martedì 21 maggio 2019

Krav Maga: un attacco per situazioni estreme








Tra gli attacchi base nel Krav Maga troviamo il colpo diretto al naso dell'aggressore.
Sferrato in linea retta con il palmo della mano esso può permettere di stordire il vostro avversario o in taluni casi provocare perdita dei sensi.
Se sferrato particolarmente forte può causare la rottura del setto nasale con relativa emorragia.








Tuttavia è bene prestare attenzione all'angolatura del colpo poiché se sopraggiunge dal basso verso l'alto può risultare fatale.






Distruggere il setto nasale, anche con un pugno diretto o a martello, provoca giramento di testa, sanguinamento, mancanza del respiro e permette di crearsi uno spazio di tempo adeguato alla messa a segno di altri attacchi o alla fuga.
Ricordate soltanto una cosa: in strada non vige alcuna regola, ne è presente un arbitro di gara a proteggervi. Siete solamente voi e l'aggressore. O voi, o lui.

sabato 18 maggio 2019

Prevenire è meglio che curare: quattro semplici consigli










Quando si parla di difesa personale la mente corre immediatamente a una serie di azioni/reazioni più o meno macchinose da eseguire in risposta a un aggressione.
Nulla di più sbagliato.
In primis è bene ricordare che non tutti sono marzialisti esperti e cresciuti nell'ambiente del combattimento fin da ragazzini, il che porterebbe a possedere particolari reazioni e movimenti in via quasi naturale e istintiva.
La maggior parte delle persone che si affacciano al panorama della difesa personale in età adulta non otterrà mai un assimilazione tecnica simile e si ritroverà, in una situazione di conflitto, a dover "pensare" la tecnica invece di eseguirla naturalmente.
In secondo luogo è bene anche sottolineare come, se vi ritrovate nella situazione di dover reagire a un attacco inaspettato, siete già in una posizione di svantaggio rispetto al vostro aggressore il quale vi ha "portato" per così dire in una situazione a lui vantaggiosa e in cui si presume sia forte.
Se venite aggrediti in un determinato momento significa che il malvivente in quel frangente è sicuro delle proprie capacità, e pensare a una tecnica sarebbe ormai troppo tardi.
Come contrastare queste due problematiche?

1) restare sempre vigili, anche quando si attraversa una strada abituale o in pieno giorno.

2) mentre camminate pensate ad eventuali reazioni nel caso l'aggressione giungesse da destra, piuttosto che dalla vostra sinistra o frontalmente o da dietro le spalle.

3) evitate di farvi distrarre da telefoni cellulari o simili. Il malvivente potrebbe approfittare proprio di quel momento.

4) mentre camminate, fate in modo di emanare minaccia. Sì avete capito bene.
Non vi sto dicendo di sfidare a sguardi la banda seduta sul muretto o il pusher all'angolo, otterreste un effetto disastroso.
Vi sto dicendo di camminare con andatura decisa ( non svelta, potrebbe sembrare che stiate cercando di lasciare la zona il prima possibile per paura, ma nemmeno impacciata ). Passo e portamento sicuro di sé e diretto senza indugio verso la direzione in cui vi state recando.
Lo sguardo deve essere dritto verso la vostra meta, sicuro di sé, alto. Se incrociate gli occhi con una potenziale minaccia non fissatelo troppo a lungo, potrebbe prendere la cosa come una sfida, ma nemmeno distoglietelo di scatto, trasmettereste timore e in quel caso il potenziale malvivente sarebbe molto sicuro di sé. Semplicemente spostatelo con indifferenza.
Anche il tono della vostra voce, se vi ritrovate a parlare per strada, deve essere deciso e fermo.
Tutto questo si chiama "difesa passiva".

Perché tutto questo? Perché l'aggressore spesso e volentieri è un vigliacco che seleziona la sua preda, cerca chi gli trasmette debolezza e su cui lui è sicuro di poter avere la meglio.
Ricordate sempre che cercare di prevenire è meglio che curare, quest'ultima dovrebbe essere la soluzione estrema qualora la nostra difesa passiva abbia fallito. In tal caso ricordate sempre la base delle tecniche di difesa personale, più che la tecnica in se la quale in strada non vi riuscirà mai, per una serie di imprevedibili fattori, pulita come in palestra, ossia: mirare con tutti i vostri attacchi alle zone vulnerabili del corpo dell'avversario ( occhi, naso, testicoli, gola ) e se siete soli mettervi in fuga e chiamare aiuto.

Arrivare a casa senza aver subito neanche un aggressione significa che vi siete difesi con successo senza muovere neanche un dito.
Comportatevi da cacciatori, non da prede.

martedì 26 febbraio 2019

STREET BOXING: boxe "pulita" da strada





Occorrente:

• Un paio di guanti da MMA
• Abbigliamento sportivo


REGOLAMENTO

Colpi consentiti:

• Diretto
• Gancio
• Montante
• Pugno a martello
• Colpi a mano aperta ( schiaffo, manrovescio con l'esterno della mano, spinte per distanziare l'avversario )
• Pugni da qualunque angolazione e direzione

Vale il metodo boxistico. Spalle ferme, busto in rotazione a ogni colpo, sollevamento del tallone del piede del pugno corrispondente per darsi la spinta, guardia con gomiti chiusi e pugni vicino al volto con mento basso.


Colpi non ammessi:

• Qualunque colpo non sia sferrato con la mano ( es. gomitate, ginocchiate, calci, testate, ma anche colpi con le dita )
• Colpi diretti ai punti vitali ( occhi, naso, gola, genitali )
• Prese
• Proiezioni
• Leve


Aree da colpire:

• Guance
• Busto
• Addome
• Arti superiori


Regole:

Un incontro ha la durata massima di 5 round da 3 minuti ciascuno. Vince chi riesce a vincere 3 round su 5.
Si perde per Ko, resa o per numero di colpi subiti.
Oltre ai contendenti vi sono due arbitri i quali uno esterno e uno interno al campo da combattimento. Quello esterno segna il numero di colpi incassati da ogni fighter, quello interno regolamenta l'andamento dell'incontro intervenendo per dividere i contendenti in caso di contravvenzione delle regole e cronometrando la durata dei round.
Se un contendente cade al suolo, l'azione va fermata finché non si rialza ed è pronto a tornare combattivo.
Se un contendente chiede una pausa durante lo svolgimento di un round, questa gli va accordata e il timer fermato per poi essere riavviato dal medesimo minuto. Dopo due pause richieste però si considera il contendente sconfitto per Ko.
Dopo ogni round si effettua una pausa standard di 5 minuti.


E FATTO OBBLIGO....

• Il RISPETTO sportivo tra i contendenti
• Interrompere l'incontro in caso di contravvenzione delle regole
• Essere in condizioni di salute adatte a poter sostenere un incontro

martedì 22 gennaio 2019

Krav MMA: la potenza alla portata di tutti





Le tecniche di MMA sono sicuramente tra le più micidiali del mondo, forti anche di una preparazione atletica dei suoi praticanti ad altissimi livelli.
Certamente il pugno di un fighter sarà dieci volte più pesante e devastante del pugno di una persona qualsiasi.

Provate tuttavia a immaginare le medesime tecniche sfruttate per bersagliare quei particolari punti del corpo detti "zone vulnerabili" tipici del Krav Maga, e proibiti nelle MMA.
Ciò che se ne ottiene è non solo una versione estremizzata del medesimo colpo, ma la possibilità di ottenere con quel colpo il medesimo risultato ( cioè un Ko ) di un fighter professionista, elargita su un piatto d'argento alla persona media.

Sicuramente l'allenamento è ESSENZIALE al fine di mantenere una buona capacità di reattività, ma mentre le classiche tecniche MMA sono accessibili a coloro che possiedono una determinata preparazione atletica e prestanza fisica, queste varianti sono invece accessibili a condizioni di allenamento standard.
Questo si chiama Krav MMA, un metodo di combattimento che per via della sua pericolosità è riservato unicamente alla sfera della difesa personale da strada.




Sviluppato dal M. Pintaldi Alessandro ( istruttore MMA circuito FIGHT1 e cintura nera 3° Dan di Krav Maga ), il Krav MMA unisce all'efficacia la semplicità e rapidità di apprendimento.

Completano l'apprendimento tecniche di Close Combat e allenamento a contatto pieno al fine di imparare a combattere anche in contesti non collaborativi e in cui si ricevono colpi a piena potenza.

Il metodo è insegnato presso l'associazione KRAV MMA EXTREME con sede a Torino. ----> CLICCARE QUI!

mercoledì 9 gennaio 2019

Krav Maga civile VS Krav Maga militare



KRAV MAGA CIVILE 

Evitare la minaccia -----> colpire le zone vulnerabili dell'avversario ( occhi, genitali ecc ) -----> mettersi in salvo.






KRAV MAGA MILITARE/POLIZIA 

Evitare la minaccia -----> colpire le zone vulnerabili dell'avversario ( occhi, genitali ecc ) -----> disarmare e immobilizzare il soggetto.

Krav Maga military training

Clicca -----> QUI <----- per visualizzare il video.

martedì 8 gennaio 2019

Femme fatale: quando vuoi rapinare la donna sbagliata



L'apparenza inganna: lo ha imparato, a sue spese, un uomo che ha tentato di rapinare una ragazza di 26 anni, senza sapere che si trattava di una lottatrice UFC, esperta di arti marziali miste, e che è stato messo letteralmente ko. Polyana Viana, atleta professionista brasiliana, era stata avvicinata con una scusa e racconta così l'episodio: «Si è seduto accanto a me e mi ha chiesto l'ora, ma poi è rimasto lì e non si è allontanato. Mi ha detto che era armato e mi ha intimato di consegnargli il telefono: era così vicino che potevo anticiparlo e impedirgli di tirare fuori la pistola».

Detto, fatto: Polyana Viana, apprezzata lottatrice soprannominata anche 'Dama di ferro', in pochi istanti ha colpito ripetutamente il ladro e lo ha messo al tappeto, bloccandolo in attesa della polizia. Le forze dell'ordine, giunte per arrestare l'uomo, lo hanno trovato decisamente malridotto e con diverse ferite.





L'episodio è avvenuto a Rio de Janeiro, mentre Polyana Viana stava aspettando una vettura di Uber per far ritorno a casa. La polizia, subito dopo l'arresto, ha scoperto che il ladro era in possesso di una pistola finta. La 26enne atleta, da quando è professionista, ha vinto già dieci incontri su 12 ed è apprezzata soprattutto per la rapidità delle sue mosse sul ring. Quella stessa prontezza le ha permesso di mettere ko il suo aggressore.


Fonte: il Messaggero











lunedì 26 novembre 2018

lunedì 19 novembre 2018

Krav Maga e sequenze da KO

Passo 1: con la mano sinistra, dita unite e rigide, mirare e sferrare rapidamente verso l'occhio destro.
La mano destra deve essere all'altezza del proprio viso per difendersi da eventuali contrattacchi, ma al contempo deve essere pronta per il passo successivo.









Passo 2: sfruttare l'inerzia del movimento del suo capo per colpire con diretto destro. Con le nocche si colpisce all'attaccatura della mandibola, mandando l'avversario in KO.

Aspetto fondamentale di questa sequenza sono i riflessi e la rapidità con cui si sfrutta l'apertura creatasi per mettere a segno il diretto.

Tecnica divulgata da: KRAV MAGA TRAINING al cui video fanno riferimento le immagini.

Impegno = risultati. E una sequenza vincente.












Immaginate di ritrovarvi faccia a faccia con un aggressore. Ricordando la vostra ultima lezione di Krav Maga, gli sferrate un calcio dritto ai genitali ma...
Ma qualcosa va storto.
Lui afferra la vostra gamba prima che il colpo possa andare a segno, la solleva, voi cadete sbattendo la testa e rischiando seriamente la vostra incolumità.
Il giorno dopo, se sarete ancora vivi, sarete sui social a sventolare la bandiera di quelli che affermano "il Krav non funziona è tutta sceneggiata" e bla bla bla.
No amico mio, non è il Krav Maga a non aver funzionato, sei tu che non lo hai applicato in modo corretto.
Tornando all'azione di cui sopra, probabilmente se prima di sferrare un attacco basso facilmente intercettabile tu avessi provveduto a far alzare la guardia al tuo aggressore, forse le cose sarebbero andate diversamente.
Il principio è esattamente quello.
Attacco alto -------> attacco basso.
In questa precisa sequenza.
L'attacco alto, diretto quindi al volto, può essere un diretto, un colpo con le dita mirato agli occhi o un colpo con il palmo della mano verso il naso.
Ma è esattamente qui che avviene la magia.
Che il colpo vada a segno o meno, avrete alzato la sua guardia e vi sarete creati un varco della durata di mezzo secondo da sfruttare per portare a segno il vostro calcio.
Un azione divisa in due step.
È questo il segreto di un buon combattente, saper come trarre in inganno l'avversario e sfruttare istanti anche molto brevi in cui egli crea delle "aperture" in cui poter colpire.
Per questo è fondamentale allenarsi, a cominciare dalla sequenza qui descritta ( attacchi alti ---> attacco basso ).
Nulla si ottiene con semplicità, i risultati più grandi dipendono dalla quantità di impegno che ci mettete.
Nel combattimento come in ogni cosa della vita.

mercoledì 31 ottobre 2018

Stile duro e stile morbido






Le arti marziali possono essere differenziate in due grandi scuole: gli stili duri e gli stili morbidi.


STILE DURO

Si fa riferimento con tale nomenclatura a tutte quelle tecniche orientate a rispondere alla forza con la forza ( calci, pugni, gomitate, ginocchiate ecc ), ossia dove l'efficacia dell'azione è dovuta all'impatto violento. Generalmente tale metodo comprende tutte le tecniche di offesa.
In questa scuola rientrano di diritto discipline come la Muay Thai, il Nippon Kenpo, il Karate, le classiche MMA e differenti stili di Kung Fu.


STILE MORBIDO

Judo, Jujitsu, Aikido, sono solo alcuni esempi di discipline che rientrano nella scuola dello stile morbido.
Le tecniche morbide sono caratterizzate da una filosofia atta a neutralizzare la durezza mediante la morbidezza, ovvero sfruttando a proprio favore l'impeto avversario al fine di eseguire tecniche di proiezione al suolo, leve articolari o mandare a vuoto attacchi.
Si sfrutta la forza dell'avversario contro lui stesso, "accompagnando" il suo attacco nella direzione a noi più congeniale.
Questo porta a un notevole risparmio di energie durante un combattimento.


STILE IBRIDO

Vi sono infine discipline le quali annoverano tra le proprie azioni tecniche appartenenti a entrambe le scuole.
Un esempio di stili ibridi possono essere la Panantukan filippina o il Silat indonesiano.
Immaginate di ricevere un attacco frontale ma di non trovarvi nella condizione adatta a un contrattacco efficace. Ricorrendo alla morbidezza potete vanificare l'assalto ricevuto e spostarvi di angolazione, per poi passare a tecniche dure una volta che siate in una posizione favorevole.
Oppure fare uso della morbidezza per eseguire una proiezione a terra, e "finire" il vostro avversario con un colpo in durezza.

venerdì 19 ottobre 2018

Posizione statica di combattimento: ecco perché può essere controproducente




Durante un aggressione che avviene per strada, o sarebbe più opportuno dire, nella fase che precede un aggressione, la vittima non è avvertita dell'imminente attacco.
Difficilmente un malvivente vi avvisa: "Hey guarda che sto per assalirti, mettiti in guardia". Anzi egli gioca proprio sull'effetto sorpresa per cogliere la vittima impreparata.
Come già detto più volte, un atteggiamento da parte vostra che emani forza e sicurezza può ridurre il rischio di aggressioni, poiché questi "predatori" sono tendenzialmente alla ricerca della vittima che gli trasmette debolezza o comunque accresce in loro la sicurezza di poter mettere a segno un fatto delittuoso con successo.
Tuttavia un attacco può ugualmente sopraggiungere, in ogni momento e senza preavviso.
Partendo dal presupposto che PRIMA di reagire la vittima deve valutare con attenzione due importanti fattori: 1) se vale la pena reagire o si rischia di compromettere ulteriormente la propria incolumità, 2) l'effettiva pericolosità della minaccia così da rispondere con una difesa che risulti proporzionata all'offesa senza rischiare di incorrere in ripercussioni di natura legale.
Al di là di quanto appena detto, e proprio in virtù di esso, risulta chiaro che tecniche vincolate a una posizione statica di combattimento possano risultare inappropriate.
Una tecnica di difesa personale efficace deve poter iniziare anche da una posizione di svantaggio in cui siamo impossibilitati o non abbiamo fatto in tempo a metterci in guardia.
Per tale ragione, il consiglio personale che suggerisco sempre è di allenarsi a lungo nell'esecuzione di reazioni da posizioni di svantaggio. La posizione di guardia certamente offre un aiuto concreto nell'affrontare un assalto, ma in altri casi rischia di essere l'anello vincolante a una impossibilità di difesa concreta.
Per strada non siete su un ring, imparate a difendervi da qualunque posizione.

sabato 29 settembre 2018

Il Krav Maga e gli sport da combattimento a confronto



Gli sport da combattimento come la Kickboxing, il Pugilato, il Karate Sportivo, le Arti Marziali Miste (MMA), ecc. sono perfetti per la loro finalità, ovvero, quella di fare sport.

Il problema principale è che la difesa personale non è uno sport!

Di regola, il tempo che i praticanti di sport da combattimento dedicano allo studio di tecniche di autodifesa reale è molto scarso, se non addirittura nullo. Queste persone sono solite investire tutto il loro tempo e le loro energie nell'allenamento di tecniche adatte a vincere incontri e a portare a casa medaglie.

Infatti, non sono pochi i campioni di sport da combattimento che se la sono vista veramente brutta durante risse e scontri reali, nell'ambito dei quali non esistono le regole alle quali sono abituati sul ring.

Ad esempio, negli sport da combattimento non è consentito colpire i punti vitali del corpo umano poiché si produrrebbero gravi incidenti. Di conseguenza, i combattenti sportivi non allenano tali tecniche.

Tuttavia, in una situazione reale nella quale la vita è in pericolo e non è possibile fuggire (come quando si rischia di ricevere una coltellata)... è necessario difendersi con le tecniche più efficaci per neutralizzare l'aggressore. Ecco quindi che i punti vitali del suo corpo diventano i primi bersagli da colpire.

Era solo un piccolo esempio, ma del tutto sufficiente per capire che, mentre gli sport da combattimento si focalizzano esclusivamente sull'incontro sportivo, il Krav Maga si focalizza sulla realtà.


Fonte: KRAV MAGA EFFICACE


AGGIUNTA PERSONALE

Tenendo in considerazione quanto sopra, è altresì vero che non puoi affermare realmente di saperti difendere se non hai mai combattuto sul serio.
Mi spiego meglio.
Come puoi affermare di saperti difendere da un pugno, se tutta l'esperienza che hai pregresso è stata con attacchi simulati? Come puoi dire di saperti difendere se non hai mai ricevuto un pugno vero? Riusciresti a incassarlo senza finire al suolo e continuando nella tua difesa? E se il tuo aggressore fosse un picchiatore esperto ( i cui attacchi risultano quindi imprevedibili )?
Da questi interrogativi emerge come anche un esperienza pratica in una disciplina a contatto pieno sia FONDAMENTALE per riuscire effettivamente a sostenere un aggressione per strada.
Si può dunque affermare che, ai fini della difesa personale vera ed efficace, sia un Krav Maga che un MMA rivestono egual importanza in fase di allenamento civile o addestramento militare.

mercoledì 19 settembre 2018

Krav Maga in pillole parte 39: istinto contro meccanica






Spesso è possibile assistere, in palestra o sul web, a tecniche di difesa da coltello coreografiche, spettacolari e micidiali visivamente, ma che nella realtà risulterebbero, anziché tecniche di difesa personale, tecniche di suicidio personale.
Partiamo col sottolineare che essendo il Krav un sistema "aperto", ogni istruttore è libero di buttarci dentro ciò che vuole.
Tuttavia in virtù di questo, voi avete la facoltà di scegliere come colpire in base al vostro istinto, alle vostre capacità e al vostro sentire di quel particolare momento di pericolo.
Non sforzatevi di apprendere una tecnica, per quanto possa apparirvi efficace, se non la sentite vostra.
Il Krav Maga è anzitutto istinto, non movimenti pre programmati e cosa più importante, un aggressore armato di coltello non resterà inerme come un manichino a subire una lunga serie di mosse e contromosse ma cercherà di portare a segno le coltellate come una furia al vostro primo accenno di reazione.
In caso di aggressione all'arma bianca il principio fondamentale che è obbligo apprendere ( sempre dopo valutazione se vale la pena reagire o meno ) è UNO solamente: bloccare il braccio armato.
È la prima azione che dovete OBBLIGATORIAMENTE svolgere.
Lui non resterà immobile, ma si dimenerà, sarà una furia. Voi dovete tenere quel braccio bloccato con tutte le forze che avete in corpo. È questa la costante.
Contestualmente all'azione di bloccaggio, colpire furiosamente le sue zone vulnerabili  ( occhi, gola, naso, genitali ) come la circostanza lo consente, senza cercare di eseguire forzatamente una tecnica complessa perché "il mio istruttore ha detto di fare così".
Sbagliato, seguite l'istinto.
Bloccare il braccio armato senza fermarsi anche in caso di ferita e contestualmente colpire. È essenziale che gli attacchi avvengano simultaneamente al bloccaggio poiché l'aggressore potrebbe essere più forte di noi e un azione prolungata di forza contro forza potrebbe rivelarsi controproducente per noi stessi.
Apprendete tutte le tecniche di Krav Maga che il vostro istruttore vi insegna, ma scartate tutto ciò che non è parte del vostro istinto di sopravvivenza ed elaborate la vostra reazione sulla base delle costanti di ogni tecnica, come la sopra menzionata azione di bloccaggio del braccio armato.

mercoledì 12 settembre 2018

SHREDDER: ossia distruzione facciale



Il "metodo Shredder" è stato ideato da Richard Dimitri ed è un insieme di grappling con le mani al volto di un aggressore al fine di creargli il maggior danno possibile e renderlo inoffensivo.
Tale tecnica può permettere di provocare danni anche permanenti. Afferrando a distanza ravvicinata il volto dell'aggressore con entrambe le mani è possibile effettuare azioni brutali di distruzione oculare, distruzione auricolare, distruzione nasale e così via.
Si afferra, si stringe, si strappa e si mutila le parti molli del volto con le mani.
Per questo lo Shredder è da utilizzarsi SOLO in casi estremi, come tentativi di omicidio o di stupro.

Krav MMA Extreme: i traguardi






Il Krav MMA Extreme è un metodo di combattimento che unisce in sé tecniche del Krav Maga e delle MMA adatte alla persona media al fine di assemblare una disciplina adatta anche a persone che non possiedono una particolare prestanza fisica ma che risulti realmente devastante.
In questa arte marziale i gradi e le cinture vengono assegnati al merito e come ultimo traguardo sono previste due cinture nere: 1° e 2° Dan.
L'ottenimento della cintura nera 1° Dan ( istruttore ) offre la possibilità di insegnare il Krav MMA e divulgarlo, la cintura nera 2° Dan ( maestro ) consente invece di rilasciare gradi e cinture.

martedì 11 settembre 2018

DIFESA PERSONALE: posizione di guardia



La posizione di guardia nella difesa personale, quando si ha l'aggressore frontale, è un fattore fondamentale.
Essa è comune a molti sistemi, primo su tutti il Krav Maga.
Mani aperte e protese in avanti, gomiti chiusi verso il busto, una gamba leggermente più avanti. Da tale posizione potete cercare in origine di calmare il vostro nemico. Laddove questo non sia possibile, potete intercettare gli attacchi che vi arrivano e procedere con una raffica combinata di colpi ( di palmo, dita, calcio ecc ) diretti alle zone vulnerabili del suo corpo ( occhi, naso, timpani, genitali ecc ). Non dovete fermarvi finché la minaccia non sarà finita al suolo, dovrete essere una furia inarrestabile perché avete davanti qualcuno che vuole FARVI DEL MALE.
Atterrato il nemico, scansionate l'area per scorgere il sopraggiungere di eventuali complici ed essere pronti ad affrontarli, e lasciate la zona di pericolo da soli o insieme alla persona che stavate proteggendo se era con voi.
Apprendere come funziona la guardia è il primo passo, la base di qualunque sistema di difesa personale.
Elemento importante è la mobilità. Non siate ancorati al suolo con i piedi ma abbiate la flessibilità di sapervi spostare rapidamente per deviare attacchi o non finire al suolo se lui vi spinge. 

domenica 9 settembre 2018

Kenpo Karasu: un arte in evoluzione





Il Kenpo Karasu è nato inizialmente come semplice tecnica multiuso di difesa personale, assimilabile anche tramite videocorso o manuale ebook.
Per necessità col tempo, e in virtù dei riconoscimenti ottenuti dalla federazione Krav MMA Extreme e dal canale COMBATFIGHTS, si è evoluta con nuove tipologie di attacco e tecniche. Attualmente è un arte marziale ( inteso nel suo significato etimologico di arte bellica e non di sport ) a tutti gli effetti.
Chiunque può apprendere questo brutale ed efficace quanto semplice metodo di difesa personale cliccando QUI.