venerdì 18 ottobre 2019

Krav Maga: rapidità e decisione




VALUTAZIONE, VELOCITÀ, ESECUZIONE, FUGA


Il successo in un azione di difesa personale ancora la sua radice nella rapidità, nella brutalità e nella messa in sicurezza propria o altrui, che può voler dire fuggire dopo aver invalidato l'aggressore nel primo caso, o restare tangente a lui nel secondo caso fino a che la persona che dobbiamo proteggere non avrà lasciato la zona di pericolo, così da lasciare l'area a nostra volta al fine di evitare il sopraggiungere di complici o altro.
L'importante è la rapidità di azione e la decisione. Dovete esplodere sull'aggressore in due secondi, come un fulmine. Una reazione che egli non si aspetta e lo coglie impreparato.
Dovete essere inarrestabili per creare la via della fuga a voi o ai vostri cari, senza badare troppo alla corretta esecuzione delle tecniche o degli attacchi poiché in una situazione di aggressione REALE, dove vi sono in gioco fattori ambientali ed  emotivi non presenti con un partner di allenamento collaborativo, le azioni non vi verranno MAI pulite come in palestra.
Chi se ne frega della pulizia della tecnica, dovete sopravvivere e soprattutto NON dovete fermarvi al primo colpo andato a vuoto.
L'importante è rammentare i principi base (zone vulnerabili da colpire, rapidità, fuga). Dovete abbattervi sull'aggressore come una pioggia inarrestabile di attacchi.
Se decidete di reagire avrete due secondi per esplodere come una furia, colpire anche in maniera confusionaria e grezza e mettervi in salvo il prima possibile.
Nessuna esitazione, nessun decimo di secondo sprecato a vuoto soprattutto se l'aggressore ha un arma che intende usare per nuocervi fatalmente.
Resta valido il principio di valutazione del contesto e della minaccia e scegliere se è opportuna una reazione o meno, poiché reagire è SEMPRE rischioso (prima dell'istinto e dell'orgoglio controproducente usate la testa). Ma se vengono per uccidervi, allora tanto vale reagire e tentare di sopravvivere anziché restare inermi a farsi accoltellare perché "tanto lui è armato e non ho possibilità". NO! È vero, le possibilità se è armato sono di 1 su 100, ma se mi vuole uccidere lotto come una bestia per cercare di guadagnarmi quell'unica possibilità di riabbracciare i miei cari, senza se e senza ma.
Nei video di difesa personale su internet vedete tecniche eseguite in staticità e lentezza a fine didattico, ma la realtà è ben diversa. In strada si hanno 1/2 secondi di tempo, sprecare un solo decimo perché si vuole eseguire la tecnica in modo pulito, o perché un colpo finisce a vuoto e si resta imbambolati, può essere fatale.
Eseguite le vostre azioni come meglio la situazione ve lo consente e se un colpo va a vuoto NON fermatevi. Non è un incontro di MMA, la minima perdita di tempo può segnare la vostra fine.
Quanto sopra vale per i tentativi di omicidio, di stupro, di linciaggio, non certo per un furto di portafogli o cellulare, poiché la vita è cosa ben più importante di un pezzo di plastica o qualche foglio di carta. Il cellulare può essere ricomprato, il denaro riottenuto lavorando, ma per fare questo dovete essere vivi. È un po difficile andare al lavoro il giorno dopo del proprio funerale.

martedì 15 ottobre 2019

Principio base del Kenpo







Come già detto in passato in altri articoli, in 2000 anni di storia della disciplina sono nati innumerevoli stili di Kenpo.
Tuttavia, ad eccezione di quelli prettamente sportivi, l'essenza del Kenpo risiede nelle tecniche di braccia.
Esso è basato sull'utilizzo delle mani come armi (da qui il significato della parola 'Kenpo').
I calci sono presenti ma quasi esclusivamente come metodo per colpire le articolazioni inferiori dell'avversario e destabilizzarlo. I calci bassi vengono dunque adoperati come elemento di disturbo al fine di aprirsi la via per una tecnica di braccia.
Il Kenpo è quindi principalmente l'arte da combattimento delle articolazioni superiori. Questo perché la facoltà di sferrare calci alti tende a perdersi con l'avanzare dell'età, e una delle filosofie portanti del Kenpo è che tale disciplina non deve avere età.

Falso mito sul Krav Maga







Mito da sfatare: "lo scopo del Krav Maga è la neutralizzazione dell'avversario nel più breve tempo possibile".

No.
Lo scopo del Krav Maga è il mettersi in sicurezza nel più breve tempo possibile.
Quanto sopra può andare bene in ambiente militare o in scenari ad alto rischio, ma in ambito civile equivale a un suicidio, già solo per la possibilità che possano intromettersi terze e quarte persone a favore di colui che stiamo tentando di mettere Ko. 
Se volete praticare il Krav Maga militare fate il militare, perché per strada il Krav Maga è anzitutto DIFESA PERSONALE, basata su principi militareschi come il restare sempre vigili o il concludere lo scontro nel più breve tempo possibile, ma applicati alla difesa personale, ossia dare priorità alla propria salvaguardia e messa in sicurezza.

In caso di aggressione, in special modo se armata, ciò che dobbiamo fare è uscire dalla situazione di pericolo. Laddove sia richiesto di colpire, puntare sempre alle zone vulnerabili del corpo, ossia a quelle aree che mi garantiscono di invalidare l'aggressore (anche qualora fosse più forte e prestante di me e io fossi una ragazzina di 50 kg) per il tempo necessario a lasciare la zona.
Non una lunga serie di mosse e contromosse, ma 1/2 colpi, e poi fuggire.
Abbiamo un secondo per colpire e ancor meno tempo per sfruttare l'attimo venutosi a creare per metterci in salvo.
Restare sul posto a fare lo street fighter di quartiere ci costerà caro nel momento in cui l'aggressore estrarrà un arma, o se dovesse riprendersi prima del tempo o sopraggiungessero dei complici.
Ricordate la sequenza sottostante, non dovete vincere un match di MMA, dovete salvare la vostra vita.


Fase 1: Evitare la minaccia ma tenersi pronti ----> Fase 2: (la minaccia non è stata evitata), colpire rapidamente ----> Fase 3: lasciare di corsa la zona di pericolo e appena al sicuro sporgere denuncia.

Nel qual caso siate in compagnia di una persona che volete proteggere, sarete costretti a restare tangenti all'aggressore finché la persona in questione (vostro figlio, la vostra compagna ecc) non ha lasciato l'area di pericolo.
È importante spiegare ai nostri cari come in un contesto simile essi devono mettersi in salvo e NON restare sul posto. È comprendibile il loro desiderio di aiutarvi, ma più essi restano sul posto e più voi sarete vincolati all'aggressore proprio per permettere a loro la fuga.
Prima traggono in salvo loro stessi e prima potrete mettervi in sicurezza a vostra volta.

domenica 13 ottobre 2019

HANDSHAKE: il calcio frontale






"No groin, no Krav Maga" recita il detto. Ovviamente la disciplina non è basata unicamente su un colpo, vi sono una serie di principi base da tenere a mente durante la costruzione e l'esecuzione di una tecnica. Tuttavia tale motto esprime abbastanza bene ciò che rende il Krav Maga un metodo di difesa personale tanto efficace e il perché non possa trovare sbocchi sportivi, ossia la mancanza di regole, peculiarità necessaria se si vuole realmente contrastare un aggressione in strada.
Chiamato anche "Handshake", il calcio frontale indirizzato all'area genitale è un metodo efficace per neutralizzare anche un soggetto più prestante e forte di noi, nonché un metodo abbastanza valido anche nel caso dovessimo tenere a distanza un aggressore armato di coltello, invalidandolo quanto basta per guadagnarsi il tempo necessario a mettersi in salvo e fuggire.
Esso è sferrato solitamente con la gamba che in posizione di combattimento rimane più arretrata, ruotando il bacino e puntando sulla velocità e sull'effetto sorpresa.
Importante è non far comprendere all'avversario le nostre intenzioni poiché, proprio a causa del suo raggio d'azione, il colpo potrebbe essere intercettato. In questo caso è preferibile eseguirlo dopo una serie di attacchi alti, diretti o colpi con le dita indirizzati agli occhi, i quali anche qualora non dovessero andare a segno assolvono comunque allo scopo di far alzare la guardia al nostro avversario, così da crearci lo spazio per mettere a segno l'Handshake.
Nel caso di un aggressione di gruppo questo attacco può da subito inabilitare uno degli aggressori, fermo restando che dovrete poi sfruttare un altro repertorio per contrastare gli altri ed uscire dalla situazione di pericolo poiché si tratta di un colpo il quale, anche in una situazione di 1 contro 1, non va usato due volte (si torna al discorso d'apertura circa il fatto che il Krav Maga non è focalizzato su un unica tecnica).


ALLENAMENTO NELLA TECNICA

Il calcio frontale all'area genitale è uno di quegli attacchi che necessita di un costante esercizio al fine di non perdere in rapidità di esecuzione e precisione.
Per prima cosa occorre mettersi in posizione di combattimento, con i palmi delle mani rivolti verso l'aggressore immaginario e una gamba leggermente più arretrata.
Successivamente si sceglie un punto preciso davanti ai nostri occhi, che sarà il nostro bersaglio. Può essere la maniglia di una porta che dista tre metri da noi, un disegno sulla parete alla medesima distanza, una macchia, qualunque cosa. Non dobbiamo colpire realmente il bersaglio, ragion per cui ci terremo ad una distanza da esso di circa tre metri, dobbiamo solo esercitarci a indirizzare i colpi in un punto preciso e ad una determinata altezza. Il "bersaglio" serve solo da punto di riferimento.
Questo è un esercizio a cui chiunque può dedicarsi in casa propria anche da soli.
In alternativa qualora si abbia la possibilità di seguire un corso in palestra, con attrezzatura idonea e un allenatore munito di colpitore apposito, è ovviamente meglio.
L'allenamento costante nell'Handshake vi permetterà di mantenervi in esercizio e farà si che siate sempre pronti ad eseguire questo semplice ma efficace attacco qualora dovesse rivelarsi necessario, senza che siate arrugginiti nei movimenti.


NOTA

In alcune scuole il calcio frontale non è sferrato con la gamba arretrata, ma con quella avanzata, specialmente qualora la distanza dal bersaglio sia ridotta.

venerdì 11 ottobre 2019

Krav Maga: difendersi come un soldato





Krav = combattimento
Maga = contatto

Il KRAV MAGA fu creato da IMI LICHTENFELD, ungherese di Budapest, alla fine degli anni ’40 come necessità di difesa per le truppe israeliane.
Ebbe la sua ufficializzazione nel 1948 con l’indipendenza di Israele ed in seguito si diffuse in America presso l’F.B.I..


Principio fondamentale del KRAV MAGA è la semplicità. Lo scopo infatti è quello di addestrare un operatore in breve tempo, con tecniche semplici, bersagli facili e spostamenti naturali che permetteranno al praticante di essere sempre pronto e soprattutto efficace. Inoltre la ripetitività delle tecniche eseguite permette di applicare il KRAV MAGA anche in condizioni di stress.


È stato provato scientificamente che un adeguato e costante addestramento consente all’operatore di agire in piena lucidità e con l’esatta consapevolezza delle proprie azioni.
Pur esistendo diverse metodologie di KRAV MAGA, createsi nel corso degli anni per le più svariate esigenze, è stato provato in tutto il mondo che l’addestramento con il metodo: - ISRAELI SYSTEM OF MILITARY SELF DEFENCE KRAV MAGA – è il più efficace.


La sua validità è confermata dal fatto che viene utilizzato dalle forze difensive israeliane, dalla polizia nazionale e militare, come da unità di sicurezza che intervengono in operazioni speciali.

Caratteristiche principali sono:

1) efficacia: gli operatori raggiungono un buon grado di preparazione in un periodo relativamente breve;


2) mantenimento della pratica: il sistema si basa su principi comuni e movimenti istintivi che consentono agli operatori di mantenere il livello di preparazione raggiunto con ripetizioni minime;


3) particolarità delle tecniche: la peculiarità del sistema è data dall’estrema efficacia che deriva da tecniche, come detto, di semplice apprendimento. Semplicità ed efficacia costituiscono quindi l’estrema sintesi del sistema proposto che consente nella realtà operativa un’ efficace azione di contrasto ad una variegata gamma di situazioni non sempre prevedibili, provenienti da individui anche armati;


4) performance in condizioni di stress: il sistema trae spunto dall’esperienza e da situazioni reali e quindi i suoi metodi di addestramento sono diretti a migliorare in primo luogo le reazioni emotive e psicologiche a differenti pericoli sviluppando nell’operatore la capacità dell’immediata percezione del pericolo, della sua esatta valutazione nonché della giusta reazione ad esso ottenendo così un risultato finale soddisfacente.


Il sistema è stato sviluppato dagli esperti delle forze di difesa israeliane.
Si è capito già dai primi anni che l’allenamento della difesa personale doveva essere parte integrante del curriculum di allenamento in tutte le forze di sicurezza.
KRAV MAGA è un semplice termine ebreo per “ combattimento con contatto”.


La ragione è principalmente pratica, ma anche il controllo e lo sviluppo dell’aggressività trovano qui motivazioni, beneficio e potenziamento.
Il sistema è una collezione di specifici, sistematici principi,di comportamento mentale e fisico in condizioni di stress e violenza fisica.


Tutte le azioni, sono state espressamente designate per rispondere alle speciali necessità delle forze di sicurezza, normali cittadini con limitati periodi di tempo per imparare ed esercitare la difesa personale.
Tutte le speciali tecniche del sistema sono costruite e sviluppate sulla solida base della ricerca e dello studio delle naturali, intuitive reazioni umane ad azioni fisiche di violenza.


Il KRAV MAGA non è un’arte marziale. È un sistema di principi di auto difesa semplificati, che dà al praticante i migliori strumenti: utilizzare se stesso come la più pratica delle armi, tenendo sempre a mente che basta poco tempo per raggiungere il minimo indispensabile per sentirsi sicuri.
Questo è il motivo per cui il KRAV MAGA non può essere considerato come un’arte marziale.
Le arti marziali necessitano di una vita di esercizio ed allenamento ed il risultato è differente e non uguale ai limitati obiettivi del KRAV MAGA.





Articolo estratto dal sito FUJICLUB

giovedì 10 ottobre 2019

Le 7 caratteristiche universali del Krav Maga









1. Efficace.

Qualsiasi tecnica deve funzionare in un contesto non collaborativo e sotto stress.

L’ideale assoluto è che sia efficiente, ovvero coniughi anche la massima resa con il minimo sforzo.
Ma l’ideale assoluto è qualcosa a cui si deve tendere senza ostacolarsi nella ricerca di ciò che funziona.

Anche perchè simulare esattamente una situazione reale è impossibile.

Per questo occorre muoversi con protocolli di allenamento logici e sensati che garantiscano un margine ragionevole di successo. Altrimenti che lo fai a fare?


2. Per tutti.

Qualsiasi tecnica deve potere essere appresa da un numero ragionevolmente alto di persone standard. Quando parliamo di Krav Maga, parliamo per il 90% (e mi tengo basso) di difesa personale per civili. Occhio a non giocare a fare i Rambo da palestra 3 volte a settimana.
Se per attuare una tecnica di base hai bisogno di avere determinate capacità fisiche o essere in piena forma ti stanno vendendo qualcosa che non è Krav Maga.
Oh, se poi ti piace, compralo eh! Io non giudico.


3. Veloce.

Adelante con prudencia.
Il Krav Maga deve poter essere appreso in un arco di tempo ragionevolmente breve.
Parliamo, ovviamente, del corpus di tecniche che servono per poter affrontare una situazione probabile di aggressione , non per combattere i terroristi dell’ISIS a mani nude.


4. Affidabile.

Collegato ai punti precedenti.
Ogni tecnica deve essere applicabile ed offrire risultati validi anche se non padroneggiata a pieno.
Padroneggiare alla perfezione i movimenti del proprio corpo, in particolare sotto stress, è qualcosa che richiede tempo e grande dedizione. Se l’obiettivo è qualcosa di pratico e funzionale in tempi ragionevoli la scelta delle tecniche deve ricadere su qualcosa di più semplice anche se non il meglio in termini assoluti.

Magari un fuoristrada Land Rover è meglio, ma una Panda 4×4 sa il fatto suo e costa molto meno sotto tanti aspetti.


5. Versatile.

La realtà è mutevole.
Inoltre, maggiore è il livello di stress, maggiore è la difficoltà nel prevedere l’evolversi di una situazione. Per questo le tecniche di Krav Maga devono poter coprire di per se stesse o negli schemi motori che attivano, un’ampio ventaglio di applicabilità.
Una cassetta degli attrezzi essenziale e di alta qualità vince su una cassetta degli attrezzi in cui c’è tutto ma passi il tempo a cercare e a cambiare strumento ogni volta.


6. Sicura.

Non mi sto ripetendo.
Per sicura intendo che, nella pratica dell’allenamento, non porti l’allievo a morte precoce.
Morte precoce intesa come infortunio che poi conduce alla lenta china dell’abbandono.
Tranquillo, avvicinati e continua a leggere, non hai nulla da temere.

Alcune tecniche, meravigliosamente efficaci e maledettamente semplici sono, troppo efficaci e troppo semplici per una classe di persone standard.
Ancora una volta, non stiamo addestrando corpi speciali ma persone normalissime che vogliono semplicemente aumentare il loro livello di sicurezza.
Ecco, cerchiamo di aumentarlo, magari.


7. Indipendente.

Una tecnica valida, dopo un sufficiente livello di pratica, non deve richiedere più l’ausilio di un istruttore per poter essere allenata.
A dirla tutta richiede anche pochissima “manutenzione ordinaria”. Difendersi è uno skill come guidare, nuotare, andare in bicicletta o giocare a scacchi.
Puoi arrugginirti se non li pratichi, ma mai perderli del tutto. 


Articolo estratto dal sito dell'ottima federazione KRAV MAGA GLOBAL ITALIA

martedì 8 ottobre 2019

COMBAT 56 e KRAV MAGA







L'obiettivo generale del sistema COMBAT 56 è la semplicità e l'efficienza. È basato su un ridotto numero di azioni che consentono un rapido processo di insegnamento.

Impugnature e semplici strette con le mani o le dita che operano sui bulbi oculari, sulla carotide, sulla trachea o sui testicoli consentono a tutti di uscire da una situazione di pericolo.

L'eccellenza del sistema si basa sull'abituale padronanza di 2 o 3 tecniche, che garantisce l'efficacia in varie varianti dell'attacco dell'avversario. Il sistema non comprende al suo interno proiezioni, atteggiamenti complicati o evoluzioni spettacolari.
In caso di aggressione occorre sapere come uscire dalla situazione nel modo più rapido ed efficace possibile.

Tra le tecniche le più efficaci sono senza dubbio la stretta portata con la mano ai testicoli dell'aggressore, che consente stringendo con forza di porre fine a qualunque azione egli stesse portando contro di noi, l'affondo delle dita nei bulbi oculari, generalmente i pollici tenendo saldamente il suo volto tra le mani, e la stretta alla carotide o al setto nasale effettuata con le dita.

Imparare a eseguire tali grip in diverse circostanze di pericolo consente a chiunque di riuscire a disimpegnarsi dall'avversario e mettersi in salvo o, nel caso degli operatori della sicurezza, riuscire a immobilizzare un soggetto.
Un metodo di difesa personale quindi molto semplice e che non necessita di lunghi corsi o sessioni di allenamento estenuanti, sebbene svolgere un attività fisica sia senza dubbio di grande vantaggio da un punto di vista della preparazione atletica, della reattività e prontezza di riflessi.
Soprattutto, un metodo REALMENTE adatto a tutti, adottato anche dai reparti militari polacchi.


ASSIMILAZIONE CON IL KRAV MAGA


Mentre il Krav Maga è basato sul 'colpire' determinate aree del corpo, il COMBAT 56 si basa invece sulle strette ad esse.
Tuttavia in virtù della sua natura di sistema aperto, tali metodologie di reazione possono essere assimilate perfettamente dal Krav esattamente come già avviene con tecniche provenienti da altre discipline, al fine di ottenerne un incremento in numero di tecniche e reazioni possibili.

《 Ciò che è vecchio ed inutile può uscire dal sistema, ciò che è buono può entrarvi 》 - Imi Lichtenfeld (fondatore del Krav Maga)


martedì 17 settembre 2019

I detrattori del Krav Maga




Vi è una tendenza recente da parte degli istruttori di diverse discipline SPORTIVE nello sminuire l'efficacia e l'affidabilità delle tecniche e delle metodologie di difesa personale del Krav Maga. Ciò è triste non tanto per l'immagine che di tale disciplina ne deriva, quanto per questi istruttori che invece di dedicarsi con passione nel trasmettere la loro arte si accaniscono con tanta veemenza contro un sistema che non ha NULLA a che vedere con gli sport, uscendone veramente miseri a livello di immagine pubblica. Perché lo sappiamo, è inutile fingere di ignorare il fatto che tanto accanimento non è che un puerile tentativo di convincere la gente che non è nel settore che la loro disciplina è migliore di altre, e dunque tentare di fare iscritti ai loro corsi (e incassi). Spesso tali istruttori non si limitano ad attaccare il Krav, ma rivolgono la loro insofferenza verso molte altre discipline. Insomma per loro l'unico metodo valido è appunto, guarda caso, quello che loro stessi insegnano.
Anzitutto la premessa da cui ognuno dovrebbe partire al fine di fare una valutazione obiettiva è comprendere che il Krav Maga NON è uno sport.

È certamente indubbio che un pugile o un fighter di MMA sappia anche difendersi, poiché allenato nel combattimento a contatto pieno. Ma queste arti NON insegnano ad esempio, nel loro bagaglio, a sostenere situazioni di aggressioni armate. Perché parliamoci chiaro, se vengo assalito da un malvivente armato è normale che cerco di evitare lo scontro e preservare me stesso, ma se l'intento di questi è nuocermi, QUALCOSA DEVO PUR FARE per restare vivo, o mi lascio accoltellare restando inerme come un pupazzo?
Perché probabilmente è proprio questo che tali istruttori vogliono (e sperano), altrimenti non si spiega.
Il metodo Krav Maga è insegnato alla Israel Defence Force, a reparti speciali di ogni parte del mondo e agli operatori della sicurezza.
Secondo il vostro ragionamento, verrebbe mai insegnato a un soldato che parte per il fronte un metodo di difesa inefficace nei principi?

Altro dato di fatto indubbio è che vi siano alcuni sedicenti istruttori che, in virtù della natura aperta del sistema in questione, lo hanno trasformato in una pagliacciata per fare due soldi in più sfruttandone il noto nome. Ma questo è un discorso (e una piaga) che meriterebbe un articolo a parte.
Coloro che insegnano Krav Maga seriamente lo fanno curandone anche e soprattutto l'aspetto psicologico. I civili non sono soldati e addestrarli come tali non avrebbe alcun senso.
Il fine stesso del Krav cambia a seconda del settore civile o militare. Se in quest'ultimo l'obbiettivo è la neutralizzazione del nemico, nel primo caso è invece l'adottare tale metodo al fine di crearsi la via di fuga e sopravvivere a un aggressione in strada.
Quello che questi istruttori arraffa iscritti si dimenticano di dire il più delle volte è che a un allievo non viene insegnata una tecnica di difesa (ad esempio da coltello) e poi viene buttato per le strade con la convinzione di essere Rambo.
Bensì gli viene insegnata la tecnica e gli viene fatta ripetere per mesi, anni, in diversi contesti (anche al di fuori della palestra come in auto, in un parcheggio, in un ambiente stretto e chiuso ecc...) finché tale tecnica diventa parte integrante del suo istinto di sopravvivenza.
La stessa condizione psicologica di allerta tipica dei militari si sviluppa nell'allievo, dopo ANNI di pratica, in scala differente ma utile a far sì che egli si mantenga sempre vigile. Perché è inutile prendersi in giro, se un malvivente vuole aggredire qualcuno non lo avvisa con mezz'ora di anticipo così che egli si possa preparare ma lo farà in modo improvviso e quando meno il malcapitato se l'aspetta.
Ribadisco il concetto: il Krav Maga NON è uno sport, ma sopravvivenza a un aggressione per strada. È il settore del Krav di cui boxe, MMA, lotta libera e qualunque altra disciplina NON si occupa ne lo farà mai, perché mai capiterà che un contendente salga sul ring con un coltello o un bastone. Mai capiterà che un fighter tenterà di eliminare fisicamente un altro fighter.
Sul ring si combatte per un trofeo, non per la vita, e vi sono regole ben precise che in strada non esistono.
Dunque a tali istruttori vorrei porgere un invito. Smettete di sprecare le vostre energie al fine di demolire qualcosa che non ha nulla a che vedere con una qualunque competizione sportiva, non ne uscite bene in immagine agli occhi di una persona attenta. Piuttosto sfruttate tali energie, tale ardore, per promuovere, diffondere e valorizzare le vostre bellissime arti, perché sono bellissime. Alcune discipline, e ne ho praticate io stesso alcune, possiedono storie affascinanti, alcune volte direi persino mistiche, che il Krav Maga non potrà mai eguagliare, e insegnano una scala di valori che se venissero trasmessi nelle scuole fin dalla più tenera età, la società sarebbe realmente migliore a livello umano e probabilmente del Krav Maga nemmeno vi sarebbe necessità.

E NESSUNO mette in dubbio che ci si possa difendere anche con le vostre tecniche, tuttavia esse sono sport, fate lo sport, non sconfinate in un settore tanto crudo da annullare i valori e i principi morali a cui mi riferisco. Non fate che cose come fratellanza, autocontrollo, rispetto per l'amico tanto quanto per il nemico, dovere, onestà, scompaiano divorate da una società sempre più violenta e priva di valori, ma DIVULGATE tutto questo. Diffondete la vostra arte nelle vostre strutture, all'aperto sotto lo sguardo di astanti affascinati, nelle scuole.
Il mondo è abbastanza grande per marzialisti, sportivi e kravers, ognuno deve occuparsi del proprio campo di competenza.

Il rispetto per le discipline altrui è un aspetto essenziale delle vostre stesse arti, usatelo.



sabato 24 agosto 2019

Stop violenza sulle donne





Ragazze vittime di stupro, donne vittime di violenza. Non restare ferma a subire, REAGISCI, non preoccuparti di fare troppo male al tuo aggressore, perché lui te ne farà di più.

mercoledì 21 agosto 2019

Krav Maga: colpire con il palmo


Imi Lichtenfeld, fondatore del Krav Maga





Anche nel Krav Maga il pugno, per poter essere efficace e non creare danno a chi lo sferra, necessita di una preparazione atletica considerevole nei principi della boxe e deve la sua esplosività a questo e alla forza fisica del praticante.
Senza considerare un fattore come la temperatura ambientale (in inverno sferrare un pugno al volto può essere dannoso anche per chi lo esegue).
Esiste tuttavia, come in ogni tecnica di Krav Maga, una variante del suddetto attacco che è il colpo di palmo.
Esso non richiede un particolare divario di forza fisica tra chi lo sferra e chi lo riceve per poter risultare efficace, inoltre anche in caso di bassa temperatura ambientale o scarsa preparazione atletica il rischio di farsi male nell'eseguirlo è molto basso.
Colpire col palmo della mano l'aggressore al mento provocando shock alla cervicale, al naso rompendo il setto nasale o in qualunque altro punto del volto può metterlo fuori gioco in alcuni casi o creare in altri lo spazio di tempo necessario al fine di sferrare un ulteriore attacco (come un calcio ai genitali).
Far esplodere sul volto di un aggressore uno o più attacchi con il palmo della mano, da qualunque angolazione, è utile anche qualora si voglia mettere distanza tra noi e lui.
Gli attacchi di palmo sono relativamente semplici, efficaci e adatti a chiunque indipendentemente dal sesso, dalla forma fisica e dalla preparazione atletica.
Se a esso vi sono abbinate le dinamiche boxistiche risulta essere un metodo di combattimento particolarmente destabilizzante per un aggressore.
In estremo oriente gli attacchi di palmo vengono anche usati in discipline tradizionali come il Baguazhang (incentrato tecnicamente proprio sull'utilizzo dei palmi delle mani), abbinati a un azione di spinta e a un movimento di gambe che impone di non restare mai immobili nello stesso posto e nel medesimo quadrante, per deviare o allontanare un avversario senza creargli eccessivo danno qualora anziché al volto essi siano indirizzati al tronco, al torace o in qualunque altra area del busto.

lunedì 12 agosto 2019

Il vero obbiettivo del Krav Maga






Vi sono situazioni e situazioni in base alle quali un azione di difesa personale varia nell'obbiettivo ultimo.
In una situazione in cui devo difendere la mia famiglia, combatto fino all'ultimo fino a quando i miei cari non sono al sicuro.
In un contesto lavorativo in cui sono un operatore della sicurezza, l'obbiettivo sarà la neutralizzazione e il bloccaggio del malvivente.
Ma in uno scenario comune di difesa in strada, in cui siamo soli e veniamo aggrediti, l'obbiettivo sarà solo e sempre UNO SOLAMENTE: uscire dalla situazione di pericolo (ricorrendo a ogni tipo di attacco ai punti sensibili del corpo dell'aggressore) e prendere la via della fuga.
Nessun combattimento prolungato, non siamo su un ring e la situazione può volgere a nostro sfavore in qualunque momento per una moltitudine di fattori.
In gioco c'è la vita.
Ricordare sempre quale DEVE essere il vostro fine ultimo: uscire con ogni mezzo dalla situazione pericolosa (anche usando oggetti di fortuna) e FUGGIRE.
SEMPRE.

lunedì 29 luglio 2019

Disarmo: quando eseguirlo?






Una delle peculiarità principali del Krav Maga è rappresentata dalle tecniche di disarmo. Ma quando è necessario metterle in atto e quando invece è consigliabile non correre inutili rischi?

La risposta a tale domanda passa attraverso la risposta a un altro interrogativo fondamentale: cosa c'è in gioco?
Conoscere una tecnica NON garantisce la riuscita della stessa in un contesto reale, questo per diversi fattori:

1) la situazione emotiva del momento. È chiaro che ricevere una reale minaccia armata non è come simulare la stessa in palestra con un istruttore e in sicurezza.
Adrenalina, paura e agitazione prendono il sopravvento, inficiando talvolta la buona riuscita di una tecnica.

2) l'aggressore non collabora. Esattamente come per il primo punto sopra, a differenza delle simulazioni in palestra non ci troveremo davanti un nemico collaborativo. Al contrario, egli non resterà immobile a subire la tecnica come il nostro partner di allenamento, ma diventerà una belva e reagirà a sua volta con tutte le sue forze per resistere ai vostri attacchi.

3) in ultimo è da sottolineare che ogni situazione è differente da un altra, pur assomigliandosi. Sarò più chiaro.
Possiamo essere riusciti a disarmare un aggressore armato di pistola una volta, ma prenderci una pallottola qualora la cosa si ripetesse nuovamente in futuro. Magari la dinamica era la medesima, ad esempio minaccia frontale ravvicinata, ma è diverso l'ambiente e soprattutto è diverso l'aggressore, il quale reagirà diversamente dal "collega" che vi ha minacciato in precedenza e su cui siete riusciti ad avere la meglio.

Queste sono soltanto alcuni degli aspetti che possono, come non possono, minare la riuscita di un azione.

Detto ciò, è sempre consigliabile valutare quale sia la posta in gioco.
Rischiereste la vita per un portafoglio con 20 euro dentro? Io, personalmente, nemmeno per 200.
Ma se a essere in gioco è la vostra vita, o quella di un vostro famigliare, o vi ritrovate un intruso armato in casa e siete impossibilitati a chiamare le autorità ( vi sono innumerevoli episodi di rapine in abitazioni i cui inquilini sono stati mutilati o pestati a sangue ), o ancora siete una ragazza che sta per subire uno stupro ( anche se in questo ultimo caso vi sono stati episodi di magistrati BESTIE che hanno condannato le stesse vittime di violenza sessuale, ma è questo un discorso da affrontare in altra sede ), allora rischiate il tutto per tutto, in special modo se si tratta di una situazione di sopravvivenza o di morte.
Una volta che scegliete di reagire però, non avete più margine di ripensamento e dovete portare a termine la vostra azione con decisione e voglia di uscire vivi da quella drammatica situazione.
Valutate sempre cosa avete da perdere, se vale la pena rischiare il tutto per tutto e se un precedente tentativo di assecondare il malintenzionato al fine di  ridurre i danni è fallito o meno.

Reagire non sempre è la cosa migliore se volete sopravvivere, ma in alcune circostanze può essere necessario.
Usate la testa, non l'istinto!

domenica 28 luglio 2019

Krav Maga: il pugno al volto







Premesso che per poter sferrare un pugno nel modo corretto, evitando quindi di rompersi le dita o il polso e riuscendo a scaricare sul bersaglio una potenza esplosiva che non va a perdersi durante la traiettoria, è ESSENZIALE conoscere i principi della Boxe ed essere allenati in essi ( posizione, movimenti dei piedi, rotazione del bacino ecc...). Ciò vale anche e soprattutto per il Krav Maga.







Detto questo, un diretto sferrato correttamente alla base della mascella può provocare la rottura di questa, o anche solamente stordire l'aggressore quanto basta per crearsi la via di fuga e lasciare la zona di pericolo.
Un pugno sotto al mento invece, sferrato dal basso verso l'alto ( il classico montante ) può essere ancor più pericoloso e provocare contusione della massa cerebrale, shock, perdita dei sensi o in talune circostanze essere letale.
Da evitare invece, nonostante molte scuole lo consiglino, il diretto ai denti poiché potrebbe essere dannoso per la nostra stessa mano.
Altro tipo di pugno, poco diffuso ma egualmente pericoloso, consiste nel cosiddetto "pugno a martello" sferrato al naso, frontalmente o lateralmente, anche se tale punto vulnerabile è consigliabile colpirlo con un attacco sferrato con il palmo della mano.

martedì 23 luglio 2019

L'importanza delle "zone vulnerabili" in una situazione di sopravvivenza







In una situazione di pericolo estremo, in cui è a rischio la vostra vita come quella di un vostro famigliare, o siete una ragazza che sta resistendo a un tentativo di stupro, conoscere le zone vulnerabili del corpo umano può fare la differenza e permettervi di neutralizzare la minaccia nel minor tempo possibile, anche qualora fosse un individuo più prestante e forte di voi.
Colpire senza pietà alcuna ( perché se siete una ragazzina che sta per essere violentata o un padre che deve proteggere il figlio la pietà è controproducente ) ogni zona vulnerabile che riuscite a raggiungere con i vostri attacchi, dagli occhi al naso alla gola fino ai testicoli.
Nessun freno, nessun ripensamento una volta che si è iniziato con l'azione. Il vostro aggressore può essere il doppio di voi ed essere campione del mondo di MMA, è assolutamente indifferente se riuscite a mettere a segno un colpo ben piazzato ai testicoli, o una combinazione occhi/genitali, senza dover necessariamente cercare di rammentare tecniche complesse ed elaborate. In una situazione come quelle sopra descritte non avete il tempo di pensare, colpite come vi riesce ma colpite forte e senza premura nei confronti di quel mostro che sta tentando di violarvi o uccidervi.
Questa è una situazione di sopravvivenza,  e di DIGNITÀ nel caso di uno stupro, pertanto non me ne frega niente se gli procuro dei danni che possono risultare permanenti o finisco a mia volta in un aula di tribunale.
In casi estremi è sempre preferibile un brutto processo, anziché un bel funerale.
Non fermate la vostra azione finché non siete assolutamente certi di esservi creati la via di fuga, tentennare può essere fatale.
Guardatevi inoltre intorno e usate a vostro vantaggio qualunque cosa vi capiti a tiro, si tratti di un bastone, un ombrello, una bottiglia, un sasso o lo stesso ambiente circostante.
Non sentitevi MAI in colpa per aver lottato per la vostra vita, nemmeno se dopo dovesse essere la legge stessa a tentare di addossarvi colpe che non avete. La vostra unica colpa è stata il voler riabbracciare i vostri cari, non dimenticatelo mai.

lunedì 22 luglio 2019

DIFESA PERSONALE: la regola prima della sopravvivenza







Una regola molto importante, anzi a mio avviso la più importante, della difesa personale che spesso viene dimenticata consiste nel tenere sempre d'occhio le mani del soggetto.

Esempio 1: vi ritrovate a camminare per strada la sera in una zona che sapete essere poco sicura ma che per necessità siete obbligati a percorrere. Un soggetto viene nella direzione opposta. Tenetegli d'occhio le mani, DEVONO essere ben visibili. Qualora non lo siano, vuoi perché le tiene in tasca o per altri fattori, state in guardia e pronti a scattare poiché potrebbe spuntare in qualunque momento un arma da taglio.

Esempio 2: colluttazione. Anche durante una disputa verbale con qualcuno che non conoscete, e non sapete dunque di cosa possa essere capace, non distogliete mai l'attenzione dalle sue mani. Qualora dovesse portarle alle tasche tenetevi pronti a reagire non appena vedete comparire un oggetto.
Cosa si intende per "reagire"?
A meno che non siate operatori della sicurezza o delle forze dell'ordine, la vostra priorità NON è fermare il soggetto ma SALVARE VOI STESSI.
Dunque per reazione si intende un tipo di azione capace di darvi la possibilità di salvarvi.


AZIONE CONTRO COLTELLO

Molto spesso si possono vedere, anche in giro per il web, diverse tecniche di difesa da coltello. Esse però sono manchevoli, nella stragrande maggioranza dei casi, del passaggio iniziale.
Qualora, a seguito dei due esempi sopra menzionati, dovesse comparire un arma da taglio, la vostra reazione NON sarà quella di andare a eseguire una delle tante tecniche viste su YouTube, bensì ( se avete seguito le indicazioni sopra ) quella di sferrare un calcio basso in direzione dei genitali per mettere maggiore distanza tra voi e l'aggressore e darvi alla fuga. Questo può salvarvi la vita. Soltanto se il malvivente vi rincorre e vi carica come una furia, passerete alla difesa poiché si tratta di sopravvivenza, o voi o lui. Difesa che consiste sempre nel cercare di bloccare il braccio armato allontanando l'arma dalla vostra portata ( tenendo presente che vi taglierete ), colpire le zone vulnerabili e a seconda della situazione tentare un disarmo o ritentare la fuga.
Può esistere tuttavia una circostanza estrema in cui tale principio non può essere messo in atto.
Esempio: a seguito di una colluttazione spunta un arma da taglio, sul posto oltre a me sono presenti mia moglie e mia figlia. Eseguo l'azione per mettere al sicuro solo me stesso? Fuggo lasciando la mia famiglia indietro?
No.
Passo immediatamente alla difesa da coltello, mentre i miei famigliari si mettono in salvo.
È bene che ognuno di voi parli con la propria famiglia spiegando loro come, in un eventualità simile, devono fuggire senza pensare a voi.
Perché questo? Per il semplice fatto che prima loro si dileguano, prima potete cercare di divincolarvi dalla situazione e mettervi in salvo a vostra volta. Più restano sul posto, più voi sarete tangenti al malvivente.

In ogni caso tuttavia il fattore iniziale e più importante, quello che può fare la differenza tra la vita e la morte, resta sempre il medesimo. È la base su cui dovrebbe fondarsi qualunque sistema di difesa personale: MAI DISTOGLIERE L'ATTENZIONE DALLE MANI DELL'ALTRA PERSONA. È su questo principio di partenza che si fonda la vostra sopravvivenza.

domenica 21 luglio 2019

Urban Krav Maga






L'Urban Krav Maga è un sistema di autodifesa sviluppato nel 2008 da Stewart McGill e Leo Negao, la cui base di partenza sono i principi del Krav Maga ma le cui tecniche risultano provenire anche da discipline quali le MMA, il Brasilian Ju-Jitsu e la lotta.
Esso si focalizza, come è intuibile dal nome stesso, sulle più comuni situazioni di aggressione urbana ( per strada, nei locali, sull'autobus ecc... ) e fonda la propria azione sui seguenti principi:

- Evitare lo scontro prima di tutto parlando con l'attaccante / disinnescando la situazione nel modo più semplice possibile.

- Se è chiaro che la situazione è destinata ad aggravarsi, sferrare un attacco preventivo che mette Ko l'avversario ( evitando così anche un eventuale azione di estrazione di un arma qualora non sia ancora avvenuta ).

- Tenere presente che la maggior parte dei combattimenti da strada dura un minuto o meno.

- Gli attacchi devono quindi essere brevi e intensi, facendo uso di punti di pressione come occhi, testicoli, gola ecc.

- Uscire dalla situazione di pericolo non appena la minaccia viene neutralizzata.

domenica 14 luglio 2019

Prevenire un aggressione







È difficile riuscire a prevedere in anticipo un tentativo di aggressione. Tuttavia possiamo fare del nostro meglio al fine di ridurre le probabilità di essere attaccati, con degli accorgimenti che potrebbero realmente salvarci la vita:

- Se camminate da soli la sera, evitate le strade che sapete essere poco sicure.

- Qualora non possiate fare a meno di attraversare una zona di pericolo, magari perché abitate nel quartiere o per altri fattori, tenete il telefono cellulare ( in tasca, mostrarlo potrebbe spingere a un tentativo di furto del medesimo con conseguenti danni annessi es. pestaggio, coltellata ecc.. ) senza il blocco schermo e con il numero delle forze dell'ordine già impostato.

- Abbiate un andatura decisa e sicura, spesso un aggressore attacca chi gli trasmette debolezza e paura e su cui sente di poter primeggiare.

- Prestate la MASSIMA attenzione ai rumori e ai movimenti alle vostre spalle. In caso avvertiate di essere pedinati accelerate il passo. Se qualcuno scatta nella vostra direzione tenetevi pronti a correre e contestualmente chiamare le autorità, pronti a fornire le indicazioni di base ( es. mi stanno seguendo in Via ....... sto fuggendo verso Via ...... ).

- Se siete in un luogo pubblico o un locale,  fate in modo di avere le spalle coperte e di avere un muro dietro di voi.

- Tenete SEMPRE sotto controllo le MANI di chi si avvicina a voi. Se non sono ben visibili state in guardia.

- In caso di intrusione abitativa contattare le autorità se l'intruso non vi ha scorto fornendo le indicazioni di base ( es. ho un intruso in casa in Via ...... ) premurandovi di tenere la comunicazione aperta.
Reagite a un aggressione in casa SOLAMENTE qualora non abbiate altra scelta, es. il malvivente vi ha visto e siete impossibilitati a contattare le forze dell'ordine, vivete in un monolocale e vi sarebbe impossibile telefonare senza essere scoperti ( fermo restando che a meno che non vi attacchi dovrete cercare di assecondarlo e potete inoltre digitare il numero della polizia e lasciare la comunicazione aperta ) o siete già stati attaccati.

martedì 9 luglio 2019

Difesa personale: la situazione estrema

( considerazioni personali )




"Se qualcuno viene da voi per uccidervi, uccidetelo per primi."


Spesso nei miei articoli parlo della VOSTRA incolumità e non di quella dell'aggressore.
Ho visto alcuni video in rete, riprese di telecamere di sorveglianza, di reali aggressioni da coltello. Lasciate subito che vi dica che le dinamiche di un attacco da coltello non sono lineari come molti istruttori di difesa personale vogliono farvi credere. Se vi ritrovate ad affrontare un avversario armato di coltello vi taglierete SEMPRE. La difesa da coltello non esiste, esiste piuttosto la sopravvivenza da coltello.

Spesso chi è armato di coltello e parte all'attacco è una belva fuori di senno, che NON riuscirete a controllare semplicemente portandogli in leva un braccio come molti sedicenti istruttori mostrano in rete. Egli si dimena e affonda la lama nella vostra testa, nella gola, dietro al collo, nello stomaco e ovunque riesca ad arrivare. Una, due, dieci, cento volte.
NON credete alle tecniche che mostrano un aggressore immobile alla prima parata che riuscite a mettere a segno.

Inoltre se vi ritrovate a dover lottare per la vostra vita contro una bestia simile, dovete anche essere disposti a togliere la vita.
Non vi sto dicendo che dovete risolvere ogni disputa o attacco con un omicidio, sto dicendo che in alcune, per fortuna rare, circostanze non si ha altra scelta.
La scelta è tra voi o lui, in un contesto simile.
Sento istruttori affermare che "non bisogna fare troppo male all'aggressore", PURA FOLLIA. Dal momento che uno vi carica come una furia armato di coltello, è disposto a uccidervi. Davvero devo stare attento a non farè troppo male a quel maledetto che non mi farà più riabbracciare mia moglie o mia figlia? Un aggressore che mi attacca in quel modo certamente non ha premure verso di me, davvero devo averle io verso di lui, soltanto per mantenere pulito un pezzo di carta chiamato fedina penale? Perché la fedina resterà anche bianca, ma il necrologio viene invece riempito col mio nome.
Sempre VALUTARE la situazione, e scegliere la risposta adatta, ma provare pietà per un aggressore che vi carica in quel modo, pietà che lui NON intende avere verso di voi, vi costerà soltanto la vita.
Invito tutti a cercare in rete video di reali attacchi da coltello per avere chiaro di cosa io stia parlando.

In alcuni casi l'approccio anticipatorio del Krav Maga, sempre valutando contesto e avversario, potrebbe fare la differenza tra la vita e la morte.
Immaginate di essere riusciti ad atterrare una potenziale minaccia PRIMA che egli abbia estratto un arma dalla tasca.
A meno che non si tratti di rapina o tentativo di omicidio premeditato ai vostri danni, i video su menzionati delle telecamere di sorveglianza ( l'ultimo dei quali proviene dal Venezuela in cui l'aggressore estrae un coltello proprio a causa del fatto che la vittima tentava di difendersi avendo premura di non fare "troppo male" al suo carnefice ), mostrano che alcune volte l'arma viene estratta solo in seguito al degenerare di una situazione.
Non sto dicendo che il ragazzo del video in questione avrebbe dovuto preventivamente uccidere il suo aggressore, sto dicendo che forse un paio di colpi sferrati con più cattiveria all'inizio forse gli sarebbero costati un processo, ma non la vita.
È meglio un brutto processo che un bel funerale.



PRECISAZIONE FINALE


Tengo a sottolineare come tutte le situazioni sopra descritte fanno riferimento a contesti estremi in cui siamo già stati attaccati da un malvivente armato o intuiamo che l'individuo che abbiamo davanti potrebbe compiere determinate azioni, vuoi perché trattasi dello spacciatore di quartiere, o per la sua fama o ancora per il suo atteggiamento.
Il fine è sempre il medesimo, crearsi la via di fuga senza fare gli eroi. Qualora l'aggressione avvenisse mentre siamo in compagnia della nostra famiglia, e magari gli aggressori sono più d'uno, la situazione sarà chiaramente diversa e volta a mettere in salvo i nostri cari a qualunque costo.
Occorre un estrema e affinata capacità di valutazione della minaccia, il padroneggiare una tecnica come il Krav Maga non ci autorizza a sfruttarlo per situazioni risolvibili in altro modo, verbalmente o mediante tecniche meno aggressive quali bloccaggi, immobilizzazioni o nei casi più aggressivi di attacco a mani nude da parte di un individuo che non riteniamo possa essere capace di commettere un omicidio, colpi meno invasivi ( il classico colpo ai genitali seguito da un bloccaggio a terra ne è un esempio ormai collaudato nel Krav Maga ).

Per tutte queste ragioni ritengo che l'addestramento nel Krav Maga debba essere PRIMA di natura psicologica e soltanto dopo passare alla parte tecnica.
Insegnare una manciata di tecniche a persone che una volta ritrovatesi nel contesto reale non riescono a valutare l'entità di una minaccia e relativa risposta IN MEZZO SECONDO, o che si lasciano sopraffare dall'emotività, equivale ad aver venduto soltanto illusioni e aver formato individui potenzialmente pericolosi.

Concludo dicendo che, qualora abbiate la fortuna ( perché di questa si tratta ) di uscire vivi da un aggressione con arma da taglio, non credete di essere dei super uomini o donne. Io stesso sono scampato a un aggressione con accetta, ma soltanto grazie alle circostanze che mi hanno consentito una difesa efficace, prima tra tutte il fatto che il mio aggressore ( che era mio padre ) era in preda ai fumi dell'alcol e a stento poteva reggersi in piedi.
Se dovessi ritrovarmi ora in un contesto simile, al 99% le cose andrebbero certamente peggio per me.
Ogni aggressione ha dinamiche differenti da un altra, e non esiste una tecnica universale adatta a ogni situazione di questo tipo, se non la rabbia e un desiderio immane di sopravvivere.

domenica 30 giugno 2019

Minaccia frontale da pistola

PREFAZIONE


Iniziamo col sottolineare l'importanza del saper valutare la necessità di una reazione a un aggressione armata o meno.
Si cercherà SEMPRE di evitare di dover reagire, la posta in palio è più importante di qualunque portafoglio o oggetto materiale in nostro possesso.
Ma come comportarsi qualora non avessimo altra possibilità che quella di tentare una reazione?
Per prima cosa va eliminato dal vocabolario il termine "tentare" perché, una volta che saremo partiti con la nostra reazione, DOBBIAMO portarla a termine con successo. Nel momento stesso in cui decidiamo di reagire il malvivente diventa una belva e non esiterà più nel mettere a segno un colpo potenzialmente letale. Quindi nessuna esitazione dopo che saremo partiti con l'attacco.
A differenza della minaccia da coltello, assai più insidiosa e in cui è bene sottolinearlo CI SI TAGLIA SEMPRE ( la difesa da coltello a mio avviso è infatti inesistente, esiste la SOPRAVVIVENZA da attacco di coltello, in cui si subiscono tagli ma si resta in vita. E ad ogni modo è sempre bene EVITARE una reazione a meno che il nostro aggressore non abbia cominciato ad accoltellarci e pertanto reagire diventa l'unico modo per sopravvivere ), nel caso della difesa da pistola semiautomatica ( poiché con pistola a tamburo tale procedimento risulta inapplicabile e necessita di una modifica allo step 1 causa vampata di fuoco proveniente dal tamburo ) la reazione può essere meno dannosa, ma comunque sempre estremamente rischiosa.
Si procede per step come mostrato in figura:



Step 1: afferrare l'arma dal carrello e allontanare il foro d'uscita del proiettile dalla propria linea di tiro. È bene precisare che chi ci punta un arma con l'intento di ottenere qualcosa da noi lo farà a distanza ravvicinata, sparare da lontano non è più estorsione ma agguato e l'unica soluzione è la tentata fuga.





Step 2: contestualmente all'azione precedente, colpire l'aggressore in punti vitali che si riesce a raggiungere ( occhi, genitali, naso ecc... ).



Step 3: piegare l'arma e il polso del malvivente al fine di eseguire il disarmo.






Step 4 ( importante ): con l'azione illustrata allo step 1, involontariamente sarà stato esploso un colpo. Ciò significa che il carrello dell'arma è ora inceppato  ( chiunque abbia un minimo di dimestichezza con armi da fuoco sa a cosa mi riferisco ). Quindi, ripristinare il carrello facendo espellere il bossolo, e allontanarsi tenendo l'arma puntata verso il malvivente per anticiparne eventuali reazioni d'attacco ( ciò non significa che dovrete ucciderlo, ma un colpo esploso in aria o a una caviglia potrebbe essere necessario anche se il più delle volte dopo essere stato disarmato il delinquente resta immobile permettendovi di lasciare la zona di pericolo o fugge egli stesso ).




È inoltre importante che tra gli step 1 e 2 non venga MAI lasciata la presa sul braccio armato del malvivente.





NOTA IMPORTANTE

È consigliato apprendere questo tipo di tecniche unicamente da istruttori esperti e, se possibile, che abbiano esperienza nelle stesse forze dell'ordine. La qui presente descrizione è da intendere unicamente a scopo informativo e NON didattico.

martedì 21 maggio 2019

Krav Maga: un attacco per situazioni estreme








Tra gli attacchi base nel Krav Maga troviamo il colpo diretto al naso dell'aggressore.
Sferrato in linea retta con il palmo della mano esso può permettere di stordire il vostro avversario o in taluni casi provocare perdita dei sensi.
Se sferrato particolarmente forte può causare la rottura del setto nasale con relativa emorragia.








Tuttavia è bene prestare attenzione all'angolatura del colpo poiché se sopraggiunge dal basso verso l'alto può risultare fatale.






Distruggere il setto nasale, anche con un pugno diretto o a martello, provoca giramento di testa, sanguinamento, mancanza del respiro e permette di crearsi uno spazio di tempo adeguato alla messa a segno di altri attacchi o alla fuga.
Ricordate soltanto una cosa: in strada non vige alcuna regola, ne è presente un arbitro di gara a proteggervi. Siete solamente voi e l'aggressore. O voi, o lui.