potrebbe fare la differenza tra la vita e la morte.
Immaginate di essere riusciti ad atterrare una potenziale minaccia PRIMA che egli abbia estratto un arma dalla tasca.
A meno che non si tratti di rapina o tentativo di omicidio premeditato ai vostri danni, i video su menzionati delle telecamere di sorveglianza ( l'ultimo dei quali proviene dal Venezuela in cui l'aggressore estrae un coltello proprio a causa del fatto che la vittima tentava di difendersi avendo premura di non fare "troppo male" al suo carnefice ), mostrano che alcune volte l'arma viene estratta solo in seguito al degenerare di una situazione.
Non sto dicendo che il ragazzo del video in questione avrebbe dovuto preventivamente uccidere il suo aggressore, sto dicendo che forse un paio di colpi sferrati con più cattiveria all'inizio forse gli sarebbero costati un processo, ma non la vita.
È meglio un brutto processo che un bel funerale.



PRECISAZIONE FINALE


Tengo a sottolineare come tutte le situazioni sopra descritte fanno riferimento a contesti estremi in cui siamo già stati attaccati da un malvivente armato o intuiamo che l'individuo che abbiamo davanti potrebbe compiere determinate azioni, vuoi perché trattasi dello spacciatore di quartiere, o per la sua fama o ancora per il suo atteggiamento.
Il fine è sempre il medesimo, crearsi la via di fuga senza fare gli eroi. Qualora l'aggressione avvenisse mentre siamo in compagnia della nostra famiglia, e magari gli aggressori sono più d'uno, la situazione sarà chiaramente diversa e volta a mettere in salvo i nostri cari a qualunque costo.
Occorre un estrema e affinata capacità di valutazione della minaccia, il padroneggiare una tecnica come il Krav Maga non ci autorizza a sfruttarlo per situazioni risolvibili in altro modo, verbalmente o mediante tecniche meno aggressive quali bloccaggi, immobilizzazioni o nei casi più aggressivi di attacco a mani nude da parte di un individuo che non riteniamo possa essere capace di commettere un omicidio, colpi meno invasivi ( il classico colpo ai genitali seguito da un bloccaggio a terra ne è un esempio ormai collaudato nel Krav Maga ).

Per tutte queste ragioni ritengo che l'addestramento nel Krav Maga debba essere PRIMA di natura psicologica e soltanto dopo passare alla parte tecnica.
Insegnare una manciata di tecniche a persone che una volta ritrovatesi nel contesto reale non riescono a valutare l'entità di una minaccia e relativa risposta IN MEZZO SECONDO, o che si lasciano sopraffare dall'emotività, equivale ad aver venduto soltanto illusioni e aver formato individui potenzialmente pericolosi.

Concludo dicendo che, qualora abbiate la fortuna ( perché di questa si tratta ) di uscire vivi da un aggressione con arma da taglio, non credete di essere dei super uomini o donne. Io stesso sono scampato a un aggressione con accetta, ma soltanto grazie alle circostanze che mi hanno consentito una difesa efficace, prima tra tutte il fatto che il mio aggressore ( che era mio padre ) era in preda ai fumi dell'alcol e a stento poteva reggersi in piedi.
Se dovessi ritrovarmi ora in un contesto simile, al 99% le cose andrebbero certamente peggio per me.
Ogni aggressione ha dinamiche differenti da un altra, e non esiste una tecnica universale adatta a ogni situazione di questo tipo, se non la rabbia e un desiderio immane di sopravvivere.

domenica 30 giugno 2019

Minaccia frontale da pistola

PREFAZIONE


Iniziamo col sottolineare l'importanza del saper valutare la necessità di una reazione a un aggressione armata o meno.
Si cercherà SEMPRE di evitare di dover reagire, la posta in palio è più importante di qualunque portafoglio o oggetto materiale in nostro possesso.
Ma come comportarsi qualora non avessimo altra possibilità che quella di tentare una reazione?
Per prima cosa va eliminato dal vocabolario il termine "tentare" perché, una volta che saremo partiti con la nostra reazione, DOBBIAMO portarla a termine con successo. Nel momento stesso in cui decidiamo di reagire il malvivente diventa una belva e non esiterà più nel mettere a segno un colpo potenzialmente letale. Quindi nessuna esitazione dopo che saremo partiti con l'attacco.
A differenza della minaccia da coltello, assai più insidiosa e in cui è bene sottolinearlo CI SI TAGLIA SEMPRE ( la difesa da coltello a mio avviso è infatti inesistente, esiste la SOPRAVVIVENZA da attacco di coltello, in cui si subiscono tagli ma si resta in vita. E ad ogni modo è sempre bene EVITARE una reazione a meno che il nostro aggressore non abbia cominciato ad accoltellarci e pertanto reagire diventa l'unico modo per sopravvivere ), nel caso della difesa da pistola semiautomatica ( poiché con pistola a tamburo tale procedimento risulta inapplicabile e necessita di una modifica allo step 1 causa vampata di fuoco proveniente dal tamburo ) la reazione può essere meno dannosa, ma comunque sempre estremamente rischiosa.
Si procede per step come mostrato in figura:



Step 1: afferrare l'arma dal carrello e allontanare il foro d'uscita del proiettile dalla propria linea di tiro. È bene precisare che chi ci punta un arma con l'intento di ottenere qualcosa da noi lo farà a distanza ravvicinata, sparare da lontano non è più estorsione ma agguato e l'unica soluzione è la tentata fuga.





Step 2: contestualmente all'azione precedente, colpire l'aggressore in punti vitali che si riesce a raggiungere ( occhi, genitali, naso ecc... ).



Step 3: piegare l'arma e il polso del malvivente al fine di eseguire il disarmo.






Step 4 ( importante ): con l'azione illustrata allo step 1, involontariamente sarà stato esploso un colpo. Ciò significa che il carrello dell'arma è ora inceppato  ( chiunque abbia un minimo di dimestichezza con armi da fuoco sa a cosa mi riferisco ). Quindi, ripristinare il carrello facendo espellere il bossolo, e allontanarsi tenendo l'arma puntata verso il malvivente per anticiparne eventuali reazioni d'attacco ( ciò non significa che dovrete ucciderlo, ma un colpo esploso in aria o a una caviglia potrebbe essere necessario anche se il più delle volte dopo essere stato disarmato il delinquente resta immobile permettendovi di lasciare la zona di pericolo o fugge egli stesso ).




È inoltre importante che tra gli step 1 e 2 non venga MAI lasciata la presa sul braccio armato del malvivente.





NOTA IMPORTANTE

È consigliato apprendere questo tipo di tecniche unicamente da istruttori esperti e, se possibile, che abbiano esperienza nelle stesse forze dell'ordine. La qui presente descrizione è da intendere unicamente a scopo informativo e NON didattico.

martedì 21 maggio 2019

Krav Maga: un attacco per situazioni estreme








Tra gli attacchi base nel Krav Maga troviamo il colpo diretto al naso dell'aggressore.
Sferrato in linea retta con il palmo della mano esso può permettere di stordire il vostro avversario o in taluni casi provocare perdita dei sensi.
Se sferrato particolarmente forte può causare la rottura del setto nasale con relativa emorragia.








Tuttavia è bene prestare attenzione all'angolatura del colpo poiché se sopraggiunge dal basso verso l'alto può risultare fatale.






Distruggere il setto nasale, anche con un pugno diretto o a martello, provoca giramento di testa, sanguinamento, mancanza del respiro e permette di crearsi uno spazio di tempo adeguato alla messa a segno di altri attacchi o alla fuga.
Ricordate soltanto una cosa: in strada non vige alcuna regola, ne è presente un arbitro di gara a proteggervi. Siete solamente voi e l'aggressore. O voi, o lui.

sabato 18 maggio 2019

Prevenire è meglio che curare: quattro semplici consigli










Quando si parla di difesa personale la mente corre immediatamente a una serie di azioni/reazioni più o meno macchinose da eseguire in risposta a un aggressione.
Nulla di più sbagliato.
In primis è bene ricordare che non tutti sono marzialisti esperti e cresciuti nell'ambiente del combattimento fin da ragazzini, il che porterebbe a possedere particolari reazioni e movimenti in via quasi naturale e istintiva.
La maggior parte delle persone che si affacciano al panorama della difesa personale in età adulta non otterrà mai un assimilazione tecnica simile e si ritroverà, in una situazione di conflitto, a dover "pensare" la tecnica invece di eseguirla naturalmente.
In secondo luogo è bene anche sottolineare come, se vi ritrovate nella situazione di dover reagire a un attacco inaspettato, siete già in una posizione di svantaggio rispetto al vostro aggressore il quale vi ha "portato" per così dire in una situazione a lui vantaggiosa e in cui si presume sia forte.
Se venite aggrediti in un determinato momento significa che il malvivente in quel frangente è sicuro delle proprie capacità, e pensare a una tecnica sarebbe ormai troppo tardi.
Come contrastare queste due problematiche?

1) restare sempre vigili, anche quando si attraversa una strada abituale o in pieno giorno.

2) mentre camminate pensate ad eventuali reazioni nel caso l'aggressione giungesse da destra, piuttosto che dalla vostra sinistra o frontalmente o da dietro le spalle.

3) evitate di farvi distrarre da telefoni cellulari o simili. Il malvivente potrebbe approfittare proprio di quel momento.

4) mentre camminate, fate in modo di emanare minaccia. Sì avete capito bene.
Non vi sto dicendo di sfidare a sguardi la banda seduta sul muretto o il pusher all'angolo, otterreste un effetto disastroso.
Vi sto dicendo di camminare con andatura decisa ( non svelta, potrebbe sembrare che stiate cercando di lasciare la zona il prima possibile per paura, ma nemmeno impacciata ). Passo e portamento sicuro di sé e diretto senza indugio verso la direzione in cui vi state recando.
Lo sguardo deve essere dritto verso la vostra meta, sicuro di sé, alto. Se incrociate gli occhi con una potenziale minaccia non fissatelo troppo a lungo, potrebbe prendere la cosa come una sfida, ma nemmeno distoglietelo di scatto, trasmettereste timore e in quel caso il potenziale malvivente sarebbe molto sicuro di sé. Semplicemente spostatelo con indifferenza.
Anche il tono della vostra voce, se vi ritrovate a parlare per strada, deve essere deciso e fermo.
Tutto questo si chiama "difesa passiva".

Perché tutto questo? Perché l'aggressore spesso e volentieri è un vigliacco che seleziona la sua preda, cerca chi gli trasmette debolezza e su cui lui è sicuro di poter avere la meglio.
Ricordate sempre che cercare di prevenire è meglio che curare, quest'ultima dovrebbe essere la soluzione estrema qualora la nostra difesa passiva abbia fallito. In tal caso ricordate sempre la base delle tecniche di difesa personale, più che la tecnica in se la quale in strada non vi riuscirà mai, per una serie di imprevedibili fattori, pulita come in palestra, ossia: mirare con tutti i vostri attacchi alle zone vulnerabili del corpo dell'avversario ( occhi, naso, testicoli, gola ) e se siete soli mettervi in fuga e chiamare aiuto.

Arrivare a casa senza aver subito neanche un aggressione significa che vi siete difesi con successo senza muovere neanche un dito.
Comportatevi da cacciatori, non da prede.

martedì 26 febbraio 2019

STREET BOXING: boxe "pulita" da strada





Occorrente:

• Un paio di guanti da MMA
• Abbigliamento sportivo


REGOLAMENTO

Colpi consentiti:

• Diretto
• Gancio
• Montante
• Pugno a martello
• Colpi a mano aperta ( schiaffo, manrovescio con l'esterno della mano, spinte per distanziare l'avversario )
• Pugni da qualunque angolazione e direzione

Vale il metodo boxistico. Spalle ferme, busto in rotazione a ogni colpo, sollevamento del tallone del piede del pugno corrispondente per darsi la spinta, guardia con gomiti chiusi e pugni vicino al volto con mento basso.


Colpi non ammessi:

• Qualunque colpo non sia sferrato con la mano ( es. gomitate, ginocchiate, calci, testate, ma anche colpi con le dita )
• Colpi diretti ai punti vitali ( occhi, naso, gola, genitali )
• Prese
• Proiezioni
• Leve


Aree da colpire:

• Guance
• Busto
• Addome
• Arti superiori


Regole:

Un incontro ha la durata massima di 5 round da 3 minuti ciascuno. Vince chi riesce a vincere 3 round su 5.
Si perde per Ko, resa o per numero di colpi subiti.
Oltre ai contendenti vi sono due arbitri i quali uno esterno e uno interno al campo da combattimento. Quello esterno segna il numero di colpi incassati da ogni fighter, quello interno regolamenta l'andamento dell'incontro intervenendo per dividere i contendenti in caso di contravvenzione delle regole e cronometrando la durata dei round.
Se un contendente cade al suolo, l'azione va fermata finché non si rialza ed è pronto a tornare combattivo.
Se un contendente chiede una pausa durante lo svolgimento di un round, questa gli va accordata e il timer fermato per poi essere riavviato dal medesimo minuto. Dopo due pause richieste però si considera il contendente sconfitto per Ko.
Dopo ogni round si effettua una pausa standard di 5 minuti.


E FATTO OBBLIGO....

• Il RISPETTO sportivo tra i contendenti
• Interrompere l'incontro in caso di contravvenzione delle regole
• Essere in condizioni di salute adatte a poter sostenere un incontro

martedì 22 gennaio 2019

Krav MMA: la potenza alla portata di tutti





Le tecniche di MMA sono sicuramente tra le più micidiali del mondo, forti anche di una preparazione atletica dei suoi praticanti ad altissimi livelli.
Certamente il pugno di un fighter sarà dieci volte più pesante e devastante del pugno di una persona qualsiasi.

Provate tuttavia a immaginare le medesime tecniche sfruttate per bersagliare quei particolari punti del corpo detti "zone vulnerabili" tipici del Krav Maga, e proibiti nelle MMA.
Ciò che se ne ottiene è non solo una versione estremizzata del medesimo colpo, ma la possibilità di ottenere con quel colpo il medesimo risultato ( cioè un Ko ) di un fighter professionista, elargita su un piatto d'argento alla persona media.

Sicuramente l'allenamento è ESSENZIALE al fine di mantenere una buona capacità di reattività, ma mentre le classiche tecniche MMA sono accessibili a coloro che possiedono una determinata preparazione atletica e prestanza fisica, queste varianti sono invece accessibili a condizioni di allenamento standard.
Questo si chiama Krav MMA, un metodo di combattimento che per via della sua pericolosità è riservato unicamente alla sfera della difesa personale da strada.




Sviluppato dal M. Pintaldi Alessandro ( istruttore MMA circuito FIGHT1 e cintura nera 3° Dan di Krav Maga ), il Krav MMA unisce all'efficacia la semplicità e rapidità di apprendimento.

Completano l'apprendimento tecniche di Close Combat e allenamento a contatto pieno al fine di imparare a combattere anche in contesti non collaborativi e in cui si ricevono colpi a piena potenza.

Il metodo è insegnato presso l'associazione KRAV MMA EXTREME con sede a Torino. ----> CLICCARE QUI!

mercoledì 9 gennaio 2019

Krav Maga civile VS Krav Maga militare



KRAV MAGA CIVILE 

Evitare la minaccia -----> colpire le zone vulnerabili dell'avversario ( occhi, genitali ecc ) -----> mettersi in salvo.






KRAV MAGA MILITARE/POLIZIA 

Evitare la minaccia -----> colpire le zone vulnerabili dell'avversario ( occhi, genitali ecc ) -----> disarmare e immobilizzare il soggetto.

Krav Maga military training

Clicca -----> QUI <----- per visualizzare il video.

martedì 8 gennaio 2019

Femme fatale: quando vuoi rapinare la donna sbagliata



L'apparenza inganna: lo ha imparato, a sue spese, un uomo che ha tentato di rapinare una ragazza di 26 anni, senza sapere che si trattava di una lottatrice UFC, esperta di arti marziali miste, e che è stato messo letteralmente ko. Polyana Viana, atleta professionista brasiliana, era stata avvicinata con una scusa e racconta così l'episodio: «Si è seduto accanto a me e mi ha chiesto l'ora, ma poi è rimasto lì e non si è allontanato. Mi ha detto che era armato e mi ha intimato di consegnargli il telefono: era così vicino che potevo anticiparlo e impedirgli di tirare fuori la pistola».

Detto, fatto: Polyana Viana, apprezzata lottatrice soprannominata anche 'Dama di ferro', in pochi istanti ha colpito ripetutamente il ladro e lo ha messo al tappeto, bloccandolo in attesa della polizia. Le forze dell'ordine, giunte per arrestare l'uomo, lo hanno trovato decisamente malridotto e con diverse ferite.





L'episodio è avvenuto a Rio de Janeiro, mentre Polyana Viana stava aspettando una vettura di Uber per far ritorno a casa. La polizia, subito dopo l'arresto, ha scoperto che il ladro era in possesso di una pistola finta. La 26enne atleta, da quando è professionista, ha vinto già dieci incontri su 12 ed è apprezzata soprattutto per la rapidità delle sue mosse sul ring. Quella stessa prontezza le ha permesso di mettere ko il suo aggressore.


Fonte: il Messaggero











lunedì 26 novembre 2018

lunedì 19 novembre 2018

Krav Maga e sequenze da KO

Passo 1: con la mano sinistra, dita unite e rigide, mirare e sferrare rapidamente verso l'occhio destro.
La mano destra deve essere all'altezza del proprio viso per difendersi da eventuali contrattacchi, ma al contempo deve essere pronta per il passo successivo.









Passo 2: sfruttare l'inerzia del movimento del suo capo per colpire con diretto destro. Con le nocche si colpisce all'attaccatura della mandibola, mandando l'avversario in KO.

Aspetto fondamentale di questa sequenza sono i riflessi e la rapidità con cui si sfrutta l'apertura creatasi per mettere a segno il diretto.

Tecnica divulgata da: KRAV MAGA TRAINING al cui video fanno riferimento le immagini.